WOOW AMO DARDE-JE E LA MUSUCA ..;)

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a' sveglia''

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LAVORI IN CORSO BLOG IN ALLESTIMENTO.

PER CONTINUARE A VIVERE E MOLTO DURA IN QUESTO PAESE NON FUNZIONA QUASI NIENTE LA BUROCRAZIA COLPISCE ANCHE A CHI E INVALIDO LO FANNO ANDARE DA UNA PARTE ALL'ALTRA SENZA PENSARE CHE SE E DISABILE DOVEBBRE AVERE LA VITA PIU ADATTATA AL SUO ANDIKAP SE E CON LA SEDIA A ROTELLI E UN DRAMMA PERCHE VARI UFFICI CHE DOVREBBERO AVERE STRUTTURE ADATTE PER I DISABILI MOLTE VOLTE NON FINZIONANO OGGI O VISTO UN DISABILE CHE AVEVA DIFFICOLTA AD ENTRARE NEL COLLOCAMENTO DISOCCUPATI DISABILI QUESTO E DAVVERO UNA BARZELLETTA UN DISABILE CHE NON PUO ACCEDERE AD UNA STRUTTURA CHE DOVREBBE TUTELARE IL DISABILE....MA QUESTA E LA VITA DISSE TOTò CHI A AVUTO TANTO E CHI NON A AVUTO NIENTE....MA SIMME è NAPULE PAISà ...by dioanf. ..................................................... o dio oggi un altra cosa strana che mi e successo:o dovuto andare all'asl per disdire una visita legale il dipendente che mi a fatto la disdetta non sapeva come si scriveva "disdicere" se con la lettera "c" o con la lettera "g"....e non vi dico come o fatto a trattenermi nel ridere per non essere inopportuno alla situazione che si e presentata...ecco come funzionano gli uffici pubblici in questa citta....."ma oky non ce problema perche se tutto va bene stiamo inguaiati"...AH AH AH AH ...MAMMAMIAAAAAAAA!!!!!""""" ...by dioanf.

mappa

.............................................[BY DIOANF]

giovedì 30 giugno 2011

Ritratto dell'odio


L'odio è un nome
sentito all'inizio
bello e latino, significa gioia...
l'odio è uno scalino
che non potrò mai salire,
l'odio è chi mi ha fatto soffrire,
quell'immagine che ho sempre voluto
per raggiungerla ho fatto del male
anche se inutile
perché lei non si imita.
L'odio è un sorriso
colto da un finestrino,
l'odio è una coda bionda
fotografata per caso
un giorno d'estate,
è la figura esile
che fugge dietro agli archi...
Mi piace seguirla
con il cuore in delirio,
mi piace guardarla
per vederci la mia somiglianza.
L'odio ha ciò che io non posso avere,
forse io sono per lei
nient'altro che invidia...
ma l'odio affascina
e sconvolge la vita,
non si può dimenticare
camminando per queste vie
con questo sole che piange.

venerdì 10 giugno 2011

ZUPPA DI PESCE ALLA NAPOLETANA



Ogni buon napoletano conosce la ricetta per la zuppa di pesce e, chi più, chi meno, è in grado di cucinarla.
Propongo la mia, in risposta ad uno scambio culinario e ad un'assenza prevista di almeno una settimana.

Ingredienti ( per sei persone):

1,500 kg. di pesce fresco misto *non* di carne bianca, che tende a disfarsi. Consiglio coccio, scorfano, bavosa, grongo, canocchia, tracina, lucerna, rana pescatrice e ricciola.
250 gr di polipetti veraci e seppie
500gr. di frutti di mare (vongole, cozze, tartufi, telline, fasolari, cannolicchi)
qualche granchio
300gr. di pomodorini maturi (per i partenopei: perfetti quelli da 'piennolo')
6 spicchi di aglio
2 dl di olio extravergine
1 bicchiere di vino bianco secco
un peperoncino
prezzemolo
sale e pepe

Fondamentale e' scegliere del pesce fresco, pulirlo bene quanto prima (eviscerandolo ed asportando le branchie) affinché non degeneri (specie d'estate).

Procedimento: In un tegame fate imbiondire l'aglio, il peperoncino e un trito di gambi di prezzemolo nell'olio a fuoco medio. Aggiungete i frutti di mare (compresi i gusci), metà bicchiere di vino e coprite con un coperchio. Dopo pochi minuti, quando i bivalvi saranno aperti, metteteli via usando una schiumaiola e riponeteli a parte. Aggiungete i pomodorini tagliati a pezzi e cuoceteli a fuoco vivo. Quando saranno appassiti aggiungete dell'acqua salata e continuate la cottura a fuoco medio. Aggiungete i pesci, iniziando da quelli che hanno bisogno di maggiore cottura (nell'ordine: seppioline, polipetti, ricciola, grongo, rana pescatrice, coccio) e aggiungere infine i crostacei (le canocchie e i granchi) ed il vino avanzato. Un paio di minuti prima della fine della cottura aggiungete i frutti di mare precotti che avevate messo da parte.
Provate il sugo per verificarne la sapidità almeno a tre quarti della cottura. In genere i frutti di mare sono sufficienti ad insaporire.
Tirate su i pesci prestando attenzione a non romperli e versate il sugo in una ciotola dai bordi alti. Adagiatevi i pesci, spolverate con le foglie di prezzemolo tritate e pepe secondo i gusti.
Servire in tavola con fette di pane tostato (qualcuno vi strofina su spicchi d'aglio).
Vi svelo un segreto. Quando tirate su i pesci dal sugo è abbastanza comune trovarvi pezzi di cartilagine e teste orfane, specialmente se avete scelto taglie di pesci medio-piccoli. Nel caso fossero di scorfano e bavosa, abbiate premura di raccoglierli e passarli in un mixer da cucina. Filtrate il risultato al setaccio fine e versatelo sulla portata prima di servirla.

mercoledì 8 giugno 2011

IL PUNTO

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C'è un punto dove l'azzurro spumeggiante e impetuoso del mare
incontra l'azzurro etereo e impalpabile del cielo,
un punto dove il rosso fuoco del sole al tramonto
irradia di sè tutto intorno suscitando infinite emozioni.
Là, in quel punto, non esistono guerre né odio,
non ci sono egoismi, rivalità e violenze.
Io un giorno l'ho visto quel punto ed ho trovato la pace,
io quel giorno ho scoperto che ci può essere l'amore.
Quel punto... era nei tuoi occhi,
i tuoi occhi che guardavano i miei pieni di pianto
e cercavano di penetrare fino in fondo alla mia anima.
Non ho più rivisto quel punto,
perché non ho più rivisto i tuoi occhi,
ma nel fondo del mio cuore quel punto c'è.

domenica 5 giugno 2011

onde está meu amor


saber onde está meu amor? je indvina

mercoledì 1 giugno 2011

DEDICA PER "JANE"



Se scrivessi stasera

Se scrivessi stasera lo farei per te
Per i tuoi capelli lunghi e per i tuoi occhi chiari
Per i tuoi sorrisi accesi e per i nostri sogni rari
Per quelle volte in cui non c’ero e lo so che mi aspettavi
Per un silenzio che sembra niente ma che poi ci rende savi

Se scrivessi stasera parlerei di te
Di una lacrima nascosta che hai deciso di non versare
Di una notte un po’ più buia e più fredda da passare
Dove ti senti niente e niente ti può aiutare
Dove la paura è troppo forte e resti sola e devi lottare

Se scrivessi stasera scriverei per te
Lo farei con una penna nera per svelare un po’ di te

Se scrivessi stasera parlerei di te
Dei tuoi chissà che cosa cerchi quando chiedi di portarti via
Forse è solo una trasgressione o le nostre solite follie
Dei nostri sabati tra la gente di altri mondi di altre vie
Ma che poi ci fan tornare come sempre in compagnia
Aspettando un’altra sera, un’altra dolce melodia

Se scrivessi stasera lo farei per te
E lo farei come nessuno credo l’abbia fatto mai
Come un bacio un istante prima e un attimo dopo te ne vai
Come un pennello che ti accarezzi lasciando su un foglio il tuo pensiero
Come un sogno da tempo inseguito ed appena diventato vero.