LAVORI IN CORSO BLOG IN ALLESTIMENTO.
PER CONTINUARE A VIVERE E MOLTO DURA IN QUESTO PAESE NON FUNZIONA QUASI NIENTE LA BUROCRAZIA COLPISCE ANCHE A CHI E INVALIDO LO FANNO ANDARE DA UNA PARTE ALL'ALTRA SENZA PENSARE CHE SE E DISABILE DOVEBBRE AVERE LA VITA PIU ADATTATA AL SUO ANDIKAP SE E CON LA SEDIA A ROTELLI E UN DRAMMA PERCHE VARI UFFICI CHE DOVREBBERO AVERE STRUTTURE ADATTE PER I DISABILI MOLTE VOLTE NON FINZIONANO OGGI O VISTO UN DISABILE CHE AVEVA DIFFICOLTA AD ENTRARE NEL COLLOCAMENTO DISOCCUPATI DISABILI QUESTO E DAVVERO UNA BARZELLETTA UN DISABILE CHE NON PUO ACCEDERE AD UNA STRUTTURA CHE DOVREBBE TUTELARE IL DISABILE....MA QUESTA E LA VITA DISSE TOTò CHI A AVUTO TANTO E CHI NON A AVUTO NIENTE....MA SIMME è NAPULE PAISà
...by dioanf.
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o dio oggi un altra cosa strana che mi e successo:o dovuto andare all'asl per disdire una visita legale il dipendente che mi a fatto la disdetta non sapeva come si scriveva "disdicere" se con la lettera "c" o con la lettera "g"....e non vi dico come o fatto a trattenermi nel ridere per non essere inopportuno alla situazione che si e presentata...ecco come funzionano gli uffici pubblici in questa citta....."ma oky non ce problema perche se tutto va bene stiamo inguaiati"...AH AH AH AH ...MAMMAMIAAAAAAAA!!!!!"""""
...by dioanf.
mappa
.............................................[BY DIOANF]
lunedì 28 dicembre 2009
salviamo i cani del brasile
Leggi le news nel giornale brasiliano:
http://www.jornalnh.com.br/site/noticias/noticias_interna,canal-8,ed-60,ct-501,cd-196145.htm
http://www.jornalnh.com.br/site/noticias/noticias_interna,canal-8,ed-60,ct-194,cd-196179.htm
http://www.jornalnh.com.br/site/noticias/noticias_interna,canal-8,ed-60,ct-501,cd-196145.htm
http://www.jornalnh.com.br/site/noticias/noticias_interna,canal-8,ed-60,ct-194,cd-196179.htm
salviamo le balene

E’ arrivata in Islanda la nave ammiraglia di Greenpeace, la “Rainbow Warrior”, in seguito alla decisione del governo di riprendere la caccia alle balene. In una conferenza stampa, tenutasi questa mattina a bordo della nave, ormeggiata a Reykjavik, l’associazione ambientalista ha offerto al governo un’opportunità di salvare la propria reputazione e allo stesso tempo le balene.
“Greenpeace chiederà ai propri sostenitori, 2,8 milioni di persone in tutto il mondo, di visitare l’Islanda e scegliere l’ecoturismo, in cambio il governo deve fare marcia indietro sul progetto di cacciare 38 balenottere minori, dichiarare che non riprenderà più in alcun modo la cosiddetta “caccia scientifica” e aderire al bando internazionale sulla caccia alle balene” sostiene Domitilla Senni, direttore di Greenpeace.
Il fatto che l’Islanda voglia giustificare come “scientifica” questa caccia è un suicidio dal punto di vista economico. Attualmente il “whale watching” è il cuore di un’industria dell’ecoturismo che è, nel paese nordico, seconda solo alla pesca. Operano nel paese 12 compagnie di “whale watching” per un giro d’affari di 8,5 milioni di dollari nel 2001: i turisti sono principalmente tedeschi e americani, seguiti da inglesi, svedesi e danesi. Greenpeace sottolinea come siano già molti i turisti che stanno cancellando i viaggi in Islanda a causa della caccia alle balene.
Il giro d’affari della caccia alle balene negli anni 1986-’89, anno nel quale è stata bloccata, è stato di appena 3-4 milioni di dollari.
“Non si capisce a chi debbano vendere la carne ed il grasso di balena, visto che anche in Giappone il mercato è in crisi- si domanda Senni il fatto che questi grandi mammiferi marini vadano cacciati per salvaguardare gli stock di merluzzi non ha poi basi scientifiche”.
La “Rainbow Warrior” si è battuta contro la caccia alle balene in Islanda nel suo viaggio inaugurale, nel 1978, quando la balenottera azzurra, il più grande mammifero al mondo, era sull’orlo dell’estinzione. Oggi 7 dei 13 grandi cetacei sono in pericolo, mentre gli altri si stanno riprendendo dal precedente sovrasfruttamento.
Lo scopo del tour della nave in Islanda, che inizia domani, è il dialogo con la popolazione locale ed il sostegno alla pressione che già esiste nel paese contro la caccia. Se la reazione internazionale non si facesse sentire, la caccia commerciale alle balene rischierebbe di riprendere su larga scala.
la specie non e' in pericolo.
mercoledì 16 dicembre 2009
lunedì 14 dicembre 2009
aggressione al presidente del consiglio silvio berlusconi (una vera vergogna)

che dire ,come italiano sono davvero sconcertato di tutto questo accanimento contro il presidente berlusconi,non voglio dilagare nelle mie parole,senno mi arrestano,ma una cosa la devo dire,quando il presidente era all'opposizione non e mai capitato una cosa del genere,dico a voi gente di magistratura,fate il vostro mestiere la politica lasciatela a chi di dovere.......
BY..dioanf.
domenica 6 dicembre 2009
giovedì 3 dicembre 2009
buon natale... gloria e amore per tutti



NATALE
Mio Dio, mio Dio
dove nascerai stanotte?
La terra vive la preistoria
della sua distruzione
impazzita tra neon, sirene, esplosioni,
popolata di mostri, d'automi
che si urtano, corrono, vociano,
s'insultano con rabbia,
si uccidono...
L'Umanità ferocemente fagocita
ogni specie vivente
senza più illudersi, senza credere.
Nel cuore degli uomini
nemmeno un lume di speranza...
Capitalista, borghese, proletario,
politicante, show-man, finanziere...
Chi sarai?
Dove nascerai?
In un'asettica clinica svizzera
o in un maleodorante
ospedale italiano?
Era questa l'uguaglianza
di cui Tu parlavi?
Mio Dio,dove nascerai stanotte?
Nel cuore degli uomini
nemmeno un filo di bontà!
... La Tua cometa, offuscata dai neon,
si frantumerà contro uno
dei mille satelliti che solcano i cieli,
o contro una bomba dispersa...
Ma, nonostante tutto,
Tu nascerai stanotte
in questa nuda stalla
che è il cuore degli uomini,
portando di nuovo
bontà e speranza...

LETTERINE DI NATALENell'album dei ricordi ho ritrovato
le mie vecchie letterine di Natale:
un angioletto sopra una capanna,
un San Giuseppe ed una Madonnina,
un Bambinello in fasce sulla paglia.
Tutt'intorno dei lievi fregi d'oro,
quasi un ricamo di fiori e foglioline.
E sulla carta, dal tempo ormai ingiallita,
la mia grafia minuta ma decisa:
"Carissimo papà, cara mammina..."
e giù una nota d'impegni, di promesse
d'essere buono, obbediente, rispettoso.
Augurandomi che Gesù Bambino,
nella sua bontà avrebbe perdonato
ogni mia colpa, ogni birbonata
e per Natale m'avrebbe poi portato
quell trenino elettrico
che tante volte,ogni giorno,guardavo lì in vetrina...
giovedì 19 novembre 2009
il trionfo dell'amore

se tutte le persone di questo mondo fossero come me,che amo il prossimo,molte cose non sarebbero brutte....dico a tutti ,amate non odiete non siate invidiosi di quello che altre persone anno ....basta solo amare e questa la vera ricchezza...gesucristo a dato esempio....e morto per amor nostro.....by ...DIOANF.

domenica 15 novembre 2009
scritta da darde-je

dio è qui in questo momento... la sua presenza è realta nella mia vita...
per lui io daro la mia vita e i miei problemi.. se anche tu,parli con dio.. lui ti aiutera.. dio ti a portato qua..per cancellare le tue sofferenze! è lui che a inventato la fede, e anche se la croce e pesante per te,il cristo sara con te! il mondo puo anche farti piangere,ma il dio vuole vederti sorridere.. non importa quale e il tuo problema.. parla con dio! lui ti aiutera..dopo il dolore,viene sempre la felicita.. poi dio è l'amore e per questo non ti lascera soffrire.....
venerdì 13 novembre 2009
poesia di totò a napoli
quando totò il principe della risata racconta le poesie e una vera goduria la sua voce intensa e malinconica nello stesso momento mi da una forte emozione..
CI MANCHI TOTò......
martedì 10 novembre 2009
ischia casamicciola (NAPOLI)

ci risiamo,un'altra tragedia a colpito la campania,piu di una frana causate dalla pioggia e dalla inerzia dei governanti.a colpito ischia questa mattina ci sono almeno 2 morti e feriti ,auto che sono state trascinate dalla furia delle acque fino al mare,case allagate gente che non sa cosa fare contro un disastro annunciato,purtroppo molte abitazioni sono abusive e tutto cio e causa di questo disastro.
dico a chi ci governa,PERCHE SI DEVE MORIRE PER INERZIA DI QUALCHE PERSONA CHE FA ABUSO DI TERRITORI!!...?
DATEVI UNA MOSSA FATE IL VOSTRO DOVERE GOVERNATE BENE SE NON LO SAPETE FARE ,ALLORA DA NAPOLETANO DOC VI DICO:...ANDATE A FAN..........CREDO DI ESSERE STATO CHIARO....by....DIOANF.
domenica 25 ottobre 2009
quando il mondo e finito

titti noi siamo responsabili della decadenza mondiale , diamoci una mossa ....SIAMO NOI UMANI CHE LO ABBIAMO RIDOTTO IN FIN DI VITA.....ORA TOCCA A NOI TROVARE UN RIMEDIO , MA AL PIU PRESTO LUI QUASI NON RESPIRA PIU....by/dioanf
venerdì 23 ottobre 2009
amare e una cosa meravigliosa

quando si prova amore reciproco e naturale che ti senti una lingua di fuoco che ti attraversa il corpo,l'animo ti diventa piu sollevato gioisci ogni mamento che vedi il tuo amore,e bellissimo,chi non ama non e umano.....BY/ DIOANF.

mercoledì 14 ottobre 2009
Vasco Rossi


Vasco Rossi
Nazionalità Bandiera dell'Italia Italia
Genere Pop rock
Hard rock
Periodo di attività
1977 – in attività
Strumento {{{strumento}}}
Etichetta Lotus, Targa, Carosello, EMI Italiana
Band attuale {{{band attuale}}}
Band {{{band precedenti}}}
Album pubblicati 22
Studio 15
Live 5
Raccolte 2
Opere audiovisive pubblicate {{{numero opere audiovisive pubblicate}}}
Gruppi e artisti correlati {{{correlati}}}
Sito ufficiale vascorossi.net
Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica
« ...Generazione di sconvolti, che non ha più santi né eroi! Siamo solo noi... »
(da Siamo solo noi, 1981)
« ... perché la vita è un brivido che vola via
È tutto un equilibrio sopra la follia »
(da Sally, 1996)
Vasco Rossi, anche noto come Vasco o con l'appellativo Il Blasco, (Zocca, 7 febbraio 1952), è un cantautore italiano.
Autodefinitosi provoca(u)tore, nella sua carriera pluridecennale ha pubblicato 22 album (di cui 15 in studio, 5 live e 2 raccolte ufficiali) e scritto complessivamente più di 140 canzoni, nonché numerosi testi e musiche per altri interpreti. Con decine di milioni di copie vendute è uno dei cantautori italiani di maggior successo e fama. Può essere considerato uno dei pionieri del rock italiano.
È soprannominato Komandante.
Biografia Infanzia e gioventù
Vasco Rossi nasce a Zocca, paesino dell'appennino tosco-emiliano tra Modena e Bologna, il 7 febbraio 1952. Il nome gli viene dato dal padre Giovanni Carlo, di professione camionista, in omaggio a un omonimo compagno di prigionia in Germania durante la seconda guerra mondiale. Trascorre un'infanzia serena, circondato dall'affetto della sua famiglia, mostrando un carattere timido.
Fin da bambino, su decisione della madre Novella Corsi, casalinga appassionata di musica, viene iscritto a scuola di canto dal maestro Bononcini e inizia ad appassionarsi al mondo della musica. A 13 anni vince l'Usignolo d'oro, una manifestazione canora modenese, nata per contrastare lo Zecchino d'oro, mentre a 14 anni entra a far parte del suo primo gruppo musicale, chiamato "Killer", nome successivamente trasformato in un più rassicurante "Little Boys"; del gruppo fa parte anche Marco Gherardi, che più volte sarà compagno di avventura di Vasco.
Nel 1967, ottenuta la licenza media, la famiglia lo iscrive all'istituto dei salesiani San Giuseppe a Modena, per conseguire il diploma. L'esperienza in collegio si rivela traumatica: i tutori, infatti, si mostrano molto severi e Vasco inizia ad avere un carattere ribelle, che lo porta ad essere poco propenso alle rigide regole dell'istituto; inoltre, lega poco con i compagni di collegio, che tendono a isolarlo e schernirlo per le sue origini di paese. È un periodo che segnerà profondamente il carattere di Vasco Rossi: il pessimo rapporto con i salesiani, influenzerà il suo rapporto con le figure ecclesiastiche, mentre sviluppa una sorta di complesso per le sue origini montanare, con cui impara a convivere col tempo, senza riuscire a superarlo del tutto perfino in età adulta. Scappa due volte, rifugiandosi a casa di una zia a Bologna, e, in seguito alla seconda fuga, il padre si rassegna a iscriverlo al ragioneria Tanari del capoluogo emiliano, dove alloggia presso la casa della zia e dove consegue il diploma, senza demeritare né brillare negli studi.
Vasco vive a Bologna in un periodo di particolare fermento, quando divampa la contestazione studentesca, e la città è particolarmente coinvolta. Appoggia le posizioni anarchiche, anche se non si distingue per la partecipazione alle lotte politiche, cui resta fondamentalmente indifferente. È molto affascinato, invece, dal mondo del teatro, tanto che matura il sogno di iscriversi al DAMS per frequentare il corso di Teatro alternativo, ma il padre non approva l'idea, pertanto, nell'autunno del 1972 si vede costretto ad iscriversi a Economia e commercio a Bologna. Pochi mesi prima aveva aperto, insieme a Marco Gherardi, suo amico di infanzia, un piccolo locale, il "Punto Club", nei pressi di Zocca, che più tardi diventerà una vera e propria discoteca; in questo primo periodo viene utilizzato come base per organizzare feste ed eventi, e Vasco si spende per l'organizzazione con discreti risultati.
Rossi si trasferisce dalla casa della zia per andare a vivere presso una casa in affitto, sempre a Bologna, insieme a due amici, e decide di prendere seriamente l'impegno universitario; tuttavia, dopo un buon inizio, si lascia sedurre dalla turbolenza della Bologna di quegli anni. Si iscrive al Manifesto, continuando però a restare sempre piuttosto ai margini della lotta politica; frequenta poi il Teatro Evento di Bologna, per il quale firmerà qualche regia e qualche presenza come attore; e, infine, si fidanza con Paola Panzacchi, una convinta femminista, iniziando una storia d'amore molto difficile, da cui uscirà "con le ossa rotte", e che lo porterà ad avere posizioni sempre più maschiliste. Inoltre, amplia notevolmente la sua cultura musicale: oltre agli italiani Lucio Battisti, Francesco Guccini, Francesco De Gregori, ascolta molto rock anglosassone, soprattutto i Rolling Stones.Nel 1974, abbandona definitivamente Economia e Commercio,e si iscrive a Pedagogia, più affine alle sue inclinazioni, tanto che abbandonerà gli studi a soli otto esami dalla laurea. L'anno successivo si trasferisce a Modena, per risparmiare sull'affitto, dividendo l'appartamento con altri amici.
Il 1975 è un anno storico per la sua formazione. Convinto dall'idea dell'amico Marco Gherardi, fonda "Punto Radio", una Radio libera sul modello delle centinaia che nascevano in quegli anni in Italia, destinata a servire il pubblico dell'Appenino tosco-emiliano. Diventerà famoso un programma da lui condotto, "Il Muretto", in cui con un contatto attivo con gli ascoltatori svilupperà tematiche sulla vita e sulla filosofia che si riveleranno importanti per il suo futuro discografico. L'esperienza della radio è decisiva per la carriera di Vasco Rossi. Prima di tutto, gli dà la possibilità di maturare come show man, visto che Rossi sarà uno dei principali dee-jay sia dei programmi radiofonici sia delle serate speciali che la radio organizzerà presso le principali discoteche dell'Emilia-Romagna e, in secondo luogo, gli darà l'opportunità di conoscere una serie di persone fondamentali nella sua futura carriera, come Riccardo Bellei, Gaetano Curreri, Maurizio Solieri, Massimo Riva, allora giovanissimo, e Red Ronnie, che allora lavorava per la BBC, un'altra radio libera di Bologna. È proprio nelle serate-evento organizzate dalla radio nei locali emiliani che Vasco Rossi, per la prima volta, imbraccia la chitarra e canta al pubblico alcune canzoni, comprese alcune scritte da lui stesso.
I primi anni nel mondo della musica
Sotto la spinta dei suoi amici, tra i quali Gaetano Curreri, leader degli Stadio, incide nel 1977 il suo primo 45 giri, Jenny/Silvia (contenente i brani Jenny è pazza e Silvia), per l'etichetta Borgatti Music, che fino ad allora aveva curato la produzione e distribuzione di dischi legati al genere "liscio". L'anno successivo esce invece il suo primo album, ...Ma cosa vuoi che sia una canzone..., pubblicato a tiratura nazionale, ma praticamente venduto solo in Emilia-Romagna.
Il suo secondo album viene pubblicato nel 1979 con il titolo Non siamo mica gli americani. Il disco ottiene più successo rispetto del precedente, anche se in fatto di vendite non è niente di eclatante. L'album resterà famoso soprattutto perché contiene la canzone Albachiara, destinata a diventare uno dei maggiori successi di Vasco e pezzo conclusivo di gran parte dei suoi concerti.
La prima apparizione di Rossi in televisione è datata 10 gennaio 1979, quando partecipa come concorrente alla trasmissione "10 Hertz" condotta da Gianni Morandi. Alla fine del programma, Vasco canta La strega (la diva del sabato sera).
Nel 1980 esce il terzo album, Colpa d'Alfredo. Neanche questo album ottiene molto successo di vendite, questa volta a causa della censura da parte di alcune radio della canzone che dà il titolo all'album in quanto ritenuta volgare ed offensiva in alcune parti del testo.
È con il quarto album che inizia ad arrivare il successo, Siamo solo noi viene pubblicato nel 1981 e, tuttora, viene considerato uno dei migliori lavori del cantante; la canzone che dà il titolo all'album verrà più volte identificata come un vero e proprio "inno generazionale", tutt'oggi attuale per i suoi fans.
La popolarità di Vasco Rossi, che inizia a farsi conoscere anche a livello nazionale, cresce in seguito a una sua esibizione dal vivo, durante la nota trasmissione televisiva Domenica In. In questa occasione canta la canzone Sensazioni forti e la sua esibizione viene ampiamente criticata dal giornalista Nantas Salvalaggio (che sarà, nel testo della futura hit Vado al massimo, definito da Vasco "quel tale che scrive sul giornale") che, in un suo articolo sul settimanale Oggi, si scaglia contro il cantante e contro la RAI, colpevole di ospitare nel suo più popolare programma della domenica un simile esempio di "ebete, cattivo e drogato". Il rocker ed il suo staff protestano nei confronti del giornalista, ma l'inconveniente, nei fatti, aumenta il nascente mito del Blasco, soprannome nato d'altronde in quel periodo.
Gli anni del boom
L'esperienza che cambia radicalmente la carriera di Vasco Rossi è la partecipazione al Festival di Sanremo. Nonostante il festival della canzone italiana non appartenga all'orizzonte artistico del rocker, Vasco Rossi e il suo entourage decidono di sfruttare la crescente popolarità del cantante facendolo partecipare all'importante vetrina offerta dalla RAI, suscitando anche qualche malumore tra i fan dell'epoca.[senza fonte]
Così, nel 1982, Vasco partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Vado al massimo. La performance del rocker di quell'anno fa scalpore: Vasco abbandona il palco con il microfono nella tasca della giacca, che, collegato col filo all'amplificatore, cade, creando panico tra il pubblico in sala e tra i conduttori dello show tv. Fu lo scalpore che proprio il rocker di Zocca voleva creare in una manifestazione a suo tempo forse troppo austera per distinguersi dagli altri partecipanti. La canzone, come già detto prima, contiene una ironica risposta a Nantas Salvalaggio, il giornalista che due anni prima lo aveva criticato ferocemente sulle pagine del settimanale Oggi e che viene apostrofato come "quel tale che scrive sul giornale".
Nell'aprile dello stesso anno esce l'album omonimo, che resterà in classifica per 16 settimane, un piccolo successo che dimostra di sempre più come la performance di Vasco abbia fatto breccia nel pubblico.
L'anno seguente Vasco si presenta di nuovo a Sanremo con Vita spericolata. La canzone diventerà uno dei classici della musica italiana (così come Siamo solo noi) e raggiunge lo stesso anno il 6° posto nella classifica dei 45 giri, entra in finale, ma si classificherà al penultimo posto nella graduatoria del Festival. Fece scalpore la performance offerta agli spettatori del Teatro Ariston: all'attacco dell'ultimo ritornello Vasco saluta e abbandona il palco, lasciando il playback a terminare la canzone.
Segue l'uscita dell'album Bollicine. È il sesto album in sei anni, quello che consacra definitivamente Vasco Rossi a icona del rock italiano: resta in classifica per 35 settimane, e si piazza come quinto album più venduto dell'anno. L'ironica canzone Bollicine farcita di slogan e frasi ad effetto (con chiari riferimento all'uso della cocaina) vince il Festivalbar '83 e il tour per promuovere l'album è un trionfo. È sicuramente uno dei periodi di massimo successo dal punto di vista musicale, ma non dal punto di vista umano: secondo alcuni biografi in quel periodo Vasco sta veramente andando al massimo: è farmaco-dipendente, vive come se fosse sempre su un palco, non dorme per giorni interi mentre continua ad assumere anfetamina e Lexotan, tanto da costringere il manager Guido Elmi ad annullare vari concerti.
All'inizio del 1984 esce la prima raccolta live: Va bene, va bene così, che resterà in classifica 33 settimane di cui 8 al primo posto. Ma il 20 aprile dello stesso anno il rocker viene fermato in una discoteca nei pressi di Bologna e arrestato. Dopo una perquisizione in un casolare di Casalecchio, dove abita insieme ad altri componenti della sua band, Rossi consegna spontaneamente 26 grammi di cocaina ai carabinieri.[14] Trascorre 22 giorni di prigione (di cui 5 in isolamento) presso il carcere di Rocca Costanza a Pesaro con l'accusa di detenzione di cocaina e spaccio non a scopo di lucro. Nei giorni di detenzione riesce a liberarsi dalle anfetamine, nonostante la sua situazione psicofisica rimanga piuttosto precaria. Del panorama musicale italiano soltanto Fabrizio De André e Dori Ghezzi danno pieno sostegno al cantante, visitandolo in carcere. Il 12 maggio Rossi ottiene la libertà provvisoria. Il processo lo scagiona dall'accusa di spaccio, ma lo condanna a due anni e otto mesi con la condizionale, per detenzione di sostanze stupefacenti.
Di lì a poco, Vasco Rossi pubblica l'album Cosa succede in città (1985), considerato secondo certi aspetti l'album della rinascita. Sebbene contenga canzoni storiche poi divenute pilastri delle composizioni di Vasco, secondo la critica l'album è tecnicamente perfetto ma per i testi ed i contenuti viene considerato un album piuttosto "fiacco", anche a causa delle vicende che l'hanno preceduto, tanto che secondo alcune persone vicine a Rossi l'album non ha soddisfatto completamente né Vasco né Elmi. Ciò nonostante, l'album resta in classifica per 29 settimane.
L'anno seguente diventa padre per la prima volta e per due anni sparisce completamente. Qualcuno parla di esaurimento nervoso ma è un periodo in cui Vasco ricerca se stesso e rivede vecchi amici di infanzia.
Nel 1987 torna prepotentemente sulla scena pubblicando C'è chi dice no definito da molti giornali dell'epoca un capolavoro, che resterà in classifica 38 settimane, di cui 12 in testa. Il successo è tale che perfino Celentano lo vuole ospite in RAI. Lui inizialmente accetta salvo poi cambiare idea il giorno prima della trasmissione facendo infuriare i vertici dell'emittente televisiva che minacciano di bandirlo per sempre da ogni trasmissione. Ma Rossi a questo punto della sua carriera può ampiamente permetterselo tanto che il sempre crescente successo di spettatori costringe il cantante ad abbandonare i palazzetti per orientarsi verso spazi più ampi: inizia l'epoca degli stadi.
Il 1º luglio 1988 viene nuovamente arrestato mentre da solo a bordo della sua BMW 750 procede zigzagando sulla A14 con a bordo un grammo di cocaina, uno sfollagente e una pistola lanciagas. Viene prontamente rilasciato tra le guardie carcerarie e i fan che gli chiedono abbracci e autografi.
Nel 1989, prima dell'uscita dell'album Liberi liberi realizzato per conto della EMI, Rossi rompe definitivamente con Guido Elmi e la Steve Rogers Band ritrovandosi praticamente da solo con Maurizio Lolli. Parte comunque il "Liberi Liberi Tour" senza Solieri e Riva, il cui grande successo porta alla pubblicazione dell'album live Fronte del palco (1990).
Il 6 dicembre 1989 Rossi viene condannato ad un'ammenda di 2 milioni e 800 mila lire in seguito all'infelice episodio del 1984.
L'anno successivo vengono organizzati in rapida successione (10 e 14 luglio) due concerti rispettivamente negli stadi San Siro a Milano e Flaminio a Roma, che fanno registrare presenze record.[18] Una parte del concerto di Milano viene pubblicata nell'album Vasco live 10.7.90 San Siro. Vasco Rossi diventa il primo artista italiano a raccogliere un numero di fan così ampio, riuscendo dove allora solo le stelle straniere si erano avvicinate.
Diventato padre per la seconda volta, il cantante fa uscire l'album Gli spari sopra (1993) col quale vincerà 10 dischi di platino. L'album fu preceduto dal singolo "Gli spari sopra", mini-CD che contiene, oltre ad alcune versioni alternative de L'uomo che hai qui di fronte e Delusa con riferimenti alle allora "Ragazze di Non è la Rai", anche l'inedito Se è vero o no, canzone che non fu inserita nell'album Gli spari sopra. Nel 1994 regala agli iscritti al suo fan club ufficiale un CD contenente l'inedita Senza parole.
Nel 1995 il rocker è di nuovo a San Siro con un doppio concerto evento, Rock sotto l'assedio, contro la guerra in Jugoslavia. Sul palco sono ospitati gruppi musicali, di etnie diverse, fatti giungere clandestinamente dalla zona della guerra con l'aiuto di collaboratori come il fotoreporter Massimo Sciacca e l'organizzatore Enrico Rovelli. In questa occasione canta per la prima volta Generale di Francesco De Gregori, cantautore che da sempre è un suo riferimento, interpretandola nel proprio inconfondibile stile rock. Vasco promuove la serata come occasione di riflessione contro la violenza della guerra, ma molti giornalisti polemizzeranno con lui per non avere devoluto l'incasso alla causa jugoslava. Vasco con Maurizio Lolli e Mirco Bezzi realizza un sito internet, il primo in Italia per un artista musicale, dedicato a raccogliere le testimonianze di reporter dalle zone di guerra intercettate sulla nascente rete di comunicazione, e le biografie dei gruppi musicali che si esibiscono.
Nel 1996 pubblica l'album Nessun pericolo... per te, contenente una canzone, Gli angeli, dedicata all'amico Maurizio Lolli morto di cancro ai polmoni e il cui video (una produzione colossale di 600 milioni di lire) viene diretto da Roman Polański. Il video viene messo a disposizione su internet, un evento abbastanza inusuale per quegli anni, cosicché Vasco diventa un precursore del tempo e dei nuovi sistemi tecnologici che avanzano. La canzone viene distribuita in un singolo a forma triangolare a tiratura limitata. La forma del cd singolo potrebbe essere un chiaro omaggio all'attributo femminile, al quale spesso Vasco fa rifermento con gesti inequivocabili nei suoi concerti e nello specifico nella canzone Rewind, la cui musica è scritta per lui dall'amico di sempre Gaetano Curreri leader degli Stadio.
Nel 1997 esce Rock, una raccolta di vecchi pezzi riarrangiati, che porterà il cantante ad esibirsi nell’ex stabilimento Italsider di Bagnoli, nell'ambito della prima edizione del Neapolis Rock Festival. Quell'anno Rossi è presente come autore al Festival di Sanremo (in coppia con Gaetano Curreri e Roberto Ferri) con ...E dimmi che non vuoi morire scritta per Patty Pravo, insignita del premio della critica. Sempre per il Festival di Sanremo, nel 1999 scrive la canzone Lo zaino cantata dagli Stadio.
Gli anni del successo di massa [modifica]
Nel 1998 esce Canzoni per me, in cui, tra le altre, riprende anche vecchie canzoni, scritte all'inizio della carriera e mai pubblicate. Lo stesso anno vince il suo secondo Festivalbar con Io no e per la prima volta la Targa Tenco nella categoria "miglior album dell'anno".
Il 1998 è un anno storico per la carriera di Vasco Rossi: il disco non porta, infatti, com'era abitudine, una nuova tournée, ma viene deciso di tenere un unico concerto, accettando la proposta di essere la guest star della prima edizione dell'Heineken Jammin' Festival a Imola. Alla serata partecipano 150.000 persone, segnando un evento nell'intera storia della musica italiana: il successo di Vasco diviene di massa, e il rocker di Zocca viene universalmente riconosciuto come la star della musica italiana contemporanea. La serata viene immortalata nel video Rewind e relativo album live Rewind nel 1999, a cui fa seguito il Rewind tour. A pochi giorni dalla partenza del tour, viene a mancare per overdose l'inseparabile "compagno di avventure" Massimo Riva, chitarrista della band e autore-coautore di tante musiche e testi, uno su tutti Vivere.
Nel 1999 esce il singolo La fine del millennio, i cui proventi vengono devoluti all'associazione onlus per il recupero dei tossicodipendenti, fondata dai parenti di Massimo Riva. La copertina riprende il Cristo bendato di una immagine di scena tratta dal "teatro delle orge e dei misteri" dell'austriaco Hermann Nitsch.
Lo Stadio Delle Alpi di Torino gremito per il concerto di Vasco Rossi nel luglio 2005
Nel 2000 si ricompone la collaborazione con Patty Pravo, alla quale l'artista dedica un tributo con il brano scritto per lei Una donna da sognare, titolo anche dell'album, nel quale c'è la firma di Vasco Rossi (che è anche produttore del cd) anche nella delicata Una mattina d'estate, condotta al successo dalla Pravo al Festivalbar di quell'anno. Sempre quell'anno firma come coautore il testo della canzone La tua ragazza sempre, portata al Festival di Sanremo da Irene Grandi, che si piazza al secondo posto.
Il 2001 è l'anno di Stupido hotel e anche del terzo Festivalbar vinto con la canzone Ti prendo e ti porto via.
Nel 2002 esce la prima raccolta pubblicizzata come ufficiale dalla EMI di brani in versione originale e rimasterizzati, Tracks, che contiene al suo interno la cover di Generale di Francesco De Gregori, cantata durante il tour "Rock sotto l'assedio" del 1995 e mai pubblicata prima. All'uscita della raccolta fa seguito il triplo concerto evento tenutosi di nuovo a San Siro nel 2003 e dal quale sarà tratto il DVD Vasco Rossi @ S.Siro 03, non seguita, però, da una traccia audio. La cover di Generale rappresenta una sorta di risposta e ringraziamento alla versione di Vita spericolata incisa da De Gregori nel 1993 e inclusa nel suo album Il bandito e il campione.
Nel 2004 l'album Buoni o cattivi, registrato tra Bologna e Los Angeles, fa registrare il record di vendite di quell'anno e successivamente viene venduto anche negli Stati Uniti. All'album seguirà il Buoni o Cattivi Tour, articolatosi in due estati e che tocca gran parte degli stadi italiani, bissandoli dove richiesto e facendo registrare il tutto esaurito. Inoltre, il 24 settembre dello stesso anno, ha voluto regalare ai suoi fan un concerto gratuito tenutosi a Germaneto in provincia di Catanzaro, di fronte a 400.000 persone (record di presenze). Lo stesso Vasco ha ribattezzato questo evento in "Vascstock". Vasco in questa occasione si dimostrò attento all'ambiente, perché questo concerto fu ad "emissioni zero" : infatti il cantante dichiarò che sarebbero stati piantati tanti alberi quanti ne fossero serviti per riequilibrare le emissioni di CO2 dovute all'energia elettrica necessaria per alimentare il concerto.
Il 12 maggio 2005 lo IULM di Milano conferisce a Rossi la laurea "honoris causa" in Scienze della comunicazione, un "Pezzo di carta" che Vasco esibisce con emozione e fierezza dedicandolo alla madre e ai suoi studi universitari a suo tempo interrotti.
Il 9 settembre 2005 esce È solo un rock 'n' roll show, doppio DVD, lanciando così il concetto di movieclip, in cui tutte le canzoni di Buoni o cattivi si intrecciano in un lungo videoclip di oltre due ore.
Tre mesi dopo, il 2 dicembre 2005, esce Buoni o cattivi live anthology 04.05, un cofanetto comprensivo di doppio cd e triplo dvd registrato live dai trionfali "Buoni o cattivi tour" del 2004 e del 2005.
Nel 2005 ritorna a Sanremo come ospite per la serata finale, in segno di riconoscenza al festival che gli aveva offerto una vetrina importante nonostante i magri piazzamenti allora riconosciuti, quando la sua carriera era ancora agli albori. Questa volta il pubblico lo accoglie con entusiasmo e Vasco risponde cantando l'introduzione di Vita spericolata, introdotto da Maurizio Solieri alla chitarra, e l'hit del 2004 Un senso. Dopo la performance pronuncia poche parole contro la legge anti-fumo (legge 3/2003) varata dal ministro Sirchia ed esce di scena, sottraendosi all'abituale intervista del conduttore Paolo Bonolis ai suoi ospiti.
Il 17 dicembre 2005 Vasco torna a Zocca, la sua città natale, dove gli amici d'infanzia e tutta la comunità hanno organizzato un tributo in suo onore. Per l'occasione viene allestita anche una mostra fotografica.
Vasco Rossi ha sostenuto nella campagna elettorale per le elezioni politiche 2006 la lista della Rosa nel Pugno (concedendo l'utilizzo della canzone Siamo solo noi come colonna sonora dello spot del partito) e ha finanziato la coalizione L'Unione. È la prima volta che il rocker prende una posizione politica netta: in passato si era limitato a mostrare simpatia per le lotte abolizioniste di Marco Pannella, acquisendo la tessera del partito dei Radicali e prestando, nei primi anni '80, il suo volto ad alcune campagne antiproibizioniste. Alle elezioni per il Presidente della Repubblica 2006, alla seconda e terza votazione il cantante ottiene in entrambe le occasioni 1 voto.
Sempre nel 2006, Vasco annuncia pubblicamente di non cedere più i diritti delle sue canzoni per gli spot pubblicitari diventate per sua stessa ammissione un errore e per molti dei suoi fan delle emozioni che non considerano giusto commercializzarle in quel sistema.
Vasco Rossi nel 2007
Il 19 gennaio 2007 esce il singolo Basta poco. Per volontà del cantautore non è venduto in alcun negozio e può essere ascoltato esclusivamente tramite radio oppure scaricato dal web o dal portale di una nota azienda telefonica. Il nuovo singolo fa registrare il record italiano di download legali, oltre centomila a distanza di due giorni dall'uscita del brano.
L'11 maggio 2007 Vasco Rossi pubblica un mini CD, Vasco Extended Play, contenente Basta poco, la versione "original demo" della stessa, il video con i personaggi disegnati da suo figlio Luca e una cover del brano La compagnia, scritto da Mogol e Carlo Donida, portato al successo da Marisa Sannia nel 1969 e reinterpretato nel 1976 da Lucio Battisti. Una canzone che Vasco sente molto "sua" e che reinterpreta in chiave rock.
Il 23 novembre 2007 esce il DVD Vasco@Olimpico.07, registrato durante le due date del 27 e 28 giugno del Vasco live Tour 2007 nello stadio romano.
Il 28 marzo 2008 esce Il mondo che vorrei, ventunesimo album del cantautore (diciassettesimo in studio). Il mondo che vorrei è anche il nome del primo brano estratto da questo album, che viene lanciato in radio il 14 marzo e in tutti gli oratori della diocesi di Milano il 16 marzo, il brano entra da subito al primo posto della classifica digitale Fimi. L'album raccoglie subito un enorme successo di critica e di vendite: il 3 aprile 2008 viene annunciata sul suo sito ufficiale, la cifra di 400.000 album venduti in soli 2 giorni.
Nel maggio del 2008 è stato nominato cittadino onorario della città di Genova dal Sindaco Marta Vincenzi, in quanto ha omaggiato i genovesi regalando loro quella che è stata la "data 0" del Vasco.08 Live in concert. Inoltre, ha ricevuto a titolo onorifico la tessera che dà libero accesso agli oratori della diocesi di Genova.
Nell'estate del 2008 prosegue il tour, iniziato a Genova, negli stadi delle principali città italiane. In sole 24 ore dall'apertura delle prevendite vennero venduti 120.000 biglietti, costringendo gli organizzatori ad aggiungere ulteriori date per le tappe di Milano, Roma, Ancona e Salerno. Vasco si esibì anche all'Heineken Jammin' Festival di Mestre il 21 giugno 2008.
Sommando la partecipazione ai concerti allo Stadio Olimpico di Roma del 29 e 30 maggio e, di nuovo, allo Stadio San Siro di Milano del 6 e 7 giugno, sono più di 300.000 gli spettatori che assistono ai concerti. Oltre alle canzoni del nuovo disco, Vasco regala ai fans brani come T'immagini e La noia.
Il 5 luglio 2008, tramite il suo sito ufficiale, Vasco annunciò un ritorno sul palco a settembre, per la seconda parte della tournée, dove la data zero si è svolta il 5 settembre a Teramo.
Il 13 marzo 2009 esce Il mondo che vorrei live, il primo concerto rock registrato in alta definizione Blu-ray durante il doppio concerto allo Stadio Dall'Ara di Bologna, il 19 e il 20 settembre 2008.
La prima apparizione live 2009 di Vasco Rossi è stata in occasione del ventennale del Concerto del Primo Maggio a Roma, a 10 anni di distanza dalla prima partecipazione. L'esibizione è durata circa cinquanta minuti e sono state proposte dieci canzoni tra cui Un ragazzo di strada, brano del 1966 scritto da I Corvi, cantato per la prima volta da Vasco Rossi.
Seguirà poi una tournée indoor con inizio il 6 ottobre in giro per l'Italia e l'Europa, a 13 anni di distanza dall'ultimo tour al chiuso datato 1996, il Nessun Pericolo Per Te Tour. Durante questi concerti presenterà un nuovo brano inedito intitolato Ad ogni costo, cover della hit dei Radiohead, Creep.
sabato 15 agosto 2009
mercoledì 5 agosto 2009
oggi una brutta notizia mi a distrutto la mia anima

(IL MATTINO.IT)NAPOLI (5 agosto) - Incidente mortale poco prima della 13,30 nel tratto stradale compreso tra la Loggetta e piazzale D'Annunzio. A perdere la vita, in circostanza che sono ancora in corso di accertamento da parte della polizia municipale di Napoli guidata dal generale Luigi Sementa, un ragazzo di 23 anni, B.G., gommista e residente a via Campegna. Secondo una dinamica ancora in corso di ricostruzione, il giovane era a bordo della sua Yamaha quando ha impattato con una Polo sbattendo poi la testa contro un palo dell'illuminazione pubblica. Il ragazzo, che guidava senza indossare il casco, è morto praticamente sul colpo. Inutili i soccorsi. Gravi disagi nella zona per la circolazione stradale: i caschi bianchi hanno dovuto chiudere al traffico via Terracina.

Giovanni bianco a subito un incidente stradale con la sua moto.
io non o creduto subito alle voci di quartiere,ma quando o visto i suoi nonni
tornare dalla calabria,allora mi sono reso conto della realta dei fatti.
GIOVANNI NON STA PIU CON NOI.
le mie mani anno cominciato a tremare le mie lacrime non anno avuto piu fine.
era il mio figlioccio,lo visto crescere anzi nascere,un bambino meraviglioso con tanti capelli rossi e 2 ciocche colorate di rosso sulla sua faccia.
era diventato uomo,molto educato e voglioso di vivere,amava il suo lavoro non gli mancava niente,viveva con i suoi genitore e fratelli,una famiglia molto unita e modesta.
alla sua famiglia dico solo di farsi coraggio,lo so che non e facile,ma la vita deve continuare,ci sono altri figli piccoli da accudire anche se il dolore e fortissimo bisogna darsi coraggio.
e a tutti voi ciovani che avete 20 anni dico solo di essere piu responsabili e coscienti delle propie azzione,siate piu coscienti giudicate bene quello che desiderate non buttatevi subito in una esperienza nuova,il sapere e il conoscere rende l'umanita piu sicura.
(CIAO GIOVANNI NUN TO SCURDA CA STAI SEMPRE NEL MIO CUORE E NEI MIEI PENSIERI).
by dioanf.......SALVATORE VOLPE.
martedì 4 agosto 2009
IL CAMMINO LUNGO UNA VITA

% secolo di vita, vussuta di espedienti e lavoro
guardato ogni cosa apparsa ai miei occhi
prendendo il meglio che ti puo dare
imparando tutto quanto mi e sembrato interessante
ascoltato le persone con esperienza
selezzionando i veri amici
(diciamo amici!!)
ora so che tutto e un passaggio di vita a questo mondo
impari conosci lavori crei una famiglia
dai tutto per la famiglia
ai le scarpe bucate!?
pero non puoi comprare le scarpe
viene prima la famiglia
ai bisogno di curarti
ma viene prima la famiglia
ai voglia di morire
non puoi perche non ai le possibilita per morire.
questa e la vita non bisogna mai lamentersi
va presa giorno dopo giorno.
................................................................
......BY DIOANF......
lunedì 3 agosto 2009
Un violino in due

La campagna di Winkl è bellissima. Verdi colline, grandi filari di viti, ulivi, piante botaniche e ordine, pulizia, profumo di fiori. La periferia è un po’ più a boscaglia, ma ugualmente ben curata, ricca di pini e fiori colorati di campagna.
Non tutti amano stare in compagnia, c’è anche chi preferisce starsene in disparte ed ha fatto della solitudine la sua compagna. Giorgione, un burbero calabrone, è uno di questi. La sua dimora è esattamente come lui: triste, buia e solitaria, però sempre in ordine e piena di provviste.
Sì, perché Giorgione, non è certo un fannullone, lavora sempre sodo, cerca di accumulare più provviste possibili, non è avanti con gli anni eppure pensa al cibo come ad una medicina. Non parla mai con nessuno, d’altra parte in zona non c’è una grande scelta, anche volendo…, a parte Camilla, la cicala canterina che, mamma mia, certi giorni sembra un’indemoniata dal modo in cui canta senza tregua sul grande albero.
Giorgione non ha mai capito lo spreco di quella voce, né d’altra parte, come si procurasse il cibo, visto che era sempre sull’albero a far confusone. Comunque, a scanso di equivoci, non l’ha mai neppure salutata.
Troppo sciocca.
Eppure, anche se canterina, Camilla, non ama neanche lei la compagnia e da sempre se ne sta isolata dal villaggio sul vecchio albero sempre verde.
Giorgione abbandonò il villaggio molti anni fa… troppo caotico, con tutte quelle formiche operose… Le loro zampette erano ovunque, avevano costruito tutto loro, case, botteghe, strade, erano in affari con tutti; addirittura il Sindaco del villaggio, il formicone Zampy, onesto, leale e giusto, era una formica.
Ogni giorno della sua vita si svolge sempre tranquillamente, con le cose da fare di sempre, finché un giorno, un insolito ticchettio alla porta della casetta di Giorgione sconvolge la sua quiete facendolo brontolare a voce alta:
Giorgione: -Non c’è rispetto per chi desidera stare in solitudine, chi sarà?-
Si decide a aprire la porta e con grande stupore vede una giovane pulce sconosciuta.
Giorgione: -E tu chi sei?-
Pulce: -Ciao, sono Cino, ho bisogno di aiuto. Vengo dal villaggio, ho combinato un pasticcio notevole, temo…, ho perduto un violino importante; mi era stato affidato ed ora le formiche che si erano fidate di me, mi stanno cercando per portarmi dal Sindaco e farmi avere una punizione esemplare a causa della mia inaffidabilità.-
Giorgione: -Scusa, ma non capisco che cosa vuoi da me, che centro io col tuo violino?-
Cino: -Aiutami, ti prego, l’ho perso lungo il ruscello, proprio dietro casa tua. Aiutami a trovarlo, tu conosci bene la zona, se mi aiuterai te ne sarò grato, farò qualsiasi cosa per te. Sono nei guai, ti dico…-
Così dicendo la piccola pulce non sta ferma per niente e saltella qua e là infastidendo alquanto il serioso Giorgione.
Giorgione: -Io non ho bisogno di niente e non voglio mettermi nei guai con questo violino, comunque, siccome non ti sopporto più, ti darò una mano a cercarlo, prima lo troviamo, e prima te ne andrai.-
Camminando lungo il fiume Giorgione ne ammira il panorama, proprio come se fosse la prima volta, il sole penetra dentro gli alberi, rendendoli d’oro, il ruscello invece sembra argentato e lo scorrere dell’acqua sembra una dolce musica, l’erba è ancora leggermente bagnata dalla rugiada della mattina, alcuni scoiattoli saltellano da un albero all’altro, piccole margherite fanno compagnia a fiorellini gialli e celesti, comunemente chiamati “gli occhi della Madonna” per il loro colore celeste chiaro. Giorgione ascolta distratto i discorsi logorroici della piccola pulce, che distratta dalla sua preoccupazione, manifesta in pieno il suo carattere allegro e ridanciano. Giorgione è contagiato da questa allegria, perché se la solitudine semplifica la vita, è anche vero che lascia dentro un gran vuoto e l’amicizia quel vuoto lo sa riempire.
Fra i suoi tanti discorsi Cino spiega a Giorgione di essere un musicista alquanto apprezzato nel villaggio, ma ammette di essere anche un godereccio, nel senso che con i suoi amici ama fare baldoria la sera e tirare tardi divertendosi con loro. Questo violino è un cimelio storico, famoso ed è pure tutto d’oro, un pezzo particolare, affidato a Cino proprio per la propria bravura come musicista, senza tenere in conto il fatto che è un disastro quanto a precisione, puntualità e affidabilità. Nella baldoria notturna fra risate e musica lo sbadato Cino si era dimenticato il violino da qualche parte. Inutile dire che al villaggio di Winkl, era bastato vedere Cino impacciato e inquieto per afferrare l’idea che il violino fosse stato dimenticato da qualche parte e così i tirapiedi del Sindaco lo cercavano per una punizione esemplare.
I due arrivano lungo il ciglio del fiume e si mettono a cercarlo ovunque saltellando e setacciando da tutte le parti, ma il violino sembra volato via, probabilmente finito dentro e chissà che bagno aveva fatto…
Cino: -Come farò…, che giustificazione posso trovare, mi puniranno, che guaio, ho perso lo strumento più famoso del villaggio…-
Giorgione: -Te la sei cercata, piuttosto che suonare e fare sempre festa, vedi di crescere, fai un lavoro serio, e diventerai affidabile.-
Cino: -Dovrei assomigliare a te, dunque…, triste, solitario e arrabbiato senza neppure sapere con chi, visto che nessuno al villaggio ti ha fatto del male…; è vero, io sono stato sbadato e verrò punito, dovrei fare meno feste ed essere più produttivo, però a te che cosa ti costa parlare con qualcuno?-
Giorgione: -Io sono felice così, lavoro, ho tutte le mie provviste, non chiedo niente a nessuno e non mi manca niente.-
Cino: -Non ci credo che la solitudine non ti pesi, e tutte le tue provviste poi, non hai nessuno con cui dividerle…-
La giornata diventa troppo intensa, caotica e sconvolgente per Giorgine che si limita a dire: -Trovati da solo questo violino, mi hai stufato, io mi occupo di cose più importanti, e soprattutto non mi cercare mai più preferisco la solitudine, ormai ci sono abituato.-
La pulce non ha nemmeno il tempo di rispondere che vede Giorgione perdersi fra le foglie alte del fiume in direzione della sua abitazione.
Cino continua a cercare da solo fino a notte fonda, dopo di che, si addormenta al riparo di una margherita. All’alba si sveglia e facendosi coraggio s’incammina andando incontro al proprio amaro destino.
Giorgione al ritorno nella sua dimora trova ad attenderlo Camilla, la cicala canterina e subito pensa che quello deve essere il suo giorno sfortunato: un’altra con cui chiacchierare!
Camilla: -Stavate cercando questo? Vi ho sentito parlare…-
Giorgione vede il violino d’oro. E’ talmente bello e unico…, impossibile non rendersene conto…
Giorgione: -Lo abbiamo cercato ovunque, la pulce ormai sarà già stata punita…, ci teneva tanto a ritrovarlo…-
Camilla: -Anch’io ci tenevo. E’ una vecchia storia: una volta questo violino era mio. Tanto tempo fa non ero sola come te, avevo un bel seguito di amici con la mia voce e il suono del violino. Poi… il caso ha voluto che diventassi proprio come te. Solo!-
Insieme decidono di dirigersi verso il villaggio sperando di aiutare Cino che nel frattempo si è nascosto non sapendo se affrontare il giudizio o cercare una scusa passabile per giustificarsi.
Giunti al villaggio vi trovano una gran confusione, sono tutti in piazza a parlare della scomparsa di Cino e del violino, nessuno presta attenzione a Giorgione e Camilla che invano cercano di farsi ascoltare, finché Camilla prende coraggio ed inizia con grazia e maestria a suonare lo strumento tanto da zittire in un batter d’occhio tutta la folla diffondendo nell’aria le sonorità della musica vera.
Il Sindaco riconosce immediatamente quella musica unica e mai dimenticata, perché le vicende della vita a volte dividono, come separano le incomprensioni, le differenze di vedute, ma basta un niente per far riaffiorare le cose belle che sono state condivise e siccome la gioia è veramente grande nessuno pensò più a quello sbadato di Cino che si era perso il violino.
Anche la pulce esce dal suo nascondiglio udendo la melodia, ritenendosi salvo e desidera conoscere la musicista così brava, e vede la cicala Camilla che abbraccia il Sindaco.
Camilla: -Vedo che hai fatto strada, sei diventato il sindaco di Winkl, hai lavorato tanto…, te lo meriti, io invece ho dovuto vendere il mio violino, ho sperperato tutto e sono finita sola…, ma del resto, ognuno ha ciò che si merita.-
Sindaco: -Camilla, nessuno ti priverà della tua arte; io sono felice della carriera che ho fatto, ma ho il grosso rimpianto di non averti aiutata quando avevi bisogno, di non averti fatto capire e di averti lasciata ai tuoi giochi senza fare nulla. Adesso però possiamo rimediare…-
Camilla: -Allora perdona subito Cino, mi ricorda qualcuno…possiamo lavorare insieme per migliorarlo e renderlo bravo e attento. Anche Giorgione poi avrebbe bisogno d’aiuto. Dovresti invitarlo a stare nel villaggio e non isolato come ha fatto fino adesso. E’ bravo, sa fare tante cose, ti sarà senz’altro utile, ha solo bisogno di essere incoraggiato ad uscire dal suo guscio, e partecipare alla comunità. E’ ancora giovane, potreste aver bisogno di uno in gamba come lui, ma anche lui ha bisogno di voi.-
E intanto, Cino è felice di aver saltato la punizione e vorrebbe suonare il violino assieme a Camilla. Spera che la cicala sarà disponibile anche ad insegnargli qualcosa di più. Quel violino sarà suonato da loro due e non rimarrà famoso solo perché è d’oro…
Ci sono cose che s’imparano velocemente, per altre invece ci vuole del tempo, forse troppo. Occorre sbagliare, soffrire, arrabbiarsi, ma alla fine l’importante è ritrovarsi, amarsi e potersi aiutare, questo succede nel mondo degli animali, ma vale anche per gli esseri umani. Nessuno è nato per stare da solo e l’amicizia, quella vera, ha un abbraccio caldo che quasi per incanto fa dimenticare quello che nel passato non c’è piaciuto.
sabato 18 luglio 2009
Nelson Mandela (novantunesimo compleanno) AUGURI
« Non c'è nessuna strada facile per la libertà. »
(Nelson Mandela, Lungo cammino verso la libertà)
Nelson Mandela
Presidente del Sudafrica
Durata mandato
27 aprile 1994 – 14 giugno 1999
Predecessore Frederik Willem de Klerk
Successore Thabo Mbeki
Segretario Generale del Movimento dei Non-Allineati
Durata mandato
3 settembre 1998 – 14 giugno 1999
Predecessore Andrés Pastrana Arango
Successore Thabo Mbeki
Partito politico Congresso Nazionale Africano
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la pace 1993
Nelson Mandela (Qunu, 18 luglio 1918) è un politico sudafricano, primo Presidente del Sudafrica dopo la fine dell'apartheid, e Premio Nobel per la Pace nel 1993.
A lungo uno dei leader del movimento anti-apartheid, organizzò anche azioni di sabotaggio e guerriglia. Segregato e incarcerato per ventisette anni durante i governi sudafricani pro-apartheid prima degli anni novanta, è oggi universalmente considerato un eroico combattente per la libertà. Il nome Madiba, titolo onorifico adottato dai membri anziani della sua famiglia, è divenuto in Sudafrica sinonimo di Nelson Mandela. Il nome Nelson Mandela gli venne attribuito dai missionari della scuola elementare; il suo vero nome è Rolihlahla Dalibhunga.
Attività politica
I primi passi verso una vita volta alla conquista della libertà degli uomini Nelson Mandela li mosse nel 1940, all'età di ventidue anni quando, insieme al suo cugino Justice, fu messo di fronte al fatto di doversi sposare con una ragazza scelta dal capo thembu Dalindyebo. Questa imposizione di matrimonio obbligatorio era una condizione che né Mandela né il cugino volevano tollerare. La scelta era molto delicata: o si sposava e andava contro il suo massimo principio, cioè la libertà, oppure non si sposava mancando così di rispetto alla sua tribù e alla sua famiglia. Così decise di scappare insieme al cugino in direzione Johannesburg, verso la città.
Da giovane studente di legge, Mandela fu coinvolto nell'opposizione al minoritario regime sudafricano, che negava i diritti politici, sociali, civili alla maggioranza nera sudafricana. Unitosi all'African National Congress nel 1942, due anni dopo fondò l'associazione giovanile Youth League, insieme a Walter Sisulu, Oliver Tambo ed altri.
Dopo la vittoria elettorale del 1948 da parte del Partito Nazionale, fautore di una politica pro-apartheid di segregazione razziale, Mandela si distinse nella campagna di resistenza del 1952 organizzata dall'ANC, ed ebbe un ruolo importante nell'assemblea popolare del 1955, la cui adozione della Carta della Libertà stabilì il fondamentale programma della causa anti-apartheid.
Durante questo periodo Mandela ed il suo compagno avvocato Oliver Tambo fondarono l'ufficio legale Mandela e Tambo fornendo assistenza gratuita o a basso costo a molti neri che sarebbero rimasti altrimenti senza rappresentanza legale.
Inizialmente coinvolto nella battaglia di massa, fu arrestato insieme ad altre 150 persone il 5 dicembre 1956, ed accusato di tradimento. Seguì un aggressivo processo, durato dal 1956 al 1961, al termine del quale tutti gli imputati furono assolti. Mandela ed i suoi colleghi appoggiarono la lotta armata dopo l'uccisione di manifestanti disarmati a Sharpeville, nel marzo del 1960, e la successiva interdizione dell'ANC e di altri gruppi anti-apartheid.
Arresto e detenzione
Statua di Nelson Mandela a Johannesburg
Nel 1961 divenne il comandante dell'ala armata Umkhonto we Sizwe dell'ANC ("Lancia della nazione", o MK), della quale fu co-fondatore. Coordinò la campagna di sabotaggio contro l'esercito e gli obiettivi del governo, e elaborò piani per una possibile guerriglia per porre fine all'apartheid. Raccolse anche fondi dall'estero per il MK, e dispose addestramenti para-militari, visitando vari governi africani. Nell'agosto 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana, in seguito a informazioni fornite dalla CIA, e fu imprigionato per 5 anni con l'accusa di viaggi illegali all'estero e incitamento allo sciopero.
Durante la sua prigionia, la polizia arrestò importanti capi dell'ANC, l'11 luglio 1963 presso la Liliesleaf Farm, di Rivonia. Mandela fu considerato fra i responsabili, e insieme ad altri fu accusato di sabotaggio e altri crimini equivalenti al tradimento (ma più facili per il governo da dimostrare). Joel Joffe, Arthur Chaskalson e George Bizos fecero parte della squadra di difesa che rappresentò gli accusati. Tutti, ad eccezione di Rusty Bernstein, furono ritenuti colpevoli e condannati all'ergastolo, il 12 giugno 1964. L'imputazione includeva il coinvolgimento nell'organizzazione di azione armata, in particolare di sabotaggio (del cui reato Mandela si dichiarò colpevole) e la cospirazione per aver cercato di aiutare gli altri Paesi ad invadere il Sudafrica (reato del quale Mandela si dichiarò invece non colpevole). Per tutti i successivi 26 anni, Mandela fu sempre maggiormente coinvolto nell'opposizione all'apartheid, e lo slogan "Nelson Mandela Libero" divenne l'urlo di tutte le campagne anti-apartheid del Mondo.Mentre era in prigione, Mandela riuscì a spedire un manifesto all'ANC, pubblicato il 10 giugno 1980. Il testo recitava:
« Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l'incudine delle azioni di massa ed il martello della lotta armata dobbiamo annientare l'apartheid! »
(Nelson Mandela
)
Rifiutando un'offerta di libertà condizionata in cambio di una rinuncia alla lotta armata (febbraio 1985), Mandela rimase in prigione fino al febbraio del 1990. Le crescenti proteste dell'ANC e le pressioni della comunità internazionale portarono al suo rilascio l'11 febbraio del 1990, su ordine del Presidente sudafricano F.W. de Klerk, e alla fine dell'illegalità per l'ANC. Mandela e de Klerk ottennero il premio nobel per la pace nel 1993. Mandela era già stato in precedenza premiato con il Premio Lenin per la pace nel 1962 ed il Premio Sakharov per la libertà di pensiero nel 1988.
Presidenza dell'ANC e presidenza del Sudafrica
Divenuto libero cittadino e Presidente dell'ANC (luglio 1991 - dicembre 1999) Mandela concorse contro De Klerk per la nuova carica di presidente del Sudafrica. Mandela vinse, diventando il primo capo di stato di colore. De Klerk fu nominato vice presidente.
Come presidente, (maggio 1994 - giugno 1999), Mandela presiedette la transizione dal vecchio regime basato sull'apartheid alla democrazia, guadagnandosi il rispetto mondiale per il suo sostegno alla riconciliazione nazionale ed internazionale.Alcuni esponenti radicali furono delusi dalle mancate conquiste sociali durante il periodo del suo governo, nonché dall'incapacità del governo di dare risposte efficaci al dilagare dell'HIV/AIDS nel Paese. Mandela stesso ammise, dopo il suo congedo, che forse aveva commesso qualche errore nel calcolare il possibile pericolo derivante dal diffondersi dell'AIDS. Mandela è stato anche criticato per la sua stretta amicizia con Fidel Castro e Muammar Gheddafi, da lui chiamati "compagni in armi". Anche la decisione di impegnare le truppe Sudafricane per opporsi al golpe del 1998 in Lesotho rimane una scelta controversa.
Mandela si è sposato tre volte. La prima moglie è stata Evelyn Ntoko Mase dalla quale ha divorziato nel 1957, dopo tredici anni di matrimonio. Il suo secondo matrimonio con Winnie Madikizela è terminato con una separazione nell'aprile 1992 ed il definitivo divorzio nel marzo 1996, alimentato da forti contrasti politici. A ottant'anni Mandela ha poi sposato Graça Machel, vedova di Samora Machel, presidente fondatore mozambicano e alleato dell'ANC morto in un incidente aereo 15 anni prima.
Ritiro dalla vita politica
Bill Clinton e Nelson Mandela il 4 luglio 1993
Il Mandela Family Museum a Soweto
Dopo aver abbandonato la carica di Presidente nel 1999, Mandela ha proseguito il suo impegno e la sua azione di sostegno alle organizzazioni per i diritti sociali, civili ed umani. Ha ricevuto numerose onorificenze, incluso l'Order of St. John dalla Regina Elisabetta II e la Presidential Medal of Freedom da George W. Bush.
Mandela è una delle due persone di origini non indiane (Madre Teresa è l'altra) ad aver ottenuto il Bharat Ratna, il più alto riconoscimento civile indiano (nel 1990).
A testimonianza della sua fama va ricordata la visita del 1998 in Canada, durante la quale allo Skydome di Toronto parlò in una conferenza a 45.000 studenti che lo salutarono con intensi applausi. Nel 2001 ha ricevuto l'Order of Canada, ed è stato il primo straniero a ricevere la cittadinanza onoraria canadese.
Nel giugno 2004, all'età di ottantacinque anni, Mandela ha annunciato di volersi ritirare dalla vita pubblica e di voler passare il maggior tempo possibile con la sua famiglia, finché le condizioni di salute glielo avrebbero concesso. Ha comunque fatto un'eccezione nel luglio 2004 confermando il suo duraturo impegno nella lotta contro l'Aids recandosi a Bangkok per parlare alla XV conferenza internazionale sull'AIDS.
Il 23 luglio 2004, con una cerimonia tenutasi a Orlando, Soweto, la città di Johannesburg gli ha conferito la più alta onorificenza cittadina, il "Freedom of the City", paragonabile alla consegna delle chiavi della città.
Il 27 giugno 2008 a Londra, nell'Hyde Park, si è svolto un grande concerto per ricordare i suoi novant'anni, il suo impegno nella lotta contro il razzismo e il suo contributo alla lotta contro l'AIDS. A sorpresa Nelson Mandela ha voluto essere presente al concerto, accolto da una straordinaria ovazione di circa 500 mila persone. Ai lati del palco campeggiava il numero 46664, il numero che era scritto sulla sua giubba durante la permanenza in carcere. Mandela ha pronunciato un breve discorso in cui ha ribadito le ragioni del suo impegno civile e politico, dopo aver ringraziato per la straordinaria manifestazione di affetto e di rispetto nei suoi confronti.
La casa in cui Mandela abitò a Soweto è oggi sede del Mandela Family Museum, dedicato alla vita di Mandela.
Curiosità
* Nelson Mandela il 28 ottobre 1985, dopo ventuno anni di prigionia, ricevette la cittadinanza onoraria dalla città di Firenze.
* Il 3 novembre 2004 è stato stipulato un accordo tra la Nelson Mandela Foundation e l'Associazione Palasport di Firenze per intitolare il palazzetto a Nelson Mandela per dodici anni.
* A Kingston, la capitale Giamaicana, è stato dedicato un parco in suo onore.
* Il gruppo musicale Simple Minds gli ha dedicato una canzone intitolata Mandela day nell'album Street Fighting Years, del 1989
* Il gruppo musicale The Specials gli ha dedicato una canzone intitolata Free Nelson Mandela del 1984
Filmografia [modifica]
* Nel 2007 il regista Bille August ha diretto il film Il colore della libertà (titolo originale Goodbye Bafana) sul rapporto tra Nelson Mandela e il secondino che ne seguì le vicende per lunghi anni.
* Nel 2009 il regista Clint Eastwood ha diretto il film Invictus con Morgan Freeman nei panni di Nelson Mandela.
giovedì 16 luglio 2009
martedì 14 luglio 2009
B. B. King

B. B. King alias Riley B. King (Itta Bena, 16 settembre 1925) è un chitarrista e cantante statunitense.
Con una lunghissima carriera alle spalle, oggi è uno dei più importanti esponenti del blues viventi. Con la sua "Lucille", una chitarra Gibson ES-345, è diventato un'icona stessa del genere musicale già a partire dagli anni cinquanta. Ha avuto una così grande carriera che ancora oggi è riconosciuto come il re del blues. Nella rivista Rolling Stone è posto come terzo chitarrista piu bravo del mondo (Lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone).
Biografia
B. B. King in concerto in Francia (1989).
King passò molta della sua infanzia vivendo con la madre e la nonna, lavorando come mezzadro. King ha detto che veniva pagato 35 centesimi per ogni 100 libbre (45 kg) di cotone che raccoglieva, prima di scoprire il suo talento. Da giovane, si appassionò per cantanti neri come T-Bone Walker e Lonnie Johnson e artisti jazz come Charlie Christian e Django Reinhardt. Presto incominciò a esercitarsi cantando musica gospel in chiesa.
Nel 1943 King si trasferì a Indianola, Mississippi e tre anni dopo a Memphis, Tennessee, dove affinò la sua tecnica di chitarrista con l'aiuto del cugino, il chitarrista country blues Bukka White.
Alla fine, King incominciò a trasmettere la sua musica dal vivo sulla radio di Memphis WDI,A come disc-jokey, una stazione che aveva da poco cambiato la propria programmazione per trasmettere soltanto musica nera, cosa estremamente rara all'epoca. Alla radio King incominciò ad usare il nome The Pepticon Boy, che più tardi divenne " The Blues Boy from Beale Street" ( il ragazzo del blues di Beale Street) o più semplicemente The Beale Street Blues Boy: ll nome fu poi abbreviato a Blues Boy e, infine, a B.B.Nel 1949 King cominciò a registrare canzoni per la RPM Records di Los Angeles. Gran parte delle sue prime registrazioni furono prodotte da Sam Phillips che poi avrebbe fondata la leggendaria Sun Records.
Negli anni cinquanta King divenne uno degli esponenti principali del panorama R&B collezionando una lunga lista di hits tra i quali "You Know I Love You", "Woke Up This Morning", "Please Love Me", "When My Heart Beats like a Hammer", "Whole Lotta' Love", "You Upset Me Baby", "Every Day I Have the Blues", "Sneakin' Around", "Ten Long Years", "Bad Luck", "Sweet Little Angel", "On My Word of Honor", e "Please Accept My Love". Nel 1962 King firmò per la ABC-Paramount Records.
Nel novembre del 1964 King registrò al Regal Theater di Chicago l'album Live at the Regal che sarebbe ben presto entrato nella leggenda.Il primo successo di King al di fuori del mercato blues fu una riedizione di "The Thrill Is Gone" di Roy Hawkins che nel 1969 scalò le classifiche sia pop che R&B, evento molto raro ancora oggi. L'elenco dei successi di King continuò per tutti gli anni settanta con canzoni quali "To Know You Is to Love You" e "I Like to Live the Love". Dal 1951 al 1985 King è apparso sulle classifiche R&B di Billboard ben 74 volte.
Nei decenni successivi King ha registrato sempre meno senza perdere in popolarità grazie alla partecipazione a show televisivi, film e tenendo annualmente circa 300 serate. Nel 1988 ha conquistato una nuova generazione di fan grazie al singolo "When Love Comes To Town", suonata insieme agli U2. Nel 2000 ha invece registrato Riding With the King in coppia con Eric Clapton.
Nel 2004 King è stato insignito di una laurea ad honorem presso University of Mississippi.
Nel 2005 per festeggiare i suoi 80 anni, pubblica un album pieno di ospiti illustri: Van Morrison, Billy Gibbons, Eric Clapton, Sheryl Crow, Darryl Hall & John Oates, John Mayer, Mark Knopfler, Glenn Frey, Gloria Estefan, Roger Daltrey, Bobby Bland ed Elton John.
King ha inoltre donato la sua grande collezione blues alla Ole Miss Center for Southern Studies.
King e la chitarra
Nell'inverno del 1949, King stava suonando in una sala da ballo nell'Arkansas. Per riscaldare il locale era stato acceso un barile contenente del kerosene, una pratica non troppo insolita. Due uomini incominciarono a litigare, facendo cadere il barile contenente il kerosene infuocato sul pavimento. Questo scatenò un'evacuazione. Una volta fuori, King si rese conto di aver lasciato la sua chitarra, una Gibson semi acustica, nell'edificio in fiamme e rientrò per recuperarla. Il giorno dopo, King scoprì che i due uomini avevano combattuto per una donna chiamata Lucille e decise di chiamare Lucille la sua prima chitarra, così come tutte le chitarre che ha posseduto da quell'esperienza quasi fatale, «per ricordarmi di non fare mai più una cosa del genere».
Curiosità
* È considerato l'iniziatore di quella tecnica del "vibrato" per cui il dito compie piccoli movimenti "incrociando" la corda anziché seguirne la lunghezza; tale tecnica è definita "hummingbird" (colibrì), appunto dal movimento eseguito dalla mano sulla tastiera.
* È nipote, per parte di madre, del campione del mondo dei pesi massimi Sonny Liston.
ecco come si fa la vera musica....con il cuore!!...by dioanf.>>
mercoledì 8 luglio 2009
Domenico Modugno
« In una stazione radio del Michigan o dell'Indiana, chi si ricorda, arrivò un signore con il disco mio e lo mandò in onda: il giorno dopo si ebbero duemila telefonate di gente che voleva risentirlo. Lo rimandò in onda: il giorno appresso altre duemila telefonate. L'exploit di Volare nacque così. »
(Domenico Modugno intervistato da Vincenzo Mollica, dal libro Domenico Modugno, 1981)
Domenico Modugno (Polignano a Mare, 9 gennaio 1928 – Lampedusa, 6 agosto 1994) è stato un cantautore, compositore, chitarrista, attore e regista italiano. Fu anche deputato e dirigente del Partito Radicale.
È considerato il padre dei Cantautori Italiani e uno dei più prolifici artisti in generale, avendo scritto e inciso circa 230 canzoni, interpretato 38 film per il cinema e 7 per la televisione, recitato in 13 spettacoli teatrali, condotto alcuni programmi televisivi, ed essendo apparso numerose volte, sia in televisione che dal vivo, davanti alle platee. È molto noto al grande pubblico per le sue quattro vittorie al Festival di Sanremo, in particolar modo per quella del 1958 con la canzone Nel blu dipinto di blu, scritta con Franco Migliacci e universalmente nota come Volare, destinata a diventare una delle più conosciute canzoni italiane nel mondo.
E così un trentenne pugliese, che fino ad allora aveva avuto un modesto successo in Italia come cantante ed attore, diventa, con la vittoria al Festival di Sanremo, il più noto cantante italiano nel mondo, e la sua Nel blu dipinto di blu diventa la canzone italiana più conosciuta dopo 'O sole mio, unico disco nella storia della musica italiana ad arrivare al primo posto (ed a restarci per ben tredici settimane) nell'hit parade americana, record tuttora ineguagliato per una canzone italiana[1], tanto che L'espresso nell'agosto del 1958 può così scrivere nei titoli in copertina: Modugno ha conquistato l'America, ed a fine anno i dati di vendita sono esaltanti, battendo ogni record per un disco italiano fino a quel momento: ben 800.000 copie in Italia e oltre 22 milioni nel mondo. Secondo i dati riportati dalla Siae[3]Nel blu dipinto di blu è stata la canzone italiana più eseguita al mondo dal 1958 ad oggi, ed ha avuto innumerevoli versioni in moltissime lingue
Oggi come allora è considerato uno dei padri dei cantautori italiani (è stato il primo che si è affermato nel dopoguerra, essendo Odoardo Spadaro e Armando Gill di epoca precedente), e come autore e interprete è tra i più grandi d'Europa, uno dei pochi europei a vincere nello stesso anno (il 1958) tre Premi Grammy (fu inoltre per molti anni l'unico italiano ad aver vinto): uno come disco dell'anno, uno come canzone dell'anno ed uno come miglior interprete del 1958.
L'infanzia e la giovinezza
Domenico Modugno nasce il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare (dove ora gli è stata dedicato un Lungomare con annesso bassorilievo in memoria), in provincia di Bari, a piazza Minerva 5 (oggi piazza Caduti di via Fani), da Vito Cosimo Modugno, brigadiere dei carabinieri, e Pasqua Lorusso; ha due fratelli maggiori, Vito Antonio detto Tonino e Giovanni detto Giannino, ed una sorella maggiore, Teresa, e sin da piccolo in famiglia viene chiamato Mimì.
Nel 1935 il padre è trasferito a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi (dove verranno sepolti i genitori di Modugno): Mimmo a 7 anni inizia ad andare a scuola e si ambienta nella sua nuova residenza, impara il dialetto vernacolo sanpietrano (facente parte dell'area del dialetto salentino), che può ricordare il siciliano; in questo dialetto scrive le sue prime canzoni.
Nell'adolescenza impara a suonare la chitarra sotto gli insegnamenti del padre Vito Cosimo e la fisarmonica, mentre nel 1945 compone le sue due prime canzoni, che tuttavia non inciderà mai: E la luna fra le nubi che sorride al mio dolore e Il treno che fischia. Scrive anche alcune poesie, che fa stampare dal padre del suo amico Guglielmo Centonze, che è tipografo. Successivamente le sue canzoni saranno scritte tutte nel dialetto del suo paese cioè San Pietro.
Nel frattempo frequenta l'Istituto di Ragioneria a Lecce. Nel 1947 si trasferisce (all'insaputa del padre) a Torino per cercare fortuna, e lavora prima come cameriere e poi come apprendista gommista alloggiando in una baracca in affitto. Gli rimase nell'anima il freddo patito a Torino, che all'epoca era la capitale del cinema italiano.
Nel 1949, dopo il servizio militare effettuato a Bologna ritorna a San Pietro e si lascia crescere i baffi. In questo periodo inizia ad esibirsi come suonatore di fisarmonica nei festini di paese, improvvisando serenate alle giovani ragazze con il suo gruppo storico di amici conquistandosi la fama di fimminaru sciupafemmine per via del suo aspetto fisico e delle sue doti artistiche straordinarie.
Gli inizi come attore
Nonostante a San Pietro Vernotico la sua attività teatrale sotto la guida del Maestro Rolomir Piccinno fosse instancabile, la vita di paese comincia ad andargli stretta, e decide perciò di ritornare prima a Torino, poi si sposta a Roma, dove i primi tempi alloggia presso il convento dei frati camaldolesi al Celio; si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia, alla scuola per attori, riuscendo anche a vincere una borsa di studio da cinquantamila lire al mese. Qui conosce una giovane aspirante attrice siciliana, Franca Gandolfi, che diventerà poi sua moglie il 26 giugno 1955. La sera inizia ad esibirsi al Circolo Artistico di via Margutta, con un repertorio di canzoni in dialetto salentino di sua composizione (come Musciu niuru, gatto nero, e Sciccareddu 'mbriacu, asinello ubriaco) e di brani popolari.
La sua prima comparsa la effettua nel 1949 nel film I pompieri di Viggiù; nel 1951 appare in Filumena Marturano.
Nel 1952 è attore giovane in teatro ne Il borghese gentiluomo di Molière (Compagnia Tatiana Pavlova) e prende parte ai film Anni facili di Luigi Zampa (1953) e all'episodio La giara con Turi Pandolfini e Franca Gandolfi, del film di Giorgio Pàstina Questa è la vita (1954). Ottenuto l'attestato del Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1953, continua a fare la comparsa in alcuni film: il suo sogno è recitare, anche se continua ad esibirsi come musicista.
Nel film Carica eroica di Francesco De Robertis, dovendo interpretare il ruolo di un soldato siciliano che deve far dormire un bambino, Modugno canta una canzone popolare di San Pietro Vernotico, Ninna nanna meglio conosciuta come Ulìe ci tene ulìe. Proprio questo brano gli apre le porte della radio, poiché viene chiamato alla trasmissione Trampolino per presentarla; l'esibizione è apprezzata dal direttore del secondo canale, Fulvio Palmieri, il quale gli propone di ideare e condurre una trasmissione musicale in quattro puntate.
Prime esperienze da cantante
Modugno coinvolge la Gandolfi e così, all'inizio del 1953, conduce Amuri...amuri..., trasmesso dal secondo canale radiofonico alle 22, in cui esegue una canzone in ogni puntata, proponendo brani che inciderà in seguito, come La cicoria o La barchetta dell'amore.
Nasce in quei giorni la leggenda del Modugno siciliano: infatti molti scambiano il dialetto salentino di questa e di altre canzoni come siculo-calabrese, ed il cantautore, almeno in quel periodo, non smentisce, attirandosi l'astio dei compaesani di San Pietro per aver sentito lo stesso Modugno dichiarare di essere siciliano (lui affermò d'averlo fatto perché costretto dai dirigenti Rai e dai Discografici).
Nel maggio 1953 Frank Sinatra è ospite di una puntata di Radioscrigno, programma radiofonico condotto da Guido Notari, durante il quale Modugno esegue Ninna nanna, canzone che venne molto apprezzata da Sinatra, che chiese una registrazione della canzone.
Sinatra poi non incise quella canzone, ma a Modugno servì per raccogliere l'interesse dei dirigenti radiofonici della TV di Stato. L'ultima apparizione cinematografica prima del successo nel mondo della musica fu nel 1955 ne Il Mantello Rosso di Giuseppe Maria Scotese; continua tuttavia a recitare anche successivamente.
Alla fine del 1953 Modugno ottiene un contratto discografico con l'RCA Italiana, per cui inizia a pubblicare i primi dischi a 78 e a 45 giri, con canzoni composte in dialetto salentino e siciliano.
Per questi primi brani si ispira al folklore di queste due regioni, evidenziando un particolare amore per gli animali: minatori,personaggi pittoreschi di San Pietro come nella canzone 'Lu Frasulinu', pescatori, storie d'amore di pesci spada innamorati, fedeli fino alla morte nel massacro della tonnara, di cavalli diventati ciechi e spinti a morire nel gran sole rovente dopo il buio delle miniere.
Il primo disco pubblicato nel 1954 è un 78 giri: La cicoria/Ninna nanna (la prima cantata con la Gandolfi); entrambi i brani erano stati presentati nella trasmissione condotta da Walter Chiari "Controcorrente".
I genitori si separano in quello stesso anno, poiché il padre era da tempo di fatto legato ad un'altra persona: la madre abbandona la Puglia e viene a Roma con il fratello Vito Antonio, il quale inizia a fargli da manager; l'altro fratello Giannino resta a San Pietro Vernotico aprendo il primo autosalone del paese (morirà nel 2000; a San Pietro risiedono ancora i nipoti del cantautore e il fratello maggiore Tonino, mentre il padre morì suicida nel 1960, sparandosi quando gli viene diagnosticato un male incurabile.
Modugno esegue "Vecchio frac" e, mentre fischia, percuote la cassa della chitarra
In questo periodo Domenico Modugno pubblica altri dischi per la RCA con brani che verranno riscoperti in seguito, come La donna riccia, La sveglietta, Lu pisci spada e Vecchio frack, una delle due canzoni in italiano di questo periodo e forse la sua canzone più riuscita (anche se quando venne incisa nel 1955 passò inosservata). Vecchio frack gli procura il primo problema con la censura: infatti il verso «Ad un attimo d'amore, che mai più ritornerà» gli venne fatto cambiare in «Ad un abito da sposa, primo ed ultimo suo amor» in quanto all'epoca parole che alludevano a contatti fisici erano considerate immorali.
Domenico Modugno nel 1956 a Parigi con la moglie Franca Gandolfi, sotto un manifesto che annuncia un suo concerto all'Olympia.
Come lo stesso Modugno ha raccontato più volte, questa canzone è ispirata alla vicenda del principe Raimondo Lanza di Trabia (marito dell'attrice Olga Villi), che si era suicidato nel novembre del 1954, all'età di trent'anni, gettandosi dalla finestra del suo palazzo in via Sistina a Roma.
Racconta peraltro un amico fraterno di Modugno, il poeta e scrittore Giovanni Bruno, che la canzone ebbe anche una seconda fonte di ispirazione in un racconto di spettri che la madre fece al cantante quando era bambino: la leggenda di un fantasma che usciva di notte dagli spalti del Castello di Conversano (BA) e vagava per la città.
In quel periodo vengono pubblicati i primi LP: l'album di debutto è I successi di Domenico Modugno I uscito nel 1955, che include alcuni brani già editi come 78 giri, seguito da I successi di Domenico Modugno II.
Spesso le canzoni di questo periodo si rifanno alla tradizione popolare e dei cantastorie, che furono del resto la sua prima esperienza musicale, come egli stesso ha dichiarato: «Una notte, quando avevo tre anni, a Polignano a mare, fui svegliato da un suono bellissimo, che solo in seguito decifrai come il canto di un carrettiere: fu la mia prima esperienza musicale, quella per me fu la "musica" per molto tempo. Per questo ho iniziato a cantare con quelle canzoni: il cantastorie stava dentro di me, non era una scelta precisa».
Alcune di queste prime canzoni sono depositate alla Siae avendo altri autori come cofirmatari della musica (ad esempio Romagnoli per La donna riccia o Franco Nebbia per La sveglietta), ed il motivo lo ha spiegato lo stesso Modugno in seguito: «Per le mie primissime composizioni dovevo ricorrere alla firma di persone già iscritte alla Siae come trascrittori, non potevo farlo io per via dei requisiti della legge vigente: io non sapevo scrivere la musica e suonavo vari strumenti ad orecchio. Ero insomma un "melodista", come venivano definiti coloro che si trovavano nelle mie condizioni. Per depositare "La donna riccia" alla Siae, quindi, dovetti appoggiarmi a Romagnoli, che pur non avendo scritto nemmeno una nota incominciò in questa maniera ad intascare i diritti d'autore. Molto presto riuscii a modificare la situazione: si riunì appositamente per me una commissione che, dopo aver esaminato il caso, decise che il signor Modugno poteva tranquillamente depositare le sue opere pur non sapendo scrivere la musica.»
I primi successi
Nel 1956, con il cambio di casa discografica ed il passaggio alla Fonit Cetra, riesce a debuttare come autore al Festival di Sanremo, la sua Musetto, già incisa in precedenza dall'autore, viene infatti presentata alla manifestazione da Gianni Marzocchi e si classifica all'ottavo posto. Dello stesso anno è Io, mammeta e tu, che contribuisce a far circolare il nome del cantautore. Sempre in quello stesso anno decide di fare alcune tournèè in Francia traducendo alcune sue canzoni come Vecchio Frack o Io, mammeta e tu in francese, anche se i francesi non le apprezzarono molto.
Nello stesso tempo escono altri 33 giri come Domenico Modugno e la sua chitarra - Un poeta un pittore un musicista e Domenico Modugno e la sua chitarra n° 2 - Un poeta un pittore un musicista che raccolgono anche reincisioni di vecchie canzoni. Sempre in quel periodo comincia a scrivere canzoni in napoletano con testi scritti da un amico conosciuto al Centro Sperimentale di Cinematografia: Riccardo Pazzaglia.
Nel 1957 partecipa al Festival di Napoli in coppia con Aurelio Fierro, con Lazzarella, scritta insieme a Pazzaglia, che riscuote un buon successo come del resto la canzone inserita sul retro del disco, Strada 'nfosa, che gli viene ispirata da un venditore ambulante parigino in una giornata di pioggia; mentre il brano sul lato A è spensierato ed allegro, quest'ultima canzone (che racconta la fine di un amore) ha una melodia triste ed accorata.
Alla fine dell'anno Modugno ha un altro problema con la censura: infatti alcuni versi del testo della sua Resta cu' mme vengono giudicati scandalosi, ed il cantautore deve così cambiare «Nu' me 'mporta dô passato, nu' me 'mporta 'e chi t'ha avuto» in «Nu' me 'mporta si 'o passato, sulo lagreme m'ha dato» ma, a parte questa disavventura, l'anno è stato positivo, ed ha preparato il terreno per l'esplosione del 1958.
Nel blu dipinto di blu
Diviene uno dei protagonisti della musica leggera italiana ed internazionale quando, con Nel blu dipinto di blu, trionfa al Festival di Sanremo del 1958 insieme a Johnny Dorelli.
Il testo di questa canzone fu scritto insieme a Franco Migliacci, con il quale cooperò in molti momenti della carriera, giungendo ad altri risultati di successo come Addio... addio....
Modugno mentre apre le braccia durante il ritornello di "Nel blu dipinto di blu" al Festival di Sanremo del 1958
I racconti sulla nascita del testo da parte degli autori sono contrastanti e variano a seconda della ricostruzione del momento: Gianni Borgna li ha raccolti, e così si scopre che i primi tempi Modugno sosteneva che l'idea del ritornello Volare, oh oh gli era venuta una mattina osservando il cielo azzurro dalla finestra della sua casa di piazza Consalvo a Roma, mentre Migliacci invece affermava che l'idea era venuta a lui, osservando il quadro Le coq rouge di Marc Chagall, e che solo in seguito ne aveva parlato al cantautore pugliese.
In seguito, poi, Modugno affermò che, trovandosi a passeggiare nei pressi di Ponte Milvio, uno dei due avrebbe pronunciato il verso «Di blu m'ero dipinto» e da lì si sarebbe poi sviluppato il resto del testo.
Ultimamente, però, Migliacci ha cambiato versione, sostenendo che la canzone sia nata dopo un incubo notturno. La storia era questa: Migliacci una giornata sarebbe dovuto andare al mare con Modugno, ma quest'ultimo non veniva a prenderlo. Allora Migliacci disse addio alla giornata del mare, si richiude in casa, un po' per il caldo si addormenta, sognando lui che vola nel cielo e si dipinge di blu è evidente che è quasi impossibile capire quale sia la verità sulla nascita del testo, ma sulla musica, scritta dal solo Modugno, tutti sono d'accordo nel riconoscerne la carica innovativa e di novità, almeno col senno di poi, visto che, subito dopo l'esibizione sanremese alcuni musicisti non esitarono a criticarne la melodia (Gorni Kramer, ad esempio, affermò: «Ma che pazzia è questa canzone? Non ha stile, non esiste!»).
In generale, però i pareri dei critici musicali sono unanimi: «Quella di Modugno è senza dubbio la canzone più nuova, più originale e più estrosa di questo Festival: estrosa nella musica, dove la caratteristica vera e propria è data dalla frase iniziale del refrain, ed estrosa nel soggetto»; «La vittoria di Modugno può significare finalmente una rottura di quel clima di artificio nel quale naviga, grazie agli interessi delle case discografiche ed editrici, ed alla scarsa preparazione di buona parte di autori e cantanti, la canzone italiana: Modugno ha dimostrato che una bella canzone, cantata bene, può essere apprezzata dal pubblico, ed ha dimostrato che due cantanti seri e preparati come lui e il giovane Johnny Dorelli hanno la possibilità di imporsi sui "divi" costruiti e artificiosi, dai milioni in banca e dalle lacrime nel fazzoletto».
La fortuna della canzone è dovuta, comunque, anche ad altri aspetti, non solo al testo o alla melodia: in particolare è da citare l'arrangiamento, opera di Alberto Semprini, e l'interpretazione di Modugno che, durante l'esibizione a Sanremo, accompagna con la mimica la sua voce per arrivare, nel celebre ritornello, ad una liberatoria apertura delle braccia.
Dopo Sanremo, la canzone arrivò terza all'Eurofestival e vinse nel 1958 tre Premi Grammy (fu per molti anni l'unico a vincere un tal premio per una canzone italiana), uno come disco dell'anno, uno come canzone dell'anno ed uno come miglior interprete del 1958.
Anche il Cash Box Bilboard gli conferì l'Oscar per la migliore canzone dell'anno e ricevette in dono dalle industrie musicali tre dischi d'oro, uno per il migliore cantante, uno per la migliore canzone e uno per il disco più venduto.
Ecco come il cantante racconta la nascita del suo successo negli Stati Uniti:
« In una stazione radio del Michigan o dell'Indiana, chi si ricorda, arrivò un signore con il disco mio e lo mandò in onda: il giorno dopo si ebbero duemila telefonate di gente che voleva risentirlo. Lo rimandò in onda: il giorno appresso altre duemila telefonate. L'exploit di Volare nacque così.»
Si esibisce all'Ed Sullivan Show, il programma televisivo più popolare degli Stati Uniti, e poi comincia un lungo tour che tocca, tra le tante città, Boston, Buffalo, Los Angeles e New York dove, il 18 settembre, suona alla Carnegie Hall: è proprio durante la tournée che la moglie dà alla luce con qualche settimana di anticipo il suo primogenito, ma Modugno non può ritornare in Italia a causa delle forti penali previste nel contratto (ben 100.000 dollari di danni).
È in questo periodo che gli americani lo soprannominano Mr. Volare, ed anche la sua canzone diventa nota con questo titolo, il 45 giri rimane primo nell'hit parade americana per ben tredici settimane consecutive, record tuttora ineguagliato per un disco italiano.
L'eco di questi successi arriva anche in Italia: L'espresso nell'agosto del 1958 può così scrivere nei titoli in copertina: Modugno ha conquistato l'America; ed a fine anno i dati di vendita sono esaltanti, battendo ogni record per un disco italiano fino a quel momento: ben 800.000 copie in Italia e oltre 22 milioni nel mondo.
Secondo i dati riportati dalla Siae, Nel blu dipinto di blu è stata la canzone italiana più eseguita al mondo dal 1958 ad oggi.
Modugno ha attraversato l'atlantico circa 60 volte, tutti gli stati del nord e sud America lo hanno sentito dalla viva voce, a Caracas durante uno spettacolo si tenne la massima presenza di 121.000 persone. Nel 2008, a cinquant'anni dalla presentazione di Volare, gli è stato dedicato un francobollo celebrativo presentato dal Comune di Sanremo e dal Comune di Polignano a mare. Polignano a mare ha avviato le "Celebrazioni Ufficiali per i 50 anni di Volare" che vedranno numerosi artisti rendere omaggio a Mr. Volare. È in preparazione anche una statua in bronzo di 3 metri, realizzata dallo scultore argentino Hermann Mejer, con Modugno nel celebre gesto delle braccia aperte.
Nuovamente a San Remo
« Mille violini suonati dal vento, / tutti i colori dell'arcobaleno / vanno a fermare una pioggia d'argento, / ma piove, piove / sul nostro amor! »
(Piove, 1959)
« ...biascichi un malinconico Modugno, / di quei violini suonati dal vento.... »
(L'ultimo bacio, di Carmen Consoli, 2000)
Il 1958 è per il cantautore un anno frenetico: passa dal piccolo successo italiano alla grande popolarità internazionale, con tournée negli Stati Uniti ed in America Latina, incisioni discografiche estere, apparizioni in vari programmi televisivi.
Tornato in Italia, cerca di coinvolgere Migliacci nella scrittura di una nuova canzone: mentre era in attesa che il suo treno partisse, alla stazione di Pittsburgh, in Pennsylvania, in un giorno di pioggia, osservando l'addio di due fidanzati sotto la pioggia, si era annotato questi versi: «Ciao ciao bambina, un bacio ancora / e poi per sempre ti perderò; / vorrei trovare parole nuove / ma piove, piove sul nostro amor».
Poiché il paroliere non è interessato, Modugno coinvolge Dino Verde, con cui ha già collaborato nella scrittura di Resta cu' mme, e compone una musica che per certi versi ripete lo schema di Nel blu dipinto di blu: un'introduzione lenta (accompagnata dall'organo hammond, suonato da Mario Migliardi), che poi si apre con un ritornello arioso.
E vi è un'altra cosa che accomuna i due brani: il primo è conosciuto nel mondo con la parola del ritornello, Volare, e non con il suo titolo, e lo stesso accade con il secondo, Piove, molto più conosciuto come Ciao ciao bambina.
Ed anche questa canzone ripete il trionfo della precedente, vincendo il Festival di Sanremo 1959 e diventando una delle canzoni più note del cantautore (incisa anche da Caterina Valente, Xavier Cugat, Franck Pourcel, Fred Buscaglione e molti altri), anche se le vendite complessive non raggiungono quelle di Nel blu dipinto di blu: 500.000 copie in Italia e quasi 15 milioni nel mondo.
Molti anni dopo verrà anche citata da Carmen Consoli nella sua L'ultimo bacio, segno della sua intramontabilità.
Festival e manifestazioni
Modugno ha partecipato a 11 Festival di Sanremo vincendo quattro volte (record che detiene assieme a Claudio Villa): come già ricordato, nel 1958 con Nel blu dipinto di blu, nel 1959 con Piove sempre in coppia con Johnny Dorelli, nel 1962 in coppia con Claudio Villa con Addio... addio... e nel 1966 con Dio, come ti amo assieme a Gigliola Cinquetti.
Domenico Modugno in frac nel 1960
Nel 1960 si è classificato secondo assieme a Teddy Reno con Libero (che fu comunque un buon successo di vendita).
Al 1968 risale l'episodio dell'eliminazione di Meraviglioso da parte della giuria selezionatrice:
« Meraviglioso non fu capita immediatamente, e Renzo Arbore lo ha riconosciuto di recente in una trasmissione televisiva confessando che anche lui si adoperò nella giuria dell'epoca perché la canzone venisse scartata, in quanto non adatta al Festival di Sanremo. Lo stesso Arbore l'ha poi indicata come la sua canzone preferita attuale.»
Modugno quell'anno partecipò cantando una canzone non sua, Il posto mio, scritta da Tony Renis, che non ebbe grandi riscontri commerciali:
« Il posto mio, secondo disco con la RCA, è il frutto di un errore di valutazione. Non che la canzone fosse brutta, anzi, però non era adatta al mio personaggio così come veniva percepito dalla gente. Mi feci convincere da quell'impastoiavacche che è Tony Renis, e così fummo buttati fuori tutti e due alla prima serata. Forse è il caso di ricordare che un altro errore fu commesso da Renis stesso nella scelta dell'arrangiamento. Ennio Morricone ne aveva approntato uno veramente bello, ma Renis non era troppo soddisfatto e chiedeva sempre dei cambiamenti fin quando, in extremis, fu scelto quello del maestro Franco Pisano.»
Ha partecipato a tre edizioni dell'Eurofestival (1958, 1959 e 1966, cantante italiano più presente) classificandosi, con le stesse canzoni portate a Sanremo, rispettivamente terzo, sesto e diciassettesimo (ultimo). Nel 1964 ha vinto il Festival di Napoli con Ornella Vanoni con la canzone Tu si' 'na cosa grande, anche questa considerata uno dei suoi classici.
Inoltre ha partecipato a molte edizioni di Canzonissima, senza però aggiudicarsi la vittoria. Nel 1974 vinse la prima edizione del Premio Tenco, la rassegna della canzone d'autore di Sanremo.
Protagonista molteplice: il teatro, il cinema, la televisione
Mina e Domenico Modugno durante le riprese del film Appuntamento a Ischia (1960)
Pur con il successo come cantante, Modugno continua anche l'attività di attore, partecipando a numerosi film, tra cui nel 1960 Appuntamento a Ischia, in cui lavora con due giovani comici siciliani debuttanti, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, e con Mina.
Nel 1961 dopo qualche mese di inattività dovuto ad una frattura della gamba avuta durante le prove in teatro, debuttò come protagonista nella commedia musicale Rinaldo in campo di Garinei e Giovannini, di cui compose anche tutte le musiche e che fu definito: "Il più grosso successo teatrale di tutti i tempi avvenuto in Italia", registrando record d'incassi mai raggiunti in questo campo.
Lo spettacolo, il cui debutto avviene al teatro Alfieri di Torino il 12 settembre 1961, è entrato nella storia del teatro italiano: nato per celebrare i cent'anni dell'Unità nazionale (per questo motivo venne scelta Torino per il debutto), racconta le vicende del brigante siciliano Rinaldo Dragonera, una sorta di Robin Hood che ruba ai ricchi per aiutare i diseredati, di cui si innamora Angelica (interpretata da Delia Scala), una nobildonna siciliana che sostiene la causa di Garibaldi, e che alla fine lo convincerà ad unirsi ai garibaldini per liberare la Sicilia dai Borboni; il braccio destro di Rinaldo, Chiericuzzu, è interpretato da Paolo Panelli (che, pur essendo un comico, dà una grandissima prova di attore anche drammatico nel momento della morte del suo personaggio).
Modugno compone anche le musiche dello spettacolo, pubblicate nell'album omonimo, in cui, oltre a Delia Scala, cantano gli altri componenti del cast, come i comici siciliani Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, chiamati da Garinei e Giovannini su suggerimento dello stesso Modugno.
Rinaldo in campo viene anche trasmessa dalla televisione, e la regia è curata da Carla Ragionieri: questa versione è stata pubblicata in DVD nel 2007 dalla Fabbri editore (tra gli extra presenti un'interessante intervista alla Gandolfi), nel 1988, infine, è stata riproposta in teatro, con Massimo Ranieri nella parte di Dragonera.
Il successo italiano porta la commedia (e con essa le belle musiche di Modugno) in tutto il mondo: in Francia viene rappresentata per settimane al Théatre des Nations di Parigi, e persino in Unione Sovietica viene rappresentata tradotta e con il titolo cambiato in Rinaldo Rinaldini; Modugno, però, non partecipa alle rappresentazioni all'estero, perché occupato in altri progetti.
Come attore teatrale recitò anche in molti altri spettacoli, tra cui ricordiamo Tommaso d'Amalfi di Eduardo De Filippo, per cui Modugno scrisse anche le musiche: le canzoni, con i testi scritti da Eduardo de Filippo, non furono pubblicate però in un album, ma uscirono nel corso degli anni in varie emissioni. Recitò anche (insieme a Silvano Spadaccino) in Liolà, tratta dalla celebre opera di Luigi Pirandello, componendo anche alcune musiche per lo spettacolo rimaste però inedite dal punto di vista discografico.
Nel 1969 aveva invece recitato insieme a Mimmo Craig, Paola Quattrini ed Enrica Bonaccorti nella commedia musicale Mi è caduta un ragazza nel piatto.
Il 1971 avrebbe dovuto essere l'anno di Alleluja brava gente, nuovamente in collaborazione con Garinei e Giovannini, di cui Modugno scrive tutte le musiche: deve interpretare la parte di Ademar ma, a causa ufficialmente di problemi di salute, il cantautore dà forfait, ed è sostituito con successo da Gigi Proietti; in realtà pare che all'origine dell'abbandono di Modugno ci siano dei contrasti sorti con il coprotagonista dello spettacolo, Renato Rascel.
Soltanto molti anni dopo Modugno confermerà quelli che, fino a quel momento, erano stati solo dei pettegolezzi dell'ambiente dello spettacolo:
« Alla base della decisione ci fu una litigata con Rascel, che era il direttore artistico. Lui si era ritenuto offeso per le difficoltà incontrate dalla moglie nell'interpretazione di una canzone semplicissima che io avevo scritto per lei. I pettegolezzi del direttore d'orchestra, che si era dato da fare per riferire a me e Rascel le rispettive reazioni avevano acuito il contrasto, così io ritenni di non poter incominciare un'avventura che sarebbe dovuta durare due anni»
Il cantautore inciderà una sola canzone di Alleluia brava gente, Amaro fiore mio.
Dal 1973 al 1976 fu Mackie Messer ne L'Opera da tre soldi di Bertolt Brecht e Kurt Weill, diretta da Giorgio Strehler.
Per il cinema realizzò come autore-attore il film autobiografico Tutto è musica (1963).
Per la televisione recitò nel 1965 nello sceneggiato Scaramouche di Daniele D'Anza, insieme a Carla Gravina, la sigla di questo telefilm, L'avventura, divenne una delle sue canzoni più celebri.
Modugno e la poesia
Collaborò anche con i poeti Salvatore Quasimodo, che dopo averlo conosciuto gli diede l'autorizzazione per mettere in musica le sue due poesie Ora che sale il giorno e Le morte chitarre, e Pierpaolo Pasolini, che scrisse il testo della canzone Che cosa sono le nuvole.
Ecco come Modugno racconta l'esperienza con Quasimodo:
« Quando gli chiesero il permesso per questa operazione, lui rispose che non lo aveva mai concesso a nessuno, ma che per Modugno non ci sarebbero stati problemi. Poi ci siamo incontrati e conosciuti a casa sua: era una persona molto strana, chiusa, vulnerabile, che ispirava tenerezza»
Con Pasolini Modugno ebbe anche altri rapporti professionali, in quanto il cantautore venne chiamato nel 1966 dal poeta e regista per cantare i titoli di testa del film Uccellacci e uccellini, su musica di Ennio Morricone; l'anno successivo reciterà nel film Capriccio all'italiana (nell'episodio Che cosa sono le nuvole), con Totò, Ninetto Davoli, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, interpretando la canzone omonima (il film uscirà nelle sale nel 1968, dopo la scomparsa del grande attore napoletano):
« Il mio incontro con Pasolini fu bello. In un primo tempo voleva utilizzarmi per un'opera che doveva rappresentare alla Piccola Scala di Milano, cosa che poi non fece. Recitai invece nell'episodio Cosa sono le nuvole, e dal titolo del film nacque anche una canzone, che scrivemmo insieme. È una canzone strana: mi ricordo che Pasolini realizzò il testo estrapolando una serie di parole o piccole frasi dell'Otello di Shakespeare e poi unificando il tutto»
Modugno infine fu molto amico di Eugenio Montale, con cui però non ebbe collaborazioni professionali.
La crisi discografica ed il ritorno al successo
Dopo il periodo trascorso alla Fonit passò alla Curci nel 1964: i dischi di questo periodo però, esclusa qualche eccezione come L'avventura o Dio, come ti amo non ebbero un grande riscontro di pubblico.
Domenico Modugno nel 1967
Nel 1968 ritornò alla RCA Italiana, la casa in cui aveva esordito, ma anche qui i nuovi dischi ebbero all'inizio scarso seguito: la situazione iniziò a cambiare con l'incisione di Come hai fatto, nel 1969, che segnò il suo ritorno in hit parade.
Come ha raccontato Modugno, Come hai fatto era nata in origine appunto in dialetto partenopeo:
« Dopo tre anni di crisi, in cui non riuscivo più a comporre, ho scritto Come hai fatto, che era nata però napoletana, Ma cumm' ha fatto. Soltanto che mi hanno costretto a trascriverla in italiano, ma è il dialetto la vera lingua di noi »
Con Ricordando con tenerezza partecipa nello stesso anno alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia: il bel brano racconta lo struggente addio alla propria madre di un giovane emigrante, ed il ritorno, anni dopo, alla casa natia, quando ormai la madre non c'è più (ed è evidente l'aspetto autobiografico del testo), e vende discretamente.
Il successo viene confermato l'anno successivo da La lontananza, che arrivò fino al primo posto delle classifiche di vendita; il testo di questa canzone fu scritto insieme ad Enrica Bonaccorti, che il cantautore aveva conosciuto l'anno precedente durante l'allestimento dello spettacolo teatrale Mi è caduta una ragazza nel piatto:
« La lontananza esprime secondo me un grande sentimento d'amore, e possiede in sé una grande idea. il vento che spegne tutti i fuochi piccoli e accende quelli grandi. L'idea non è mia, ma io la afferrai al volo quando la Bonaccorti mi lesse una lettera che le aveva scritto il suo ragazzo: la sviluppai e nacque la canzone. »
Entrano in classifica anche La gabbia (sempre nel 1970), Come stai e Tuta blu (nel 1971) e Un calcio alla città (nel 1972).
Modugno durante le registrazioni del programma televisivo "Teatro 10" (1971) con Alberto Lupo (a sinistra) ed il regista Antonello Falqui (al centro)
Proprio a questo periodo risalgono album come Con l'affetto della memoria e Il mio cavallo bianco (che contiene una delle sue canzoni più belle, Cavallo bianco, canzone basata sulla chitarra con un testo metaforico sulla morte) ed una famosa raccolta in sei dischi, Tutto Modugno del 1972, con alcuni inediti e reincisioni di vecchi brani.
Nel 1974 divorziò nuovamente dal questa etichetta e tornò alla Curci, nel frattempo trasformata in Carosello, con cui incise 11 singoli e 3 album; alcuni successi di questo periodo, come Piange...il telefono(1974) cover di una canzone francese di Claude François) e Il maestro di violino del 1976 (la cui musica è scritta dal maestro Pippo Caruso), vengono attaccati da molti critici e considerati una concessione agli effetti facili e strappalacrime (anche i due film ispirati alle canzoni subiranno le stesse critiche).
Nel 1976 pubblicherà però una delle sue canzoni più celebri, Malarazza, ispirata ad un canto popolare siciliano rielaborato insieme alla cantautrice siciliana Emma Muzzi Loffredo, che verrà rieseguito anche da molti altri artisti: Roy Paci & Aretuska, Carmen Consoli, Ginevra Di Marco, i Lautari e Peppe Voltarelli.
Famoso nel 1977 il suo concerto a Viareggio davanti a più di 5.000 spettatori, da cui verrà tratto l'album Dal vivo alla Bussoladomani.
Nel 1978 Modugno torna a teatro con lo spettacolo musicale Cyrano, per la regia di Daniele D'Anza, insieme a Catherine Spaak (che interpreta Rossana, ed è sostituita poi da Alida Chelli per degli impegni dell'attrice belga): le canzoni, molto belle, vengono racchiuse nell'album omonimo, Cyrano, che però non riscuote molto successo, ed è l'ultimo inciso per la Carosello.
Dallo spettacolo viene comunque tratto anche uno sceneggiato televisivo (con la Spaak), sempre con la regia di D'Anza.
Modugno con Alida Chelli durante lo spettacolo teatrale "Cyrano" (1978)
A questo periodo, nel 1981, risale un episodio in cui Modugno è coinvolto nelle vicende politiche di un'altra nazione: infatti viene ingaggiato dalla televisione di stato cilena per partecipare al programma Vamos A Ver (programma al quale partecipò anche Lucia Bosè); il contratto inoltre include la partecipazione di sette suoi accompagnatori, ma proprio mentre si accinge a prendere l'aereo a Roma, è avvisato telefonicamente da Santiago, da parte dell'impresario Edgardo Marcel, di sospendere il viaggio perché le autorità di Santiago non gli consentono di entrare in Cile.
Il divieto è dovuto alle dichiarazioni di carattere negativo che lo stesso Modugno fece in precedenza sulla situazione politica cilena e sulla dittatura di Augusto Pinochet; l'artista in seguito darà istruzioni al suo legale per far causa alla televisione cilena.
Nel 1983 passa alla Panarecord: questo sodalizio, però, non durerà molto, a causa dei problemi di salute che lo colpiranno in breve tempo.
La fine della carriera artistica e la politica
Domenico Modugno fu colpito da un ictus il 12 giugno 1984 durante le prove della trasmissione di Canale 5 La Luna del Pozzo, che veniva registrata a Roma negli studi televisivi De Paolis sulla via Tiburtina.
Il medico di servizio non si accorse della gravità delle sue condizioni, e gli disse di prendere un'aspirina e tornare a casa. Nella notte le sue condizioni si aggravarono e venne ricoverato d'urgenza in ospedale, dove nonostante le cure a cui fu sottoposto rimase con un lato del corpo paralizzato e con difficoltà ad articolare la parola, cosa che lo costrinse a lasciare l'attività artistica. Fu costretto ad una lunga riabilitazione di tre mesi e solo attorno al settembre di quello stesso anno cominciò a migliorare.
A seguito di questo episodio Modugno citò in giudizio la Mediaset, ma scoraggiato dai tempi lunghi con cui si svolgeva la causa in tribunale accettò di concludere un accordo extragiudiziale in cui riceveva 500 milioni di lire a titolo di risarcimento danni in cambio del ritiro della querela.
Già molto tempo prima di questo incidente Domenico Modugno aveva dato prova del suo impegno sociale, simpatizzando apertamente per le campagne progressiste del Partito Socialista Italiano, al quale aveva donato i diritti d'autore della canzone L'anniversario, composta nel 1973 in occasione della campagna per il referendum sull'abrogazione della legge Fortuna - Baslini che nel 1971 aveva introdotto il divorzio nella legislazione italiana.
Nel 1986, impressionato dall'attività a favore dei disabili del Fronte Radicale Invalidi iniziò ad interessarsi alle iniziative del Partito Radicale, per il quale fu candidato alle elezioni politiche del 1987, venendo eletto alla Camera tra i deputati della X legislatura, dalla quale si dimise il 18 aprile del 1990 in ossequio allo statuto del partito. In seguito alle dimissioni dal Senato di Gianfranco Spadaccia gli subentra nel suo seggio a Palazzo Madama, dove siederà fino al termine della legislatura. Durante la sua permanenza in Parlamento, Modugno si impegnò a fondo sui temi dei diritti delle persone disabili e sulle norme a tutela degli artisti.
Domenico Modugno fece poi una vera e propria battaglia per l'ospedale psichiatrico di Agrigento, in cui i malati vivevano in condizioni disumane, riuscendo nel 1988 a far chiudere l'ospedale, e dedicando ai ricoverati un concerto che fu il primo tenuto dopo la malattia. È stato più volte ospite del Centro Culturale Pier Paolo Pasolini, accolto con grande simpatia ed affetto, e che ha lasciato un ricordo indimenticabile di grande stima per il Centro Culturale.
Nel 1990 fu eletto, sempre ad Agrigento, consigliere comunale.
Il ritorno
Nel luglio 1991 tenne un concerto alle Terme di Caracalla e, appoggiandosi ad un bastone, cantò le sue canzoni più famose: sul palcoscenico i segni della malattia scomparvero. Tuttavia nell'ottobre dello stesso anno ebbe un attacco cardiaco, ma non fu nulla di particolarmente rilevante.
Nel maggio 1992 cantò a Torino, in un concerto gratuito in piazza San Carlo, gremita di persone, restando seduto per buona parte dell'esibizione ed alzandosi in piedi nei bis: la voce era comunque ritornata ferma e convincente, e l'appoggio del pubblico gli fece capire di essere ancora molto amato, al punto che il cantante si commosse per l'accoglienza ricevuta.
Sempre nello stesso anno ritornò per l'ultima volta negli Stati Uniti dove fece una tourneè di sette concerti conclusasi il 14 dicembre.
Il 26 agosto 1993 tenne a Polignano a Mare, sua città d'origine, l'ultimo grande concerto della carriera, alla presenza di 70.000 persone in occasione della "riappacificazione con i polignanesi" per essersi sempre dichiarato siciliano.
La manifestazione dei tre giorni chiamata Modugno torna a casa, ideata e diretta dal regista Gianni Torres, vide Mr. Volare sfilare lungo la costa di Polignano a bordo di una barca (come si fa il 15 giugno di ogni anno per San Vito, patrono locale), alla testa di tante altre piccole barchette, attraversare il paese baciando bambini e stringendo mani a bordo della famosa Lancia Aurelia del film "Il sorpasso" di Dino Risi, e per terminare, il concerto nel quale dichiarò davanti a tutti: «Chiedo scusa, ma per la fame avrei anche detto di essere giapponese!». Si trattò del più importante evento nazional-popolare del 1993 e Domenico Modugno, un po' appartatosi per via della malattia, tornò sulla scena da leone, proprio ripartendo dal suo paese natale come accadde tanti anni prima. Nel 1993 incise la sua ultima canzone intitolata Delfini (Sai che c'è) con suo figlio Massimo Modugno, anch'esso divenuto cantante.
Morì il 6 agosto 1994 nella sua casa di Lampedusa situata davanti l'isola dei conigli stroncato da un infarto. Oggi riposa al Cimitero Flaminio di Roma.
Un critico disse: «Modugno ha voluto morire da vero meridionale, sotto il sole d'estate, vicino al mare, di blu in blu, dopo aver beffato la morte per un decennio».
Modugno negli anni 2000: la riscoperta
Modugno in un ritratto artefatto del 1981
« Domenico Modugno è come la Gioconda o come la Torre di Pisa: un monumento che ormai appartiene all’umanità intera, un brivido di bellezza senza più nazionalità. »
(Lino Patruno, al quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, il 27 agosto 1993)
Delle sue canzoni più celebri vengono di continuo eseguite delle cover e tante raccolte si trovano sul mercato, sia in Italia che all'estero.
Nell'estate del 1995, a Polignano a Mare, si è tenuto il primo grande omaggio ad un anno dalla scomparsa. La manifestazione, ideata e diretta da Gianni Torres, aveva per titolo "VOLARE INSIEME - Napoli rende omaggio a Modugno" e si caratterizzava perché per la prima volta nella storia, una folta rappresentanza di artisti napoletani si spostava altrove per rendere omaggio ad un artista. Partecipò Riccardo Pazzaglia, Roberto Murolo, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Enzo Gragnaniello, James Senese, Irene Fargo ed altri.
Il Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro inviò all'organizzazione un pubblico telegramma per esprimere soddisfazione e rallegramenti per l'iniziativa.
Da ricordare infine la citazione che nel 1990 Fabrizio De André ha fatto del brano di Modugno O ccafè nella canzone Don Raffaè (contenuta nell'album Le nuvole), in cui nel ritornello Ah che bellu ccafè, sulo a Napule 'o sanno fà del cantautore pugliese diventa Ah che bellu ccafè, pure 'n carcere 'o sanno fà
Negli anni 2000 si assiste ad una vera e propria riscoperta dell'attualità dell'artista Modugno.
Spiccano Mina e Roberto Murolo: Mina ha pubblicato nel 2001 un album di nome Sconcerto, contenente cover di 11 canzoni di successo di Domenico Modugno con arrangiamenti propri.
Roberto Murolo ha pubblicato nell'anno 2002 altresì un album interamente dedicato all'artista defunto. È intitolato Tu si' 'na cosa grande: Tributo e contiene 11 brani tutti in napoletano.
La statua di Domenico Modugno sul lungomare a lui dedicato a Polignano a Mare
Nel 2004, Polignano a Mare lo ricorda a 10 anni dalla scomparsa. La manifestazione, sotto la direzione artistica di Rudi Assuntino e Gianni Torres, vide sfilare tanti amici e collaboratori di Mr. Volare: Franco Migliacci, Riccardo Pazzaglia, Gigliola Cinquetti, Maria Pia Fusco. Una mostra celebrativa, a cura di M. Carta, rievocò i grandi momenti artistici dell'artista pugliese. Gennaro Cannavacciuolo tenne uno spettacolo in una piazza gremita. Partners della manifestazione, la Cineteca Nazionale, Il Centro Sperimentale di Cinematografia, Rai Teche.
Nel 2006 i Radiodervish, cogliendone il respiro mediterraneo, impostano un suggestivo spettacolo con l'attore Giuseppe Battiston affrontando i temi delle migrazioni fisiche e spirituali. Lo spettacolo è raccolto in Amara Terra Mia (2006 - RadioFandango, distribuito Edel) e contiene due versioni inedite di 2 classici di Modugno, la registrazione live dello spettacolo con Giuseppe Battiston ed il video di "Amara Terra Mia" di Franco Battiato.
Nello stesso anno la Warner Music Italia pubblica un cd che raccoglie dodici versioni di Nel blu dipinto di blu, a partire dalle incisioni di Modugno e Dorelli per proseguire con Fred Buscaglione, Claudio Villa, Alberto Semprini, Natalino Otto ed altri artisti.
Sempre nel 2006 Ginevra Di Marco incide due canzoni di Modugno, Amara terra mia e Malarazza; quest'ultima viene anche incisa da Roy Paci.
Mercoledì 14 novembre 2007 a Moncalieri debutta lo spettacolo Uomini in frac, in cui gli Avion Travel (in quest'occasione accompagnati da altri musicisti: Danilo Rea, Javier Girotto, Furio Di Castri, Gianluca Petrella e Cristiano Carcagnile) eseguono alcune canzoni del cantautore; lo spettacolo continuerà anche nel 2008 ed è stato allestito per festeggiare i cinquant'anni di Nel blu dipinto di blu.
Dando uno sguardo all'estero: il francese Karl Zéro ha incluso nel 2001 una sua versione di Io, mammeta e tu nel suo album Songs for cabriolets and otros tipos de vehiculos (cantata in napoletano ma con un esilarante accento francese).
Negli Stati Uniti questa versione di Io, mammeta e tu è stata inserita nella serie televisiva X Files, nell'episodio della nona stagione (2001- 2002) intitolato Improbable, su idea dello stesso Chris Carter.
Nel 2005, all'interno del programma dedicato all'Eurofestival Congratulations, Volare conquista il secondo posto tra le 10 più belle della competizione.
Nel 2008 il gruppo Negramaro propone una versione di Meraviglioso nel loro disco dal vivo Negramaro San Siro Live divenuta nel 2009 la colonna sonora del film di Giovanni Veronesi Italians.
Il 20 dicembre 2008 la sua città natale Polignano a Mare dedica un concerto per i 50 anni della canzone Volare con Dolcenera, Simona Bencini, Mario Rosini e altri.
Durante il Concerto del Primo Maggio del 2009 Peppe Voltarelli propone una sua versione di Malarazza.
Il 31 maggio 2009 è stata inaugurata a Polignano a Mare sul lungomare dedicato a lui una statua, ideata dallo scultore Herman Majer; hanno partecipato alla manifestazione Carlo Giuffrè e Franca Gandolfi
é dal 1995 fino adesso che io Luca Resta, giovane/adulto cantautore salentino, ho dedicato 5 mie canzoni a Domenico Modugno ed organizzo e tengo manifestazioni, serate culturali - musicali a lui dedicate.
(Domenico Modugno intervistato da Vincenzo Mollica, dal libro Domenico Modugno, 1981)
Domenico Modugno (Polignano a Mare, 9 gennaio 1928 – Lampedusa, 6 agosto 1994) è stato un cantautore, compositore, chitarrista, attore e regista italiano. Fu anche deputato e dirigente del Partito Radicale.
È considerato il padre dei Cantautori Italiani e uno dei più prolifici artisti in generale, avendo scritto e inciso circa 230 canzoni, interpretato 38 film per il cinema e 7 per la televisione, recitato in 13 spettacoli teatrali, condotto alcuni programmi televisivi, ed essendo apparso numerose volte, sia in televisione che dal vivo, davanti alle platee. È molto noto al grande pubblico per le sue quattro vittorie al Festival di Sanremo, in particolar modo per quella del 1958 con la canzone Nel blu dipinto di blu, scritta con Franco Migliacci e universalmente nota come Volare, destinata a diventare una delle più conosciute canzoni italiane nel mondo.
E così un trentenne pugliese, che fino ad allora aveva avuto un modesto successo in Italia come cantante ed attore, diventa, con la vittoria al Festival di Sanremo, il più noto cantante italiano nel mondo, e la sua Nel blu dipinto di blu diventa la canzone italiana più conosciuta dopo 'O sole mio, unico disco nella storia della musica italiana ad arrivare al primo posto (ed a restarci per ben tredici settimane) nell'hit parade americana, record tuttora ineguagliato per una canzone italiana[1], tanto che L'espresso nell'agosto del 1958 può così scrivere nei titoli in copertina: Modugno ha conquistato l'America, ed a fine anno i dati di vendita sono esaltanti, battendo ogni record per un disco italiano fino a quel momento: ben 800.000 copie in Italia e oltre 22 milioni nel mondo. Secondo i dati riportati dalla Siae[3]Nel blu dipinto di blu è stata la canzone italiana più eseguita al mondo dal 1958 ad oggi, ed ha avuto innumerevoli versioni in moltissime lingue
Oggi come allora è considerato uno dei padri dei cantautori italiani (è stato il primo che si è affermato nel dopoguerra, essendo Odoardo Spadaro e Armando Gill di epoca precedente), e come autore e interprete è tra i più grandi d'Europa, uno dei pochi europei a vincere nello stesso anno (il 1958) tre Premi Grammy (fu inoltre per molti anni l'unico italiano ad aver vinto): uno come disco dell'anno, uno come canzone dell'anno ed uno come miglior interprete del 1958.
L'infanzia e la giovinezza
Domenico Modugno nasce il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare (dove ora gli è stata dedicato un Lungomare con annesso bassorilievo in memoria), in provincia di Bari, a piazza Minerva 5 (oggi piazza Caduti di via Fani), da Vito Cosimo Modugno, brigadiere dei carabinieri, e Pasqua Lorusso; ha due fratelli maggiori, Vito Antonio detto Tonino e Giovanni detto Giannino, ed una sorella maggiore, Teresa, e sin da piccolo in famiglia viene chiamato Mimì.
Nel 1935 il padre è trasferito a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi (dove verranno sepolti i genitori di Modugno): Mimmo a 7 anni inizia ad andare a scuola e si ambienta nella sua nuova residenza, impara il dialetto vernacolo sanpietrano (facente parte dell'area del dialetto salentino), che può ricordare il siciliano; in questo dialetto scrive le sue prime canzoni.
Nell'adolescenza impara a suonare la chitarra sotto gli insegnamenti del padre Vito Cosimo e la fisarmonica, mentre nel 1945 compone le sue due prime canzoni, che tuttavia non inciderà mai: E la luna fra le nubi che sorride al mio dolore e Il treno che fischia. Scrive anche alcune poesie, che fa stampare dal padre del suo amico Guglielmo Centonze, che è tipografo. Successivamente le sue canzoni saranno scritte tutte nel dialetto del suo paese cioè San Pietro.
Nel frattempo frequenta l'Istituto di Ragioneria a Lecce. Nel 1947 si trasferisce (all'insaputa del padre) a Torino per cercare fortuna, e lavora prima come cameriere e poi come apprendista gommista alloggiando in una baracca in affitto. Gli rimase nell'anima il freddo patito a Torino, che all'epoca era la capitale del cinema italiano.
Nel 1949, dopo il servizio militare effettuato a Bologna ritorna a San Pietro e si lascia crescere i baffi. In questo periodo inizia ad esibirsi come suonatore di fisarmonica nei festini di paese, improvvisando serenate alle giovani ragazze con il suo gruppo storico di amici conquistandosi la fama di fimminaru sciupafemmine per via del suo aspetto fisico e delle sue doti artistiche straordinarie.
Gli inizi come attore
Nonostante a San Pietro Vernotico la sua attività teatrale sotto la guida del Maestro Rolomir Piccinno fosse instancabile, la vita di paese comincia ad andargli stretta, e decide perciò di ritornare prima a Torino, poi si sposta a Roma, dove i primi tempi alloggia presso il convento dei frati camaldolesi al Celio; si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia, alla scuola per attori, riuscendo anche a vincere una borsa di studio da cinquantamila lire al mese. Qui conosce una giovane aspirante attrice siciliana, Franca Gandolfi, che diventerà poi sua moglie il 26 giugno 1955. La sera inizia ad esibirsi al Circolo Artistico di via Margutta, con un repertorio di canzoni in dialetto salentino di sua composizione (come Musciu niuru, gatto nero, e Sciccareddu 'mbriacu, asinello ubriaco) e di brani popolari.
La sua prima comparsa la effettua nel 1949 nel film I pompieri di Viggiù; nel 1951 appare in Filumena Marturano.
Nel 1952 è attore giovane in teatro ne Il borghese gentiluomo di Molière (Compagnia Tatiana Pavlova) e prende parte ai film Anni facili di Luigi Zampa (1953) e all'episodio La giara con Turi Pandolfini e Franca Gandolfi, del film di Giorgio Pàstina Questa è la vita (1954). Ottenuto l'attestato del Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1953, continua a fare la comparsa in alcuni film: il suo sogno è recitare, anche se continua ad esibirsi come musicista.
Nel film Carica eroica di Francesco De Robertis, dovendo interpretare il ruolo di un soldato siciliano che deve far dormire un bambino, Modugno canta una canzone popolare di San Pietro Vernotico, Ninna nanna meglio conosciuta come Ulìe ci tene ulìe. Proprio questo brano gli apre le porte della radio, poiché viene chiamato alla trasmissione Trampolino per presentarla; l'esibizione è apprezzata dal direttore del secondo canale, Fulvio Palmieri, il quale gli propone di ideare e condurre una trasmissione musicale in quattro puntate.
Prime esperienze da cantante
Modugno coinvolge la Gandolfi e così, all'inizio del 1953, conduce Amuri...amuri..., trasmesso dal secondo canale radiofonico alle 22, in cui esegue una canzone in ogni puntata, proponendo brani che inciderà in seguito, come La cicoria o La barchetta dell'amore.
Nasce in quei giorni la leggenda del Modugno siciliano: infatti molti scambiano il dialetto salentino di questa e di altre canzoni come siculo-calabrese, ed il cantautore, almeno in quel periodo, non smentisce, attirandosi l'astio dei compaesani di San Pietro per aver sentito lo stesso Modugno dichiarare di essere siciliano (lui affermò d'averlo fatto perché costretto dai dirigenti Rai e dai Discografici).
Nel maggio 1953 Frank Sinatra è ospite di una puntata di Radioscrigno, programma radiofonico condotto da Guido Notari, durante il quale Modugno esegue Ninna nanna, canzone che venne molto apprezzata da Sinatra, che chiese una registrazione della canzone.
Sinatra poi non incise quella canzone, ma a Modugno servì per raccogliere l'interesse dei dirigenti radiofonici della TV di Stato. L'ultima apparizione cinematografica prima del successo nel mondo della musica fu nel 1955 ne Il Mantello Rosso di Giuseppe Maria Scotese; continua tuttavia a recitare anche successivamente.
Alla fine del 1953 Modugno ottiene un contratto discografico con l'RCA Italiana, per cui inizia a pubblicare i primi dischi a 78 e a 45 giri, con canzoni composte in dialetto salentino e siciliano.
Per questi primi brani si ispira al folklore di queste due regioni, evidenziando un particolare amore per gli animali: minatori,personaggi pittoreschi di San Pietro come nella canzone 'Lu Frasulinu', pescatori, storie d'amore di pesci spada innamorati, fedeli fino alla morte nel massacro della tonnara, di cavalli diventati ciechi e spinti a morire nel gran sole rovente dopo il buio delle miniere.
Il primo disco pubblicato nel 1954 è un 78 giri: La cicoria/Ninna nanna (la prima cantata con la Gandolfi); entrambi i brani erano stati presentati nella trasmissione condotta da Walter Chiari "Controcorrente".
I genitori si separano in quello stesso anno, poiché il padre era da tempo di fatto legato ad un'altra persona: la madre abbandona la Puglia e viene a Roma con il fratello Vito Antonio, il quale inizia a fargli da manager; l'altro fratello Giannino resta a San Pietro Vernotico aprendo il primo autosalone del paese (morirà nel 2000; a San Pietro risiedono ancora i nipoti del cantautore e il fratello maggiore Tonino, mentre il padre morì suicida nel 1960, sparandosi quando gli viene diagnosticato un male incurabile.
Modugno esegue "Vecchio frac" e, mentre fischia, percuote la cassa della chitarra
In questo periodo Domenico Modugno pubblica altri dischi per la RCA con brani che verranno riscoperti in seguito, come La donna riccia, La sveglietta, Lu pisci spada e Vecchio frack, una delle due canzoni in italiano di questo periodo e forse la sua canzone più riuscita (anche se quando venne incisa nel 1955 passò inosservata). Vecchio frack gli procura il primo problema con la censura: infatti il verso «Ad un attimo d'amore, che mai più ritornerà» gli venne fatto cambiare in «Ad un abito da sposa, primo ed ultimo suo amor» in quanto all'epoca parole che alludevano a contatti fisici erano considerate immorali.
Domenico Modugno nel 1956 a Parigi con la moglie Franca Gandolfi, sotto un manifesto che annuncia un suo concerto all'Olympia.
Come lo stesso Modugno ha raccontato più volte, questa canzone è ispirata alla vicenda del principe Raimondo Lanza di Trabia (marito dell'attrice Olga Villi), che si era suicidato nel novembre del 1954, all'età di trent'anni, gettandosi dalla finestra del suo palazzo in via Sistina a Roma.
Racconta peraltro un amico fraterno di Modugno, il poeta e scrittore Giovanni Bruno, che la canzone ebbe anche una seconda fonte di ispirazione in un racconto di spettri che la madre fece al cantante quando era bambino: la leggenda di un fantasma che usciva di notte dagli spalti del Castello di Conversano (BA) e vagava per la città.
In quel periodo vengono pubblicati i primi LP: l'album di debutto è I successi di Domenico Modugno I uscito nel 1955, che include alcuni brani già editi come 78 giri, seguito da I successi di Domenico Modugno II.
Spesso le canzoni di questo periodo si rifanno alla tradizione popolare e dei cantastorie, che furono del resto la sua prima esperienza musicale, come egli stesso ha dichiarato: «Una notte, quando avevo tre anni, a Polignano a mare, fui svegliato da un suono bellissimo, che solo in seguito decifrai come il canto di un carrettiere: fu la mia prima esperienza musicale, quella per me fu la "musica" per molto tempo. Per questo ho iniziato a cantare con quelle canzoni: il cantastorie stava dentro di me, non era una scelta precisa».
Alcune di queste prime canzoni sono depositate alla Siae avendo altri autori come cofirmatari della musica (ad esempio Romagnoli per La donna riccia o Franco Nebbia per La sveglietta), ed il motivo lo ha spiegato lo stesso Modugno in seguito: «Per le mie primissime composizioni dovevo ricorrere alla firma di persone già iscritte alla Siae come trascrittori, non potevo farlo io per via dei requisiti della legge vigente: io non sapevo scrivere la musica e suonavo vari strumenti ad orecchio. Ero insomma un "melodista", come venivano definiti coloro che si trovavano nelle mie condizioni. Per depositare "La donna riccia" alla Siae, quindi, dovetti appoggiarmi a Romagnoli, che pur non avendo scritto nemmeno una nota incominciò in questa maniera ad intascare i diritti d'autore. Molto presto riuscii a modificare la situazione: si riunì appositamente per me una commissione che, dopo aver esaminato il caso, decise che il signor Modugno poteva tranquillamente depositare le sue opere pur non sapendo scrivere la musica.»
I primi successi
Nel 1956, con il cambio di casa discografica ed il passaggio alla Fonit Cetra, riesce a debuttare come autore al Festival di Sanremo, la sua Musetto, già incisa in precedenza dall'autore, viene infatti presentata alla manifestazione da Gianni Marzocchi e si classifica all'ottavo posto. Dello stesso anno è Io, mammeta e tu, che contribuisce a far circolare il nome del cantautore. Sempre in quello stesso anno decide di fare alcune tournèè in Francia traducendo alcune sue canzoni come Vecchio Frack o Io, mammeta e tu in francese, anche se i francesi non le apprezzarono molto.
Nello stesso tempo escono altri 33 giri come Domenico Modugno e la sua chitarra - Un poeta un pittore un musicista e Domenico Modugno e la sua chitarra n° 2 - Un poeta un pittore un musicista che raccolgono anche reincisioni di vecchie canzoni. Sempre in quel periodo comincia a scrivere canzoni in napoletano con testi scritti da un amico conosciuto al Centro Sperimentale di Cinematografia: Riccardo Pazzaglia.
Nel 1957 partecipa al Festival di Napoli in coppia con Aurelio Fierro, con Lazzarella, scritta insieme a Pazzaglia, che riscuote un buon successo come del resto la canzone inserita sul retro del disco, Strada 'nfosa, che gli viene ispirata da un venditore ambulante parigino in una giornata di pioggia; mentre il brano sul lato A è spensierato ed allegro, quest'ultima canzone (che racconta la fine di un amore) ha una melodia triste ed accorata.
Alla fine dell'anno Modugno ha un altro problema con la censura: infatti alcuni versi del testo della sua Resta cu' mme vengono giudicati scandalosi, ed il cantautore deve così cambiare «Nu' me 'mporta dô passato, nu' me 'mporta 'e chi t'ha avuto» in «Nu' me 'mporta si 'o passato, sulo lagreme m'ha dato» ma, a parte questa disavventura, l'anno è stato positivo, ed ha preparato il terreno per l'esplosione del 1958.
Nel blu dipinto di blu
Diviene uno dei protagonisti della musica leggera italiana ed internazionale quando, con Nel blu dipinto di blu, trionfa al Festival di Sanremo del 1958 insieme a Johnny Dorelli.
Il testo di questa canzone fu scritto insieme a Franco Migliacci, con il quale cooperò in molti momenti della carriera, giungendo ad altri risultati di successo come Addio... addio....
Modugno mentre apre le braccia durante il ritornello di "Nel blu dipinto di blu" al Festival di Sanremo del 1958
I racconti sulla nascita del testo da parte degli autori sono contrastanti e variano a seconda della ricostruzione del momento: Gianni Borgna li ha raccolti, e così si scopre che i primi tempi Modugno sosteneva che l'idea del ritornello Volare, oh oh gli era venuta una mattina osservando il cielo azzurro dalla finestra della sua casa di piazza Consalvo a Roma, mentre Migliacci invece affermava che l'idea era venuta a lui, osservando il quadro Le coq rouge di Marc Chagall, e che solo in seguito ne aveva parlato al cantautore pugliese.
In seguito, poi, Modugno affermò che, trovandosi a passeggiare nei pressi di Ponte Milvio, uno dei due avrebbe pronunciato il verso «Di blu m'ero dipinto» e da lì si sarebbe poi sviluppato il resto del testo.
Ultimamente, però, Migliacci ha cambiato versione, sostenendo che la canzone sia nata dopo un incubo notturno. La storia era questa: Migliacci una giornata sarebbe dovuto andare al mare con Modugno, ma quest'ultimo non veniva a prenderlo. Allora Migliacci disse addio alla giornata del mare, si richiude in casa, un po' per il caldo si addormenta, sognando lui che vola nel cielo e si dipinge di blu è evidente che è quasi impossibile capire quale sia la verità sulla nascita del testo, ma sulla musica, scritta dal solo Modugno, tutti sono d'accordo nel riconoscerne la carica innovativa e di novità, almeno col senno di poi, visto che, subito dopo l'esibizione sanremese alcuni musicisti non esitarono a criticarne la melodia (Gorni Kramer, ad esempio, affermò: «Ma che pazzia è questa canzone? Non ha stile, non esiste!»).
In generale, però i pareri dei critici musicali sono unanimi: «Quella di Modugno è senza dubbio la canzone più nuova, più originale e più estrosa di questo Festival: estrosa nella musica, dove la caratteristica vera e propria è data dalla frase iniziale del refrain, ed estrosa nel soggetto»; «La vittoria di Modugno può significare finalmente una rottura di quel clima di artificio nel quale naviga, grazie agli interessi delle case discografiche ed editrici, ed alla scarsa preparazione di buona parte di autori e cantanti, la canzone italiana: Modugno ha dimostrato che una bella canzone, cantata bene, può essere apprezzata dal pubblico, ed ha dimostrato che due cantanti seri e preparati come lui e il giovane Johnny Dorelli hanno la possibilità di imporsi sui "divi" costruiti e artificiosi, dai milioni in banca e dalle lacrime nel fazzoletto».
La fortuna della canzone è dovuta, comunque, anche ad altri aspetti, non solo al testo o alla melodia: in particolare è da citare l'arrangiamento, opera di Alberto Semprini, e l'interpretazione di Modugno che, durante l'esibizione a Sanremo, accompagna con la mimica la sua voce per arrivare, nel celebre ritornello, ad una liberatoria apertura delle braccia.
Dopo Sanremo, la canzone arrivò terza all'Eurofestival e vinse nel 1958 tre Premi Grammy (fu per molti anni l'unico a vincere un tal premio per una canzone italiana), uno come disco dell'anno, uno come canzone dell'anno ed uno come miglior interprete del 1958.
Anche il Cash Box Bilboard gli conferì l'Oscar per la migliore canzone dell'anno e ricevette in dono dalle industrie musicali tre dischi d'oro, uno per il migliore cantante, uno per la migliore canzone e uno per il disco più venduto.
Ecco come il cantante racconta la nascita del suo successo negli Stati Uniti:
« In una stazione radio del Michigan o dell'Indiana, chi si ricorda, arrivò un signore con il disco mio e lo mandò in onda: il giorno dopo si ebbero duemila telefonate di gente che voleva risentirlo. Lo rimandò in onda: il giorno appresso altre duemila telefonate. L'exploit di Volare nacque così.»
Si esibisce all'Ed Sullivan Show, il programma televisivo più popolare degli Stati Uniti, e poi comincia un lungo tour che tocca, tra le tante città, Boston, Buffalo, Los Angeles e New York dove, il 18 settembre, suona alla Carnegie Hall: è proprio durante la tournée che la moglie dà alla luce con qualche settimana di anticipo il suo primogenito, ma Modugno non può ritornare in Italia a causa delle forti penali previste nel contratto (ben 100.000 dollari di danni).
È in questo periodo che gli americani lo soprannominano Mr. Volare, ed anche la sua canzone diventa nota con questo titolo, il 45 giri rimane primo nell'hit parade americana per ben tredici settimane consecutive, record tuttora ineguagliato per un disco italiano.
L'eco di questi successi arriva anche in Italia: L'espresso nell'agosto del 1958 può così scrivere nei titoli in copertina: Modugno ha conquistato l'America; ed a fine anno i dati di vendita sono esaltanti, battendo ogni record per un disco italiano fino a quel momento: ben 800.000 copie in Italia e oltre 22 milioni nel mondo.
Secondo i dati riportati dalla Siae, Nel blu dipinto di blu è stata la canzone italiana più eseguita al mondo dal 1958 ad oggi.
Modugno ha attraversato l'atlantico circa 60 volte, tutti gli stati del nord e sud America lo hanno sentito dalla viva voce, a Caracas durante uno spettacolo si tenne la massima presenza di 121.000 persone. Nel 2008, a cinquant'anni dalla presentazione di Volare, gli è stato dedicato un francobollo celebrativo presentato dal Comune di Sanremo e dal Comune di Polignano a mare. Polignano a mare ha avviato le "Celebrazioni Ufficiali per i 50 anni di Volare" che vedranno numerosi artisti rendere omaggio a Mr. Volare. È in preparazione anche una statua in bronzo di 3 metri, realizzata dallo scultore argentino Hermann Mejer, con Modugno nel celebre gesto delle braccia aperte.
Nuovamente a San Remo
« Mille violini suonati dal vento, / tutti i colori dell'arcobaleno / vanno a fermare una pioggia d'argento, / ma piove, piove / sul nostro amor! »
(Piove, 1959)
« ...biascichi un malinconico Modugno, / di quei violini suonati dal vento.... »
(L'ultimo bacio, di Carmen Consoli, 2000)
Il 1958 è per il cantautore un anno frenetico: passa dal piccolo successo italiano alla grande popolarità internazionale, con tournée negli Stati Uniti ed in America Latina, incisioni discografiche estere, apparizioni in vari programmi televisivi.
Tornato in Italia, cerca di coinvolgere Migliacci nella scrittura di una nuova canzone: mentre era in attesa che il suo treno partisse, alla stazione di Pittsburgh, in Pennsylvania, in un giorno di pioggia, osservando l'addio di due fidanzati sotto la pioggia, si era annotato questi versi: «Ciao ciao bambina, un bacio ancora / e poi per sempre ti perderò; / vorrei trovare parole nuove / ma piove, piove sul nostro amor».
Poiché il paroliere non è interessato, Modugno coinvolge Dino Verde, con cui ha già collaborato nella scrittura di Resta cu' mme, e compone una musica che per certi versi ripete lo schema di Nel blu dipinto di blu: un'introduzione lenta (accompagnata dall'organo hammond, suonato da Mario Migliardi), che poi si apre con un ritornello arioso.
E vi è un'altra cosa che accomuna i due brani: il primo è conosciuto nel mondo con la parola del ritornello, Volare, e non con il suo titolo, e lo stesso accade con il secondo, Piove, molto più conosciuto come Ciao ciao bambina.
Ed anche questa canzone ripete il trionfo della precedente, vincendo il Festival di Sanremo 1959 e diventando una delle canzoni più note del cantautore (incisa anche da Caterina Valente, Xavier Cugat, Franck Pourcel, Fred Buscaglione e molti altri), anche se le vendite complessive non raggiungono quelle di Nel blu dipinto di blu: 500.000 copie in Italia e quasi 15 milioni nel mondo.
Molti anni dopo verrà anche citata da Carmen Consoli nella sua L'ultimo bacio, segno della sua intramontabilità.
Festival e manifestazioni
Modugno ha partecipato a 11 Festival di Sanremo vincendo quattro volte (record che detiene assieme a Claudio Villa): come già ricordato, nel 1958 con Nel blu dipinto di blu, nel 1959 con Piove sempre in coppia con Johnny Dorelli, nel 1962 in coppia con Claudio Villa con Addio... addio... e nel 1966 con Dio, come ti amo assieme a Gigliola Cinquetti.
Domenico Modugno in frac nel 1960
Nel 1960 si è classificato secondo assieme a Teddy Reno con Libero (che fu comunque un buon successo di vendita).
Al 1968 risale l'episodio dell'eliminazione di Meraviglioso da parte della giuria selezionatrice:
« Meraviglioso non fu capita immediatamente, e Renzo Arbore lo ha riconosciuto di recente in una trasmissione televisiva confessando che anche lui si adoperò nella giuria dell'epoca perché la canzone venisse scartata, in quanto non adatta al Festival di Sanremo. Lo stesso Arbore l'ha poi indicata come la sua canzone preferita attuale.»
Modugno quell'anno partecipò cantando una canzone non sua, Il posto mio, scritta da Tony Renis, che non ebbe grandi riscontri commerciali:
« Il posto mio, secondo disco con la RCA, è il frutto di un errore di valutazione. Non che la canzone fosse brutta, anzi, però non era adatta al mio personaggio così come veniva percepito dalla gente. Mi feci convincere da quell'impastoiavacche che è Tony Renis, e così fummo buttati fuori tutti e due alla prima serata. Forse è il caso di ricordare che un altro errore fu commesso da Renis stesso nella scelta dell'arrangiamento. Ennio Morricone ne aveva approntato uno veramente bello, ma Renis non era troppo soddisfatto e chiedeva sempre dei cambiamenti fin quando, in extremis, fu scelto quello del maestro Franco Pisano.»
Ha partecipato a tre edizioni dell'Eurofestival (1958, 1959 e 1966, cantante italiano più presente) classificandosi, con le stesse canzoni portate a Sanremo, rispettivamente terzo, sesto e diciassettesimo (ultimo). Nel 1964 ha vinto il Festival di Napoli con Ornella Vanoni con la canzone Tu si' 'na cosa grande, anche questa considerata uno dei suoi classici.
Inoltre ha partecipato a molte edizioni di Canzonissima, senza però aggiudicarsi la vittoria. Nel 1974 vinse la prima edizione del Premio Tenco, la rassegna della canzone d'autore di Sanremo.
Protagonista molteplice: il teatro, il cinema, la televisione
Mina e Domenico Modugno durante le riprese del film Appuntamento a Ischia (1960)
Pur con il successo come cantante, Modugno continua anche l'attività di attore, partecipando a numerosi film, tra cui nel 1960 Appuntamento a Ischia, in cui lavora con due giovani comici siciliani debuttanti, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, e con Mina.
Nel 1961 dopo qualche mese di inattività dovuto ad una frattura della gamba avuta durante le prove in teatro, debuttò come protagonista nella commedia musicale Rinaldo in campo di Garinei e Giovannini, di cui compose anche tutte le musiche e che fu definito: "Il più grosso successo teatrale di tutti i tempi avvenuto in Italia", registrando record d'incassi mai raggiunti in questo campo.
Lo spettacolo, il cui debutto avviene al teatro Alfieri di Torino il 12 settembre 1961, è entrato nella storia del teatro italiano: nato per celebrare i cent'anni dell'Unità nazionale (per questo motivo venne scelta Torino per il debutto), racconta le vicende del brigante siciliano Rinaldo Dragonera, una sorta di Robin Hood che ruba ai ricchi per aiutare i diseredati, di cui si innamora Angelica (interpretata da Delia Scala), una nobildonna siciliana che sostiene la causa di Garibaldi, e che alla fine lo convincerà ad unirsi ai garibaldini per liberare la Sicilia dai Borboni; il braccio destro di Rinaldo, Chiericuzzu, è interpretato da Paolo Panelli (che, pur essendo un comico, dà una grandissima prova di attore anche drammatico nel momento della morte del suo personaggio).
Modugno compone anche le musiche dello spettacolo, pubblicate nell'album omonimo, in cui, oltre a Delia Scala, cantano gli altri componenti del cast, come i comici siciliani Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, chiamati da Garinei e Giovannini su suggerimento dello stesso Modugno.
Rinaldo in campo viene anche trasmessa dalla televisione, e la regia è curata da Carla Ragionieri: questa versione è stata pubblicata in DVD nel 2007 dalla Fabbri editore (tra gli extra presenti un'interessante intervista alla Gandolfi), nel 1988, infine, è stata riproposta in teatro, con Massimo Ranieri nella parte di Dragonera.
Il successo italiano porta la commedia (e con essa le belle musiche di Modugno) in tutto il mondo: in Francia viene rappresentata per settimane al Théatre des Nations di Parigi, e persino in Unione Sovietica viene rappresentata tradotta e con il titolo cambiato in Rinaldo Rinaldini; Modugno, però, non partecipa alle rappresentazioni all'estero, perché occupato in altri progetti.
Come attore teatrale recitò anche in molti altri spettacoli, tra cui ricordiamo Tommaso d'Amalfi di Eduardo De Filippo, per cui Modugno scrisse anche le musiche: le canzoni, con i testi scritti da Eduardo de Filippo, non furono pubblicate però in un album, ma uscirono nel corso degli anni in varie emissioni. Recitò anche (insieme a Silvano Spadaccino) in Liolà, tratta dalla celebre opera di Luigi Pirandello, componendo anche alcune musiche per lo spettacolo rimaste però inedite dal punto di vista discografico.
Nel 1969 aveva invece recitato insieme a Mimmo Craig, Paola Quattrini ed Enrica Bonaccorti nella commedia musicale Mi è caduta un ragazza nel piatto.
Il 1971 avrebbe dovuto essere l'anno di Alleluja brava gente, nuovamente in collaborazione con Garinei e Giovannini, di cui Modugno scrive tutte le musiche: deve interpretare la parte di Ademar ma, a causa ufficialmente di problemi di salute, il cantautore dà forfait, ed è sostituito con successo da Gigi Proietti; in realtà pare che all'origine dell'abbandono di Modugno ci siano dei contrasti sorti con il coprotagonista dello spettacolo, Renato Rascel.
Soltanto molti anni dopo Modugno confermerà quelli che, fino a quel momento, erano stati solo dei pettegolezzi dell'ambiente dello spettacolo:
« Alla base della decisione ci fu una litigata con Rascel, che era il direttore artistico. Lui si era ritenuto offeso per le difficoltà incontrate dalla moglie nell'interpretazione di una canzone semplicissima che io avevo scritto per lei. I pettegolezzi del direttore d'orchestra, che si era dato da fare per riferire a me e Rascel le rispettive reazioni avevano acuito il contrasto, così io ritenni di non poter incominciare un'avventura che sarebbe dovuta durare due anni»
Il cantautore inciderà una sola canzone di Alleluia brava gente, Amaro fiore mio.
Dal 1973 al 1976 fu Mackie Messer ne L'Opera da tre soldi di Bertolt Brecht e Kurt Weill, diretta da Giorgio Strehler.
Per il cinema realizzò come autore-attore il film autobiografico Tutto è musica (1963).
Per la televisione recitò nel 1965 nello sceneggiato Scaramouche di Daniele D'Anza, insieme a Carla Gravina, la sigla di questo telefilm, L'avventura, divenne una delle sue canzoni più celebri.
Modugno e la poesia
Collaborò anche con i poeti Salvatore Quasimodo, che dopo averlo conosciuto gli diede l'autorizzazione per mettere in musica le sue due poesie Ora che sale il giorno e Le morte chitarre, e Pierpaolo Pasolini, che scrisse il testo della canzone Che cosa sono le nuvole.
Ecco come Modugno racconta l'esperienza con Quasimodo:
« Quando gli chiesero il permesso per questa operazione, lui rispose che non lo aveva mai concesso a nessuno, ma che per Modugno non ci sarebbero stati problemi. Poi ci siamo incontrati e conosciuti a casa sua: era una persona molto strana, chiusa, vulnerabile, che ispirava tenerezza»
Con Pasolini Modugno ebbe anche altri rapporti professionali, in quanto il cantautore venne chiamato nel 1966 dal poeta e regista per cantare i titoli di testa del film Uccellacci e uccellini, su musica di Ennio Morricone; l'anno successivo reciterà nel film Capriccio all'italiana (nell'episodio Che cosa sono le nuvole), con Totò, Ninetto Davoli, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, interpretando la canzone omonima (il film uscirà nelle sale nel 1968, dopo la scomparsa del grande attore napoletano):
« Il mio incontro con Pasolini fu bello. In un primo tempo voleva utilizzarmi per un'opera che doveva rappresentare alla Piccola Scala di Milano, cosa che poi non fece. Recitai invece nell'episodio Cosa sono le nuvole, e dal titolo del film nacque anche una canzone, che scrivemmo insieme. È una canzone strana: mi ricordo che Pasolini realizzò il testo estrapolando una serie di parole o piccole frasi dell'Otello di Shakespeare e poi unificando il tutto»
Modugno infine fu molto amico di Eugenio Montale, con cui però non ebbe collaborazioni professionali.
La crisi discografica ed il ritorno al successo
Dopo il periodo trascorso alla Fonit passò alla Curci nel 1964: i dischi di questo periodo però, esclusa qualche eccezione come L'avventura o Dio, come ti amo non ebbero un grande riscontro di pubblico.
Domenico Modugno nel 1967
Nel 1968 ritornò alla RCA Italiana, la casa in cui aveva esordito, ma anche qui i nuovi dischi ebbero all'inizio scarso seguito: la situazione iniziò a cambiare con l'incisione di Come hai fatto, nel 1969, che segnò il suo ritorno in hit parade.
Come ha raccontato Modugno, Come hai fatto era nata in origine appunto in dialetto partenopeo:
« Dopo tre anni di crisi, in cui non riuscivo più a comporre, ho scritto Come hai fatto, che era nata però napoletana, Ma cumm' ha fatto. Soltanto che mi hanno costretto a trascriverla in italiano, ma è il dialetto la vera lingua di noi »
Con Ricordando con tenerezza partecipa nello stesso anno alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia: il bel brano racconta lo struggente addio alla propria madre di un giovane emigrante, ed il ritorno, anni dopo, alla casa natia, quando ormai la madre non c'è più (ed è evidente l'aspetto autobiografico del testo), e vende discretamente.
Il successo viene confermato l'anno successivo da La lontananza, che arrivò fino al primo posto delle classifiche di vendita; il testo di questa canzone fu scritto insieme ad Enrica Bonaccorti, che il cantautore aveva conosciuto l'anno precedente durante l'allestimento dello spettacolo teatrale Mi è caduta una ragazza nel piatto:
« La lontananza esprime secondo me un grande sentimento d'amore, e possiede in sé una grande idea. il vento che spegne tutti i fuochi piccoli e accende quelli grandi. L'idea non è mia, ma io la afferrai al volo quando la Bonaccorti mi lesse una lettera che le aveva scritto il suo ragazzo: la sviluppai e nacque la canzone. »
Entrano in classifica anche La gabbia (sempre nel 1970), Come stai e Tuta blu (nel 1971) e Un calcio alla città (nel 1972).
Modugno durante le registrazioni del programma televisivo "Teatro 10" (1971) con Alberto Lupo (a sinistra) ed il regista Antonello Falqui (al centro)
Proprio a questo periodo risalgono album come Con l'affetto della memoria e Il mio cavallo bianco (che contiene una delle sue canzoni più belle, Cavallo bianco, canzone basata sulla chitarra con un testo metaforico sulla morte) ed una famosa raccolta in sei dischi, Tutto Modugno del 1972, con alcuni inediti e reincisioni di vecchi brani.
Nel 1974 divorziò nuovamente dal questa etichetta e tornò alla Curci, nel frattempo trasformata in Carosello, con cui incise 11 singoli e 3 album; alcuni successi di questo periodo, come Piange...il telefono(1974) cover di una canzone francese di Claude François) e Il maestro di violino del 1976 (la cui musica è scritta dal maestro Pippo Caruso), vengono attaccati da molti critici e considerati una concessione agli effetti facili e strappalacrime (anche i due film ispirati alle canzoni subiranno le stesse critiche).
Nel 1976 pubblicherà però una delle sue canzoni più celebri, Malarazza, ispirata ad un canto popolare siciliano rielaborato insieme alla cantautrice siciliana Emma Muzzi Loffredo, che verrà rieseguito anche da molti altri artisti: Roy Paci & Aretuska, Carmen Consoli, Ginevra Di Marco, i Lautari e Peppe Voltarelli.
Famoso nel 1977 il suo concerto a Viareggio davanti a più di 5.000 spettatori, da cui verrà tratto l'album Dal vivo alla Bussoladomani.
Nel 1978 Modugno torna a teatro con lo spettacolo musicale Cyrano, per la regia di Daniele D'Anza, insieme a Catherine Spaak (che interpreta Rossana, ed è sostituita poi da Alida Chelli per degli impegni dell'attrice belga): le canzoni, molto belle, vengono racchiuse nell'album omonimo, Cyrano, che però non riscuote molto successo, ed è l'ultimo inciso per la Carosello.
Dallo spettacolo viene comunque tratto anche uno sceneggiato televisivo (con la Spaak), sempre con la regia di D'Anza.
Modugno con Alida Chelli durante lo spettacolo teatrale "Cyrano" (1978)
A questo periodo, nel 1981, risale un episodio in cui Modugno è coinvolto nelle vicende politiche di un'altra nazione: infatti viene ingaggiato dalla televisione di stato cilena per partecipare al programma Vamos A Ver (programma al quale partecipò anche Lucia Bosè); il contratto inoltre include la partecipazione di sette suoi accompagnatori, ma proprio mentre si accinge a prendere l'aereo a Roma, è avvisato telefonicamente da Santiago, da parte dell'impresario Edgardo Marcel, di sospendere il viaggio perché le autorità di Santiago non gli consentono di entrare in Cile.
Il divieto è dovuto alle dichiarazioni di carattere negativo che lo stesso Modugno fece in precedenza sulla situazione politica cilena e sulla dittatura di Augusto Pinochet; l'artista in seguito darà istruzioni al suo legale per far causa alla televisione cilena.
Nel 1983 passa alla Panarecord: questo sodalizio, però, non durerà molto, a causa dei problemi di salute che lo colpiranno in breve tempo.
La fine della carriera artistica e la politica
Domenico Modugno fu colpito da un ictus il 12 giugno 1984 durante le prove della trasmissione di Canale 5 La Luna del Pozzo, che veniva registrata a Roma negli studi televisivi De Paolis sulla via Tiburtina.
Il medico di servizio non si accorse della gravità delle sue condizioni, e gli disse di prendere un'aspirina e tornare a casa. Nella notte le sue condizioni si aggravarono e venne ricoverato d'urgenza in ospedale, dove nonostante le cure a cui fu sottoposto rimase con un lato del corpo paralizzato e con difficoltà ad articolare la parola, cosa che lo costrinse a lasciare l'attività artistica. Fu costretto ad una lunga riabilitazione di tre mesi e solo attorno al settembre di quello stesso anno cominciò a migliorare.
A seguito di questo episodio Modugno citò in giudizio la Mediaset, ma scoraggiato dai tempi lunghi con cui si svolgeva la causa in tribunale accettò di concludere un accordo extragiudiziale in cui riceveva 500 milioni di lire a titolo di risarcimento danni in cambio del ritiro della querela.
Già molto tempo prima di questo incidente Domenico Modugno aveva dato prova del suo impegno sociale, simpatizzando apertamente per le campagne progressiste del Partito Socialista Italiano, al quale aveva donato i diritti d'autore della canzone L'anniversario, composta nel 1973 in occasione della campagna per il referendum sull'abrogazione della legge Fortuna - Baslini che nel 1971 aveva introdotto il divorzio nella legislazione italiana.
Nel 1986, impressionato dall'attività a favore dei disabili del Fronte Radicale Invalidi iniziò ad interessarsi alle iniziative del Partito Radicale, per il quale fu candidato alle elezioni politiche del 1987, venendo eletto alla Camera tra i deputati della X legislatura, dalla quale si dimise il 18 aprile del 1990 in ossequio allo statuto del partito. In seguito alle dimissioni dal Senato di Gianfranco Spadaccia gli subentra nel suo seggio a Palazzo Madama, dove siederà fino al termine della legislatura. Durante la sua permanenza in Parlamento, Modugno si impegnò a fondo sui temi dei diritti delle persone disabili e sulle norme a tutela degli artisti.
Domenico Modugno fece poi una vera e propria battaglia per l'ospedale psichiatrico di Agrigento, in cui i malati vivevano in condizioni disumane, riuscendo nel 1988 a far chiudere l'ospedale, e dedicando ai ricoverati un concerto che fu il primo tenuto dopo la malattia. È stato più volte ospite del Centro Culturale Pier Paolo Pasolini, accolto con grande simpatia ed affetto, e che ha lasciato un ricordo indimenticabile di grande stima per il Centro Culturale.
Nel 1990 fu eletto, sempre ad Agrigento, consigliere comunale.
Il ritorno
Nel luglio 1991 tenne un concerto alle Terme di Caracalla e, appoggiandosi ad un bastone, cantò le sue canzoni più famose: sul palcoscenico i segni della malattia scomparvero. Tuttavia nell'ottobre dello stesso anno ebbe un attacco cardiaco, ma non fu nulla di particolarmente rilevante.
Nel maggio 1992 cantò a Torino, in un concerto gratuito in piazza San Carlo, gremita di persone, restando seduto per buona parte dell'esibizione ed alzandosi in piedi nei bis: la voce era comunque ritornata ferma e convincente, e l'appoggio del pubblico gli fece capire di essere ancora molto amato, al punto che il cantante si commosse per l'accoglienza ricevuta.
Sempre nello stesso anno ritornò per l'ultima volta negli Stati Uniti dove fece una tourneè di sette concerti conclusasi il 14 dicembre.
Il 26 agosto 1993 tenne a Polignano a Mare, sua città d'origine, l'ultimo grande concerto della carriera, alla presenza di 70.000 persone in occasione della "riappacificazione con i polignanesi" per essersi sempre dichiarato siciliano.
La manifestazione dei tre giorni chiamata Modugno torna a casa, ideata e diretta dal regista Gianni Torres, vide Mr. Volare sfilare lungo la costa di Polignano a bordo di una barca (come si fa il 15 giugno di ogni anno per San Vito, patrono locale), alla testa di tante altre piccole barchette, attraversare il paese baciando bambini e stringendo mani a bordo della famosa Lancia Aurelia del film "Il sorpasso" di Dino Risi, e per terminare, il concerto nel quale dichiarò davanti a tutti: «Chiedo scusa, ma per la fame avrei anche detto di essere giapponese!». Si trattò del più importante evento nazional-popolare del 1993 e Domenico Modugno, un po' appartatosi per via della malattia, tornò sulla scena da leone, proprio ripartendo dal suo paese natale come accadde tanti anni prima. Nel 1993 incise la sua ultima canzone intitolata Delfini (Sai che c'è) con suo figlio Massimo Modugno, anch'esso divenuto cantante.
Morì il 6 agosto 1994 nella sua casa di Lampedusa situata davanti l'isola dei conigli stroncato da un infarto. Oggi riposa al Cimitero Flaminio di Roma.
Un critico disse: «Modugno ha voluto morire da vero meridionale, sotto il sole d'estate, vicino al mare, di blu in blu, dopo aver beffato la morte per un decennio».
Modugno negli anni 2000: la riscoperta
Modugno in un ritratto artefatto del 1981
« Domenico Modugno è come la Gioconda o come la Torre di Pisa: un monumento che ormai appartiene all’umanità intera, un brivido di bellezza senza più nazionalità. »
(Lino Patruno, al quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, il 27 agosto 1993)
Delle sue canzoni più celebri vengono di continuo eseguite delle cover e tante raccolte si trovano sul mercato, sia in Italia che all'estero.
Nell'estate del 1995, a Polignano a Mare, si è tenuto il primo grande omaggio ad un anno dalla scomparsa. La manifestazione, ideata e diretta da Gianni Torres, aveva per titolo "VOLARE INSIEME - Napoli rende omaggio a Modugno" e si caratterizzava perché per la prima volta nella storia, una folta rappresentanza di artisti napoletani si spostava altrove per rendere omaggio ad un artista. Partecipò Riccardo Pazzaglia, Roberto Murolo, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Enzo Gragnaniello, James Senese, Irene Fargo ed altri.
Il Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro inviò all'organizzazione un pubblico telegramma per esprimere soddisfazione e rallegramenti per l'iniziativa.
Da ricordare infine la citazione che nel 1990 Fabrizio De André ha fatto del brano di Modugno O ccafè nella canzone Don Raffaè (contenuta nell'album Le nuvole), in cui nel ritornello Ah che bellu ccafè, sulo a Napule 'o sanno fà del cantautore pugliese diventa Ah che bellu ccafè, pure 'n carcere 'o sanno fà
Negli anni 2000 si assiste ad una vera e propria riscoperta dell'attualità dell'artista Modugno.
Spiccano Mina e Roberto Murolo: Mina ha pubblicato nel 2001 un album di nome Sconcerto, contenente cover di 11 canzoni di successo di Domenico Modugno con arrangiamenti propri.
Roberto Murolo ha pubblicato nell'anno 2002 altresì un album interamente dedicato all'artista defunto. È intitolato Tu si' 'na cosa grande: Tributo e contiene 11 brani tutti in napoletano.
La statua di Domenico Modugno sul lungomare a lui dedicato a Polignano a Mare
Nel 2004, Polignano a Mare lo ricorda a 10 anni dalla scomparsa. La manifestazione, sotto la direzione artistica di Rudi Assuntino e Gianni Torres, vide sfilare tanti amici e collaboratori di Mr. Volare: Franco Migliacci, Riccardo Pazzaglia, Gigliola Cinquetti, Maria Pia Fusco. Una mostra celebrativa, a cura di M. Carta, rievocò i grandi momenti artistici dell'artista pugliese. Gennaro Cannavacciuolo tenne uno spettacolo in una piazza gremita. Partners della manifestazione, la Cineteca Nazionale, Il Centro Sperimentale di Cinematografia, Rai Teche.
Nel 2006 i Radiodervish, cogliendone il respiro mediterraneo, impostano un suggestivo spettacolo con l'attore Giuseppe Battiston affrontando i temi delle migrazioni fisiche e spirituali. Lo spettacolo è raccolto in Amara Terra Mia (2006 - RadioFandango, distribuito Edel) e contiene due versioni inedite di 2 classici di Modugno, la registrazione live dello spettacolo con Giuseppe Battiston ed il video di "Amara Terra Mia" di Franco Battiato.
Nello stesso anno la Warner Music Italia pubblica un cd che raccoglie dodici versioni di Nel blu dipinto di blu, a partire dalle incisioni di Modugno e Dorelli per proseguire con Fred Buscaglione, Claudio Villa, Alberto Semprini, Natalino Otto ed altri artisti.
Sempre nel 2006 Ginevra Di Marco incide due canzoni di Modugno, Amara terra mia e Malarazza; quest'ultima viene anche incisa da Roy Paci.
Mercoledì 14 novembre 2007 a Moncalieri debutta lo spettacolo Uomini in frac, in cui gli Avion Travel (in quest'occasione accompagnati da altri musicisti: Danilo Rea, Javier Girotto, Furio Di Castri, Gianluca Petrella e Cristiano Carcagnile) eseguono alcune canzoni del cantautore; lo spettacolo continuerà anche nel 2008 ed è stato allestito per festeggiare i cinquant'anni di Nel blu dipinto di blu.
Dando uno sguardo all'estero: il francese Karl Zéro ha incluso nel 2001 una sua versione di Io, mammeta e tu nel suo album Songs for cabriolets and otros tipos de vehiculos (cantata in napoletano ma con un esilarante accento francese).
Negli Stati Uniti questa versione di Io, mammeta e tu è stata inserita nella serie televisiva X Files, nell'episodio della nona stagione (2001- 2002) intitolato Improbable, su idea dello stesso Chris Carter.
Nel 2005, all'interno del programma dedicato all'Eurofestival Congratulations, Volare conquista il secondo posto tra le 10 più belle della competizione.
Nel 2008 il gruppo Negramaro propone una versione di Meraviglioso nel loro disco dal vivo Negramaro San Siro Live divenuta nel 2009 la colonna sonora del film di Giovanni Veronesi Italians.
Il 20 dicembre 2008 la sua città natale Polignano a Mare dedica un concerto per i 50 anni della canzone Volare con Dolcenera, Simona Bencini, Mario Rosini e altri.
Durante il Concerto del Primo Maggio del 2009 Peppe Voltarelli propone una sua versione di Malarazza.
Il 31 maggio 2009 è stata inaugurata a Polignano a Mare sul lungomare dedicato a lui una statua, ideata dallo scultore Herman Majer; hanno partecipato alla manifestazione Carlo Giuffrè e Franca Gandolfi
é dal 1995 fino adesso che io Luca Resta, giovane/adulto cantautore salentino, ho dedicato 5 mie canzoni a Domenico Modugno ed organizzo e tengo manifestazioni, serate culturali - musicali a lui dedicate.
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