
Ho governato di te, le tempeste della notte...
Quando gli incubi tornavano a galla
e ti facevano sentire sola.
Ho assaporato di te
Le albe e i tramonti…
Quando felici ci parlavamo
"Incuranti del mondo".
Ho coltivato di te…
I giardini bui…
Ne ho fatto distese immense
di prati e limoni
“Profumi”.
Ho rincorso i puledri della tua anima
Che allo sbaraglio
Per dune solitarie si andavano perdendo.
Ho sofferto del tuo soffrire
Quando muta e malinconica
Ti perdevi
"Nel tuo dire e non dire".
Oggi…
Che gli abbracci d’amore infiniti
Potrebbero toccare le stelle
Ad una ad una con un dito…
La malinconia assedia me…
Cara il mio mutevole e ingenuo…
Infinito.










































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