WOOW AMO DARDE-JE E LA MUSUCA ..;)

JellyMuffin.com - The place for profile layouts, flash generators, glitter graphics, backgrounds and codesImage and video hosting by TinyPic
Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPicImage and video hosting by TinyPicCLICCATE UN PO DI RECLAM NON FA MAI MALE ;) <-----

a' sveglia''

contatore visite Image and video hosting by TinyPicImage and video hosting by TinyPic

LAVORI IN CORSO BLOG IN ALLESTIMENTO.

PER CONTINUARE A VIVERE E MOLTO DURA IN QUESTO PAESE NON FUNZIONA QUASI NIENTE LA BUROCRAZIA COLPISCE ANCHE A CHI E INVALIDO LO FANNO ANDARE DA UNA PARTE ALL'ALTRA SENZA PENSARE CHE SE E DISABILE DOVEBBRE AVERE LA VITA PIU ADATTATA AL SUO ANDIKAP SE E CON LA SEDIA A ROTELLI E UN DRAMMA PERCHE VARI UFFICI CHE DOVREBBERO AVERE STRUTTURE ADATTE PER I DISABILI MOLTE VOLTE NON FINZIONANO OGGI O VISTO UN DISABILE CHE AVEVA DIFFICOLTA AD ENTRARE NEL COLLOCAMENTO DISOCCUPATI DISABILI QUESTO E DAVVERO UNA BARZELLETTA UN DISABILE CHE NON PUO ACCEDERE AD UNA STRUTTURA CHE DOVREBBE TUTELARE IL DISABILE....MA QUESTA E LA VITA DISSE TOTò CHI A AVUTO TANTO E CHI NON A AVUTO NIENTE....MA SIMME è NAPULE PAISà ...by dioanf. ..................................................... o dio oggi un altra cosa strana che mi e successo:o dovuto andare all'asl per disdire una visita legale il dipendente che mi a fatto la disdetta non sapeva come si scriveva "disdicere" se con la lettera "c" o con la lettera "g"....e non vi dico come o fatto a trattenermi nel ridere per non essere inopportuno alla situazione che si e presentata...ecco come funzionano gli uffici pubblici in questa citta....."ma oky non ce problema perche se tutto va bene stiamo inguaiati"...AH AH AH AH ...MAMMAMIAAAAAAAA!!!!!""""" ...by dioanf.

mappa

.............................................[BY DIOANF]

domenica 31 maggio 2009

per darde










ti dono questi fiori in segno del mio amore e della mia lealta che provo per te!!.


questo e per te ,fatto da me tutto per te amore ,disegnato con la penna.





sabato 30 maggio 2009

dedica a darde


quando senti un campanello che scuilla,non essere preoccupata,e segno del mio pensiero che porto per te,ad ogni pulpitio del tuo cuore tante son le volte che in una giornata io penso a te e tutto quello che io guardo e darde!!!.


ho voglia di vederti ho voglia di abbracciarti....ma tu non ci sei e per vederti qualsiasi cosa io farei a tutto sarei disposta....purchè tu entri da quella porta ma la mia è solo un'illusione che nutro dentro il mio cuore so già che è pazzia e vorrei mandarla via Allora piango, mi dispero.....chiudo gli occhi e dico.......non può essere vero perche darde esiste.

Eduardo De Filippo


« Quando sono in palcoscenico a provare, quando ero in palcoscenico a recitare... è stata tutta una vita di sacrifici. E di gelo. Così si fa il teatro. Così ho fatto! »

(Dall'ultimo discorso pubblico al Teatro di Taormina, 1984)

Eduardo De Filippo, noto semplicemente come Eduardo (Napoli, 24 maggio 1900 – Roma, 31 ottobre 1984), è stato un attore teatrale, commediografo e regista teatrale italiano, fra i massimi del Novecento. Senatore a vita della Repubblica e Cavaliere di Gran Croce.


Biografia
Eduardo Scarpetta, padre di Eduardo De Filippo

Figlio illegittimo dell'attore e commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo (sarta teatrale), Eduardo nacque a Napoli nel quartiere Chiaia, in via Giovanni Bausan.

Crebbe nell'ambiente teatrale napoletano insieme ai fratelli Titina e Peppino, rivelando fin da giovanissimo straordinarie doti comiche. I tre fratelli lavorarono insieme negli anni venti sia nell'ambito del teatro dialettale che in quello più eterogeneo del varietà, della rivista e dell'avanspettacolo, raccogliendo quasi sempre delle ottime critiche.
Eduardo incontra Pirandello (1933)

Nello stesso tempo Eduardo compose testi di vario tipo, molti dei quali rimasti a lungo inediti: il più antico tra quelli pubblicati è Farmacia di turno che risale al 1920 e che apre la raccolta Cantata dei giorni pari. Nel 1929 i tre De Filippo passarono nella compagnia Molinari e nel 1931 Eduardo scrisse per questa impresa artistica una delle sue opere più celebri, Natale in casa Cupiello interpretando la parte di Luca Cupiello. Successivamente Eduardo fondò, raccogliendo l'adesione dei fratelli, la compagnia del Teatro Umoristico "I De Filippo", che tenne banco a teatro dal 1932 al 1944, anno in cui Peppino l'abbandonò per darsi al cinema.
Eduardo e Pulcinella (Achille Millo)

La scatenata verve comica dei tre fratelli risaliva alle forme farsesche dell'antica commedia dell'Arte, che Eduardo conosceva bene avendola studiata e non condividendone la visione che gli studiosi avevano di essa: si dimostrò, infatti, critico verso l'agiografia degli attori che ne veniva fatta.

Eduardo sentiva il bisogno di abbandonare il "provincialismo" napoletano della compagnia o, per meglio dire, di confrontarlo con le forme più prestigiose del teatro contemporaneo: fu decisivo in tal senso l'incontro casuale con Luigi Pirandello, che ebbe come conseguenze una grande interpretazione dell'opera Berretto a sonagli nei panni di Ciampa (1936) , la messa in scena di Liolà e la scrittura della commedia L'abito nuovo. .

Dopo un periodo di crisi artistica, dovuta soprattutto allo scoppio della seconda guerra mondiale e alle differenti scelte artistiche effettuate da Peppino, nel 1948 egli acquistò il semidistrutto Teatro San Ferdinando di Napoli, investendo tutti i suoi guadagni nella ricostruzione di un antico teatro ricco di storia, mentre Napoli viveva una triste stagione all'insegna della più assurda speculazione edilizia. Il San Ferdinando fu inaugurato il 22 gennaio 1954 con l'opera Palummella zompa e vola. Eduardo cercò di salvaguardare la facciata settecentesca dello stabile realizzando all'interno un teatro tecnicamente all'avanguardia per farne una "casa" per l'attore e per il pubblico. Al San Ferdinando interpretò le sue opere, ma mise in scena anche testi di autori napoletani per recuperare la tradizione e farne un "trampolino" per un nuovo Teatro.

Adottò il parlato popolare, conferendo in questo modo al dialetto napoletano la dignità di lingua ufficiale, ma elaborò una lingua teatrale che travalicò napoletano ed italiano per diventare una lingua universale. Non vi è dubbio che l'azione e l'opera di Eduardo De Filippo siano state decisive affinché il "teatro dialettale", precedentemente giudicato di second'ordine dai critici, fosse finalmente considerato un "teatro d'arte".
Eduardo e Totò

Tra le opere più significative di questo periodo meritano una citazione particolare Napoli milionaria! (1945), Questi fantasmi! e Filumena Marturano (entrambi del 1946), Mia famiglia (1953), Bene mio, core mio (1956), De Pretore Vincenzo (1957), Sabato, domenica e lunedì (1959) scritto apposta per l'attrice Pupella Maggio nei panni della protagonista.

Il teatro di Eduardo De Filippo va oltre la comicità "campana", supera i confini del teatro dialettale per diventare teatro puro e senza confini. Eduardo non abbandonò mai il suo impegno politico e sociale che lo vide in prima linea anche ad ottant'anni quando, nominato senatore a vita lottò in Senato e sul palcoscenico per i minori rinchiusi negli istituti di pena. Nel 1962 partì per una lunga tournée in Unione Sovietica, Polonia ed Ungheria dove poté toccare con mano la grande ammirazione che pubblico ed intellettuali avevano per lui.

Tradotto e rappresentato in tutto il mondo, combatté negli anni sessanta per la creazione a Napoli di un teatro stabile. Continuò ad avere successo e nel 1963 gli venne conferito il "Premio Feltrinelli" per la rappresentazione Il sindaco del rione Sanità (da cui nel 1997 sarà tratto un film interpretato da Anthony Quinn).

Del 1973 è Gli esami non finiscono mai, allestito con successo per la prima volta a Roma: tale commedia gli permise di vincere il "premio Pirandello" per il teatro l'anno successivo. Dopo aver ricevuto due lauree honoris causa (prima a Birmingham nel 1977 e poi a Roma nel 1980) nel 1981 fu nominato senatore a vita e aderì al gruppo della Sinistra Indipendente. Quando morì, la camera ardente venne allestita al Senato e fu sepolto al cimitero del Verano, dopo solenni esequie trasmesse in diretta televisiva, e dopo il commosso saluto di oltre trentamila persone.

Nel teatro italiano, la lezione di Eduardo resta imprescindibile non solo per quanto concerne la contemporanea drammaturgia napoletana (Annibale Ruccello ed Enzo Moscato) e tutta quella fascia di "spettacolarità" tra cinema-teatro-televisione che ha riconosciuto in Massimo Troisi il proprio campione; ma tracce dell'influenza di Eduardo si riconoscono anche in Dario Fo ed in tutta una serie di giovani "attautori" come Ascanio Celestini (soprattutto in merito al linguaggio) o di personalità sconosciute al grande pubblico che lavorano nell'ambito della "ricerca" (si ricordi ad esempio Gaetano Ventriglia).

Il cinema

Dal 1932 Eduardo De Filippo entrò prepotentemente anche nel mondo del grande schermo, sia come attore che come regista (ed occasionalmente anche come sceneggiatore): il suo esordio sul set avvenne con Il cappello a tre punte di Mario Camerini (1934), mentre la sua prima regia fu In campagna è caduta una stella del 1940, di cui fu anche interprete.

La passione per il cinema gli permise anche di riconciliarsi col fratello Peppino durante la malattia di quest'ultimo. Amico e collaboratore di Vittorio De Sica, per Vittorio egli inventò alcuni personaggi divertenti in alcune pellicole (Tempi nostri e L'oro di Napoli) e curò la sceneggiatura di Matrimonio all'italiana (1964), remake di Filumena Marturano, film diretto da Eduardo nel 1951 con lui e la sorella Titina protagonisti. Nel 1950 diresse e interpretò con Totò Napoli milionaria!.,
I Fratelli De Filippo

Dopo la regia di Spara forte, più forte... non capisco! del 1966 Eduardo abbandonò il cinema per dedicarsi alla TV, per la quale ripropose le sue commedie per tutto il decennio successivo e, nel 1984, l'anno della sua morte, interpretò il suo ultimo ruolo: il vecchio maestro nello sceneggiato Cuore, diretto da Luigi Comencini e tratto dal libro di Edmondo De Amicis.

Vita privata

La vita privata di Eduardo, frenetica e confusa nel periodo pre-bellico, trovò invece pace e serenità negli anni della vecchiaia.

Tre sono state le donne importanti e straordinarie nella sua vita: Doroty Pennington (una giovane e colta americana che sposò nel 1928; il matrimonio fu annullato nel 1952 con sentenza del tribunale della Repubblica di San Marino, poi convalidata anche da quello di Napoli nel 1955)[4], Thea Prandi (madre dei suoi figli Luisa e Luca, sposata il 2 gennaio 1956) e, infine, Isabella Quarantotti, scrittrice e sceneggiatrice che sposò nel 1977, dopo che da tempo si era riconciliato con Peppino.

Nel corso di pochi anni sopportò gravi lutti familiari: prima la morte della figlia Luisella, nel 1960, poi quella della moglie (da cui si era peraltro separato l'anno prima), nel 1961,[5]ed infine prima l'addio alle scene (1953) e la morte (1963) di Titina, la sorella da sempre "ago della bilancia" tra le forti personalità di Eduardo e quella di Peppino. Due anni prima aveva avuto un malore durante una rappresentazione scenica e gli fu applicato un pacemaker. Ciò comunque non gli tolse quella grande vitalità che lo contraddistinse per tutta la carriera.

louis armstrong


Louis Daniel Armstrong noto anche con il soprannome di Satchmo (New Orleans, 4 agosto 1901 – New York, 6 luglio 1971) è stato un trombettista e cantante statunitense.

Armstrong è stato molto probabilmente il più famoso musicista jazz del XX secolo. Carismatico e innovativo, al suo talento ed alla sua luminosa personalità si deve molta della popolarità del jazz, che esce dai confini della sua regione d'origine per diventare un genere musicale amato in tutto il mondo.

Armstrong raggiunse la fama inizialmente come trombettista, ma fu anche uno dei più importanti cantanti jazz, soprattutto verso la fine della sua carriera.

Biografia

I primi anni

Armstrong affermava di essere nato il 4 luglio 1900, data annotata in molte sue biografie. Sebbene sia morto nel 1971, la sua vera data di nascita venne scoperta negli anni ottanta, attraverso l'esaminazione di documenti battesimali.

Armstrong nacque in una famiglia povera a New Orleans ed era nipote di schiavi. Trascorse la sua infanzia in un sobborgo residenziale di New Orleans, conosciuto come "Back of Town". Suo padre, William Armstrong (1881-1922), abbandonò la famiglia mentre Louis era ancora neonato e se ne andò con un'altra donna. Sua madre, Mayann Armstrong (1886-1942), lasciò così Louis e la sorella Beatrice Armstrong Collins (1903-1987) alla nonna, Josephine Armstrong, e a volte allo zio Isaac. A cinque anni tornò a vivere con la madre e i suoi parenti, e rivide il padre solo in poche circostanze. Frequentò la Fisk School per ragazzi. Portava a casa pochi soldi raccogliendo carta e trovando resti di cibo che vendeva a vari ristoranti ma ciò non era abbastanza per allontanare la madre dalla prostituzione.

Armstrong crebbe nel fondo della scala sociale, in una città molto segregata ma anche appassionata del tipo di musica che ai tempi veniva chiamato “ragtime” e non ancora “jazz”. Pur avendo avuto una dura gioventù, Armstrong guardò raramente indietro a quegli anni e ne trasse ispirazione. In un'intervista Louis disse: “Ogni volta che chiudo i miei occhi per soffiare sulla mia tromba, guardo nel cuore della buon vecchia New Orleans...Mi ha dato qualcosa per cui vivere.”

Dopo essere stato espulso dalla Fisk School ad undici anni, Armstrong si unì ad un quartetto di ragazzi che avevano una vita simile alla sua e cantò insieme ad essi per le strade per avere dei soldi. Iniziò inoltre a cacciarsi nei guai.

Dapprima imparò a suonare la cornetta nella banda musicale di un riformatorio per ragazzi neri. Armstrong sviluppò la sua cornetta suonando con impegno in una band del New Orleans Home for Colored Waifs dove venne mandato molte volte per delinquenza, in particolare per un lungo periodo dopo aver dato fuoco alla pistola del patrigno durante la celebrazione per la vigilia del nuovo anno, come confermano alcuni documenti della polizia. Il professor Peter Davis insegnò disciplina ad Armstrong e lo addestrò musicalmente. Louis diventò intanto il leader della band. La Home band suonò nei dintorni di New Orleans ed il tredicenne Louis iniziò a concentrarsi sulla sua cornetta, iniziando la sua carriera musicale. A quattordici anni lasciò la Home band, andando a vivere prima col padre e la matrigna, poi di nuovo con la madre e nelle strade. Armstrong ebbe il suo primo lavoretto al dance hall di Henry Ponce’s, dove Black Benny divenne il suo protettore e la sua guida. Di notte il giovane Louis suonava la sua cornetta.

Seguiva con passione le frequenti esibizioni della banda cittadina e non perdeva occasione per ascoltare i musicisti più grandi, imparando da Bunk Johnson, Buddy Petit, Kid Ory, e soprattutto Joe "King" Oliver, il quale fu mentore e figura paterna per il giovane musicista.

Successivamente Armstrong suonò nelle bande e sui battelli di New Orleans, iniziando con la rinomata band di Fate Marable. Louis descriveva il suo periodo con Marable come "una via per l'Università," dato che gli diede molta più esperienza.

Quando Joe Oliver lasciò la città nel 1919, Armstrong prese il suo posto nella band , allora la migliore jazz band della città.

La carriera e l'ascesa

Il 19 marzo 1918, Louis sposò una ragazza del Louisiana, Daisy Parker. Adottarono un bimbo di 3 anni, Clarence Armstrong, la cui cugina, madre di Louis, morì dopo aver partorito. Clarence Armstrong era mentalmente disabile (risultato di un incidente in giovanissima età) e Louis avrebbe speso il resto della sua vita a prendersi cura di lui. Il matrimonio di Louis e Daisy fallì velocemente e si separarono. Daisy morì poco dopo la separazione.

Attraverso varie esibizioni, le abilità musicali di Armstrong maturarono. A vent'anni riusciva ora a leggere le note musicali e iniziò ad essere incluso in vari assoli di tromba, diventando uno dei primi jazzisti a riuscirci, inserendo la sua personalità ed il suo stile in essi. Imparò a creare un suono unico e iniziò inoltre a cantare nelle sue esibizioni. Nel 1922 Armstrong si unì all'esodo di Chicago, dove venne invitato dal suo mentore Joe "King" Oliver ad unirsi alla band di quest'ultimo. Avrebbe guadagnato abbastanza da non richiedere più supplementi per la sua musica con lavori di vario tipo. Ci fu un così un boom a Chicago , e la città brulicava di lavori per neri.

Nei primi anni venti la band di Oliver era la più importante di Chicago, in un periodo in cui Chicago stessa era il centro del jazz. Fu lì, nel 1923, che Armstrong incise i suoi primi dischi suonando come seconda cornetta nella band di Oliver.

Eccitato della sua vita a Chicago, iniziò a scrivere lettere nostalgiche ai suoi amici di New Orleans. La reputazione di Armstrong aumentò, tanto che venne sfidato in varie gare da persone che volevano mostrare alla gente il nuovo fenomeno. Armstrong incise i suoi primi dischi alla Gennett Records e all'Okeh Records. A quei tempi, incontrò Hoagy Carmichael (con il quale avrebbe collaborato successivamente) che gli venne presentato da Bix Beiderbecke, il quale ha la sua propria band.

Armstrong adorava lavorare con Oliver, ma la seconda moglie, la pianista Lil Hardin Armstrong, lo avvertì di cercare più guadagni e di sviluppare il suo nuovo stile lontano dall'influenza di Oliver. La presenza di Lil influenzò così l'amicizia tra Louis ed il suo mentore. Nel 1924 Armstrong ricevette un invito per andare a New York City a suonare con l'orchestra di Fletcher Henderson, la band afro-americana più famosa di quei tempi. Armstrong passò così alla tromba per lavorare meglio con gli altri musicisti. La sua influenza sul sassofonista della band può essere giudicata ascoltando le registrazioni della band durante questo periodo.

Louis si adattò rapidamente allo stile musicale di Henderson, suonando con la sua tromba e tentando perfino di suonare il trombone. Ben presto iniziò anche a cantare e raccontare storie di New Orleans.L'orchestra di Henderson suonava nei migliori luoghi frequentati da bianchi, tra cui il famoso Roseland Ballroom, con la classe di Don Redman. Perfino l'orchestra di Duke Ellington si recò a Roseland, solo per assistere alle magnifiche prestazioni del trombettista.

Durante questo periodo Armstrong fece anche molte registrazioni, organizzate da un suo vecchio amico di New Orleans, il pianista Clarence Williams; queste includevano parti suonate da piccole band jazz e dal Williams Blue Five (alcune delle migliori vedevano Armstrong collaborare con un suo "rivale" in campo di musica e serie di accompagnamenti con cantanti blues come Bessie Smith, Ma Rainey, e Alberta Hunter.

Armstrong tornò a Chicago nel 1925 per occuparsi della moglie, che voleva dare una spinta alla sua carriera e aumentare i guadagni. Lui era felice a New York ma successivamente dovette seguire ciò che gli chiedeva la moglie e lasciare l'orchestra di Henderson, che gli limitava, in qualche modo, la crescita artistica. In pubblico, pur essendo il marito modesto, lei lo definiva "il più grande trombettista del mondo". All' inizio era in realtà un membro della band di Lil e lavorava con la moglie.[9] Iniziò così a incidere a proprio nome con i suoi famosi complessi, i Hot Five e gli Hot Seven, producendo hits come "Potato Head Blues", "Muggles" (un riferimento alla marijuana), e "West End Blues". Il gruppo includeva Kid Ory (trombone), Johnny Dodds (clarinetto), Johnny St. Cyr (bangio), la moglie Lil al piano, e di solito non c'era un batterista. Lo stile di leadership di Armstrong fu molto buono per i suoi compagni della band, come disse St. Cyr in un'intervista: "Lavorare con lui era così rilassante e ha sempre dato il suo meglio."

Armstrong suonò anche col quintetto di Erskine Tate, che si esibiva di solito al Vendome Theatre. Fecero anche delle colonne sonore per alcuni film e per degli show, con versioni jazz di musica classica come “Madame Butterfly". Iniziò anche ad usare lo scat sing (dicendo però parole non sensate) e fu uno dei primi a registrarlo nel 1926. Il gruppo divenne ben presto famoso e diventò uno dei più celebri d'America. Giovani musicisti, sia neri che bianchi, erano affascinati dal nuovo tipo di jazz di Louis.

Dopo essersi separato da Lil, Armstrong iniziò a suonare al Sunset Café per Al Capone col Carroll Dickerson Orchestra che venne presto rinominato Louis Armstrong and his Stompers, con Hines (direttore musicale) al piano e John Glaser che era una sorta di manager. Hines e Armstrong divennero in seguito amici.

Armstrong tornò a New York nel 1929, dove suonò nell'orchestra del musical Hot Chocolate, scritto da Andy Razaf e dal pianista/compositore Fats Waller. Fece anche un cameo come cantante, con "Ain't Misbehavin'", la sua versione diventata poi famosissima.

Armstrong iniziò a lavorare a Harlem nel Connie's Inn, il locale notturno più famoso dopo il Cotton Club e una sorta di rifugio per Dutch Schultz. Inizialmente Armstrong ebbe anche un discreto successo con le sue registrazioni vocali, incluse versioni di famose canzoni composte dal suo vecchio amico Hoagy Carmichael. Le sue registrazioni degli anni '30 ebbero un grande vantaggio soprattutto con l'introduzione dell'RCA nel 1931 il quale aiuto molto i cantanti e i loro vari stili, come quello di Bing Crosby. La famosa interpretazione di Louis della canzone "Stardust" divenne una delle versioni più famose, grazie alle abilità vocali di Armstrong e al suo approccio nel cantare queste canzoni.

Anche la sua versione di "Lazy River" (registrata nel 1931) ebbe un discreto successo. La Depressione degli anni '30 ebbe anche un grande impatto nel mondo del jazz. Il Cotton Club chiuse nel 1936 e molti musicisti smisero di suonare. Bix Beiderbecke morì e la band di Fletcher Henderson se ne andò a pezzi. King Oliver fece alcune registrazioni ma ormai gli anni d'oro erano passati. Sidney Bechet divenne un sarto e Kid Ory ritornò a New Orleans e si mise ad allevare polli.[13] Armstrong si spostò a Los Angeles alla ricerca di nuove opportunità. Suonò al nuovo Cotton Club di LA con Lionel Hampton come batterista. Bing Crosby e molte altre celebrità divennero ospiti frequenti al club. Nel 1931, Armstrong apparve nel suo primo film, Ex-Flame. Venne in seguito condannato per possesso di marijuana ma alla fine venne solo sospeso. Tornò a Chicago nello stesso anno 1931 e suonò con altre band e orchestre. Quando Louis andò a visitare New Orleans venne accolto come un eroe e rivide i suoi vecchi amici. Fece da sponsor a una squadra di baseball locale nota come “Armstrong’s Secret Nine” e vide una mascotte ricevere il suo stesso nome. Successivamente iniziò un tour attraverso l'Europa.

Tornato negli Stati Uniti, anche lì iniziò una serie di tour che viderò però il suo agente Johnny Collins a lasciarlo sempre al verde. Collins venne in seguito licenziato. Infine, scelse Joe Glaser come suo nuovo manager e iniziò da subito ad occuparsi dei debiti e degli altri problemi che lo affliggevano. Armstrong incontrò inoltre un problema con le sue dita e le sue labbra, deformate a causa del suo modo di suonare. Iniziò così ad usare più pesso la voce e ad apparire in alcuni teatri. Apparve inoltre in un altro film, diventando una sorta di attore.

Nel 1937, Armstrong sostituì Rudy Vallee in un programma radio della CBS, diventando la prima persona di colore ad avere una parte in radio. Divorziò da Lil nel 1938 e sposò la fidanzata Alpha, con la quale avrebbe divorziato in seguito.

Nel 1943, dopo molti anni "on the road", si stabilì definitivamente a New York, nel quartiere di Queens. Sposò anche la sua quarta moglie, Lucille e continuò a sviluppare il suo stile musicale. Registrò un'altra canzone di Carmichael, intitolata Rockin' Chair. Nei trent'anni successivi, Armstrong si esibì per oltre trecento serate l'anno.

Gli All Stars

Dopo un concerto al New York Town Hall il 17 maggio 1947, che vide la collaborazione tra Satchmo e il trombettista Jack Teagarden, Joe Glaser sciolse la grande band di Pops e creò un nuovo gruppetto di sei membri formato da Armstrong, Teagarden (inizialmente), Earl Hines e altri famosi musicisti. Il nuovo gruppo venne annunciato all'apertura del Billy Berg's Supper Club.

Questo gruppetto venne chiamato All Stars' e includeva Earl "Fatha" Hines, Barney Bigard, Edmond Hall, Jack Teagarden, Trummy Young, Arvell Shaw, Billy Kyle, Marty Napoleon, Big Sid Catlett, Cozy Cole, Tyree Glenn, Barrett Deems e il percussionista filippino Danny Barcelona. Durante questo periodo Armstrong fece molte registrazioni e apparizioni in più di trenta film. Apparve inoltre nella copertina del Time Magazine il 21 febbraio 1949.

Nel 1964, registrò una delle sue canzoni più famose, "Hello, Dolly!". Il singolo scalò subito le classifiche musicali, "cacciando" i Beatles dalla prima posizione.
Un autografo di Satchmo nel muretto di Alassio

Louis Armstrong mantenne la sua agenda sempre piena fino a pochi anni prima della sua morte. Negli ultimi anni della sua vita suonò talvolta in alcuni locali e show. Fece inoltre dei tour in Africa, Europa e Asia. Non essendo più giovane, i suoi appuntamenti vennero limitati ma continuò lo stesso a suonare fino al giorno della sua morte.

Personalità

Il soprannome Satchmo o Satch è l'abbreviazione di Satchelmouth, parola che sta ad indicare il modo in cui suonava la sua tromba. Nel 1932, l'allora editore della rivista Melody Maker salutò Armstrong a Londra dicendo "Hello, Satchmo!".

Da giovane era anche conosciuto come Dippermouth. Ciò è riferito alla tendenza che aveva nel rinfrescarsi con un mestolo da un secchio d'acqua, sempre presente nello stage con la band di Joe "King" Oliver a Chicago nei primi anni venti.

Il danno provocato alla sua bocca fu causato proprio dalla pressione con cui suonava e ciò è visibile in molte sue foto degli anni venti. Per certi periodi non fu infatti in grado di suonare. Tuttavia, dopo aver messo da parte la sua tromba per un po' di tempo, migliorò il suo stile di suonare e continuò la sua carriera da trombettista. Amici e musicisti lo chiamavano affettuosamente "Pops", che è il nome con cui Armstrong si riferiva a loro, eccetto Pops Foster, che lui chiamava "George".
Satchmo nel 1953

Fu anche criticato per aver accettato il titolo di "Re degli Zulu" nella comunità afro-americana di New Orleans, un ruolo onorevole come capo del Carnevale nero ma offensivo nei confronti degli estranei, con i loro costumi tradizionali.

Armstrong era un importante supporter finanziario di Martin Luther King Jr. e di altri attivisti per i diritti civili, ma di solito preferiva lavorare silenziosamente dietro le quinte, senza mischiare i suoi ideali politici con il suo lavoro. Proprio per questo, fecero notizia le poche occasioni in cui rese pubbliche le proprie idee: l'episodio più importante in questo senso fu la violenta critica che Armstrong rivolse al Presidente Eisenhower, in occasione del conflitto tra segregazionisti e anti-segregazionisti che ebbe luogo a Little Rock, Arkansas nel 1957. In quell'occasione Armstrong definì Eisenhower "falso" e "smidollato" a causa della sua inattività; Armstrong cancellò inoltre un tour già pianificato in Unione Sovietica dichiarando che il governo statunitense poteva "andare all'inferno" per il modo in cui stava trattando i neri nel sud degli Stati Uniti, e che lui non avrebbe mai potuto rappresentare all'estero un governo che si trovava in conflitto con la gente di colore.

Era un uomo estremamente generoso, tanto che si dice che abbia donato più soldi di quanti se ne sia tenuti per sè. Armstrong curava molto anche la sua salute. Faceva l'uso frequente di lassativi segno di una cura del peso, e praticava anche programmi dietetici che definiva "Diete alla Satchmo".

Amava anche il cibo, come si può vedere nelle canzoni "Cheesecake", "Cornet Chop Suey", e soprattutto "Struttin’ with Some Barbecue". Mantenne anche una forte connessione tra la sua vita e la cucina di New Orleans, terminando le sue lettere con "Red beans and ricely yours".

Pur non avendo avuto figli amava i bambini, li intratteneva e incoraggiava i giovani musicisti. Gli piaceva anche scrivere. Scriveva costantemente anche on the road. Nei suoi scritti parlava di tutto: musica, sesso, cibo, ricordi della sua gioventù, i suoi medicinali e perfino del suo intestino.

Armstrong era anche un avido appassionato di musica. Aveva grandi collezioni dei suoi brani, incluse cassette che portava con lui anche on the road. Gli piaceva ascoltare le sue registrazioni e comparare le sue performance. Nella sua casa aveva inoltre l'attrezzatura audio più moderna.

Morte

Armstrong morì il 6 luglio 1971 per un infarto all'età di 69 anni, 11 mesi dopo aver suonato al famoso show all'Empire Room di Waldorf-Astoria. Poco prima della morte aveva detto: "Penso di aver avuto una bella vita. Non ho pregato per ciò che non potevo avere e ho avuto all'incirca tutto ciò che desideravo perché ci ho lavorato." Al momento della morte abitava nel Queens, New York City. Fu sepolto al Flushing Cemetery, Flushing, nel Queens, New York City.

I suoi funerali inclusero Governor Rockefeller, Mayor Lindsay, Bing Crosby, Ella Fitzgerald, Guy Lombardo, Duke Ellington, Dizzy Gillespie, Pearl Bailey, Count Basie, Harry James, Frank Sinatra, Ed Sullivan, Earl Wilson, Alan King, Johnny Carson, David Frost, Merv Griffin, Dick Cavett e Bobby Hackett. Peggy Lee, una delle cantanti preferiti di Louis, cantò The Lord's Prayer ai servizi.

Musica

Colleghi e duetti

Durante la sua lunga carriera ha suonato e cantato con molti cantanti e musicisti famosi, tra i quali ci sono: Jimmie Rodgers, Bing Crosby, Duke Ellington, Fletcher Henderson, Bessie Smith, e soprattutto Ella Fitzgerald.

La sua influenza su Bing Crosby è particolarmente importante: quest'ultimo ammirava e imitava Armstrong, come si può vedere in molte sue registrazioni, soprattutto nella canzone "Just One More Chance" del 1931. Il New Grove Dictionary Of Jazz evidenzia proprio questa influenza che Crosby ha ricevuto da Armstrong e descrive anche il suo modo di cantare, molto simile a quello del Satchmo.

Armstrong registrò tre album con Ella Fitzgerald: Ella and Louis, Ella and Louis Again, e Porgy and Bess for Verve Records con sessioni in collaborazione col trio di Oscar Peterson e con il batterista Buddy Rich. Le sue registrazioni Satch Plays Fats, Fats Waller, e Louis Armstrong Plays W.C. Handy degli anni '50 sono probabilmente tra le sue ultime opere più creative, ma anche stranezze come Disney Songs the Satchmo Way possono rientrare nella categoria.

Anche la sua partecipazione al musical The Real Ambassadors di Dave Brubeck è stata applaudita. Per gran parte dello show, tuttavia, le sue esibizioni sono state criticate e definite "troppo semplici" o "ripetitive".

Le hits e gli ultimi anni
Armstrong nel 1966.

Tra le canzoni più conosciute di Armstrong ricordiamo: "Stardust", "What a Wonderful World", "When The Saints Go Marching In", "Dream a Little Dream of Me", "Ain't Misbehavin'", e "Stompin' at the Savoy". "We Have All the Time in the World" venne inclusa nella soundtrack del film On Her Majesty's Secret Service di James Bond.

Nel 1964, Armstrong "cacciò" i Beatles dalla prima posizione della Billboard Top 100 con "Hello, Dolly", la quale diede al trombettista 63enne il record per essere l'artista più anziano ad avere una canzone in prima posizione.

La sua canzone del 1964, "Bout Time" venne inclusa nel film Bewitched (2005).

Armstrong si esibì anche in Italia al Festival di Sanremo del 1968, dove cantò "Mi Va di Cantare" insieme alla sua amica di origini eritree Lara Saint Paul. Nel febbraio del 1968 apparve inoltre con la sua amica in uno show della Rai, dove si esibì con la canzone "Grassa e Bella", che cantò in italiano.

Nel 1968, Armstrong fece un'ultima famosa hit nel Regno Unito, con la bellissima canzone What a Wonderful World, la quale rimase al top delle chart inglesi per un mese; tuttavia, il singolo non divenne del tutto famoso in America. La canzone venne utilizzata nel film Good Morning, Vietnam nel 1987 e scalò nuovamente molte chart in tutto il mondo. Armstrong apparve inoltre nello show di Johnny Cash il 28 ottobre 1970, dove cantò la hit "Rambling Rose" di Nat King Cole.

dire straits


Dire Straits è il nome di un gruppo musicale rock britannico fondato nel 1977 da Mark Knopfler (chitarra, voce e autore di tutti i brani[1]), David Knopfler (chitarra), John Illsley (basso) e Pick Withers (batteria).
Pur essendosi formati in un periodo decisamente caratterizzato dal punk, i Dire Straits sviluppavano un rock and roll semplice, impreziosito da influenze country, blues e jazz; si affermarono grazie a sonorità originali e fortemente riconoscibili e alla loro notevole abilità tecnica come esecutori. Agli esordi della carriera della band, i fratelli Knopfler erano soliti chiedere ai gestori dei pub in cui suonavano di poter mantenere basso il volume degli amplificatori, in modo tale da permettere agli avventori di conversare liberamente durante le loro esibizioni. Nonostante questo atteggiamento modesto e contrario agli stereotipi delle rockstar, i Dire Straits divennero molto famosi ed apprezzati nel volgere di pochi anni.

Gli esordi

L'attività della band ebbe inizio nel 1977, quando David Knopfler presentò al fratello Mark, già insegnante di inglese con alcune esperienze da musicista[2], l'amico John Illsley: i tre giovani decisero di dar vita ad un gruppo ed il progetto si concretizzò quando si unì a loro il batterista Pick Withers. Il quartetto cominciò ad esibirsi con il nome di Cafè Racers, che venne presto modificato in Dire Straits (letteralmente "terribili ristrettezze") per sottolineare con ironia il contesto di grave difficoltà economica nel quale si trovano i componenti della band in quei mesi[2].

Gli inizi furono faticosi e con scarsi riscontri di pubblico: il gruppo guidato da Mark Knopfler proponeva infatti un rock and roll classico che risultava del tutto fuori moda e in controtendenza rispetto ai canoni dell'epoca. Tuttavia, nel 1978 i Dire Straits registrarono e pubblicarono il loro omonimo album d'esordio, che passò inizialmente inosservato nel Regno Unito a dispetto della valutazione positiva della critica. Il disco, comunque, ottenne un immediato successo nel resto d'Europa (in particolare in Germania e in Olanda) e negli Stati Uniti; più tardi, nel marzo del 1979, la ripubblicazione del singolo Sultans of Swing consentì alla band di diventare discretamente famosa anche sulla scena musicale inglese. Il successivo lavoro, intitolato Communiqué (1979), mancava di un singolo d'impatto ma contribuì a consolidare la fama degli Straits come eccellenti musicisti e a perfezionare il loro stile, caratterizzato da arrangiamenti piuttosto essenziali ed incentrati sul talento chitarristico del leader Mark Knopfler.

In virtù della loro spiccata immediatezza espressiva, i primi due album dei Dire Straits sono considerati da una parte del pubblico e della critica le opere più valide della band inglese, pur essendo forse tra le meno famose.

L'evoluzione

Una prima svolta avvenne con Making Movies del 1980, che riscosse un grande successo anche in Italia (dove fu l'LP più venduto in assoluto dell'anno successivo) e in Spagna. Le influenze jazz e blues vennero leggermente attenuate per dare spazio ad arrangiamenti rock più elaborati; vennero inoltre introdotte le tastiere, suonate per l'occasione da Roy Bittan della E Street Band guidata da Bruce Springsteen. Anche le tematiche subirono un'evoluzione: i testi delle canzoni si fecero più ricercati e caratterizzati da una notevole carica poetica, quando nei lavori precedenti erano prevalentemente autobiografici e descrivevano spaccati di vita ambientati a Newcastle e Londra, le città in cui Mark Knopfler era cresciuto.

Il terzo album dei Dire Straits è tuttora ritenuto il capolavoro della band da buona parte della critica, anche perché contiene alcuni brani particolarmente apprezzati, quali Tunnel of Love e Romeo and Juliet. Tuttavia, Making Movies viene ricordato anche per la definitiva separazione tra i due fratelli Knopfler: David, infatti, decise di lasciare la band durante la registrazione in seguito ad alcuni dissapori con Mark. Al termine dei lavori venne rimpiazzato dal chitarrista anglo-californiano Hal Lindes; nel frattempo, anche Alan Clark entrò a far parte dei Dire Straits come tastierista.

Nel 1982, durante la preparazione dell'LP Love over Gold, Mark Knopfler decise di assumere temporaneamente anche il ruolo di produttore unico della band a causa di un contrasto con la casa discografica, che avrebbe preferito un taglio più commerciale per tale album. Knopfler non cedette e presentò invece un lavoro decisamente sperimentale (composto da soli cinque brani prevalentemente strumentali, tra cui il capolavoro Telegraph Road e Private Investigations), che ottenne comunque un ottimo risultato anche in termini di vendite. Qualche mese dopo la pubblicazione dell'album, il batterista Pick Withers lasciò la band per dedicarsi a tempo pieno alla musica jazz; venne sostituito da Terry Williams. Anche Mark Knopfler cominciò a lavorare su qualche progetto alternativo, come la composizione della colonna sonora per il film Local Hero, ma ciò non impedì ai Dire Straits di pubblicare l'EP ExtendedancEPlay nel 1983 e il doppio album live Alchemy nell'anno successivo.

Nonostante il successo crescente, la definitiva consacrazione per la band (a cui nel frattempo si era aggiunto Guy Fletcher, un secondo tastierista) doveva ancora arrivare.

Il culmine della popolarità

Il celebre album Brothers in Arms del 1985 fu il disco più venduto dell'intero decennio nel Regno Unito, oltre che uno straordinario successo a livello internazionale. Contiene, per di più, ben cinque singoli che scalarono le classifiche: So Far Away, Brothers in Arms, Walk of Life, Your Latest Trick e soprattutto Money for Nothing, il cui videoclip fu il primo in assoluto ad essere trasmesso da MTV in Gran Bretagna (1987). Si tratta dell'album arrangiato in maniera più mainstream, con alcune sonorità tipiche degli anni Ottanta seppure in un contesto "classico" come quello rappresentato dal rock dei Dire Straits; pertanto Brothers in Arms si può considerare un'eccezione nella produzione della band, oltre che l'album più eterogeneo composto da Knopfler fino a quel momento (l'opera infatti spazia dall'hard rock al folk, dal pop rock al jazz).

Al successo di Brothers in Arms contribuì il fatto che si trattava del primo album rock ad essere stampato su compact disc. Successivamente questa tecnologia fu, per i Dire Straits, piuttosto proficua: molti dei loro fan, stupiti dalla qualità del nuovo supporto, comprarono nel nuovo formato tutto il precedente catalogo della band. Al di là del risultato commerciale, l'album è segnalato dalla critica per l'approfondimento di temi di spessore quali l'assurdità della guerra, il destino dell'umanità e il consumismo (che era già stato pesantemente attaccato in alcuni lavori precedenti).

Nell'arco del biennio 1985-86, gli Straits intrapresero un impegnativo tour mondiale durante il quale parteciparono anche al Live Aid benefico (13 luglio 1985) a Londra; in tale occasione proposero i brani Sultans of Swing e Money for Nothing, ospitando Sting come corista. Il tour si concluse a Sydney in Australia, dove Knopfler e compagni si esibirono per ben 21 serate consecutive. In virtù di tutto ciò, i Dire Straits divennero una delle rock band più famose non solo in Europa e nei paesi di lingua inglese, ma anche in Asia e in Africa dove sono tuttora uno dei gruppi musicali occidentali più popolari ed apprezzati.

Gli anni del tramonto

Negli anni successivi, il leader Mark Knopfler, da sempre restìo a proporsi come rockstar, preferì concentrarsi su alcuni progetti da solista e sulla composizione di colonne sonore, campo nel quale era particolarmente ricercato dai produttori cinematografici. Si vociferava quindi già di uno scioglimento della band, ed in effetti l'attività dei Dire Straits venne inevitabilmente ridotta: ci fu comunque ancora spazio per un concerto allo stadio di Wembley per il 70° compleanno di Nelson Mandela nel giugno 1988 (in occasione del quale i Dire Straits suonarono con l'amico Eric Clapton) e per un ultimo album ufficiale, intitolato On Every Street e pubblicato nel 1991 (a ben sei anni di distanza da Brothers in Arms). Pur essendo stato atteso a lungo dagli appassionati di musica, On Every Street (inizialmente concepito come un album country blues, caratterizzato prevalentemente da sonorità acustiche, ma poi trasformatosi in un'opera più eterogenea) raccolse un successo nettamente inferiore rispetto ai lavori precedenti; ad ogni modo, la band partì per un altro lunghissimo tour mondiale (1991-1993), che venne documentato nell'apprezzato album live On the Night.

Nel 1995, subito dopo la pubblicazione di Live at the BBC, una raccolta di registrazioni dal vivo dei loro primi successi, i Dire Straits annunciarono il loro scioglimento senza troppo clamore, rimanendo coerenti con il loro stile privo di eccessi.

Stile ed influenze
« Mark Knopfler ha la straordinaria capacità di far emettere alla sua Schecter Custom Stratocaster dei suoni che paiono prodotti dagli angeli il sabato sera, quando sono esausti per il fatto di essere stati buoni tutta la settimana e sentono il bisogno di una birra forte. »

(Douglas Adams)

Pur avendo debuttato in piena epoca punk ed essendosi affermati negli stravaganti anni Ottanta, i Dire Straits sono sempre rimasti una band di rock and roll "all'antica", ispirata prevalentemente dalla musica blues e dalle sonorità degli anni Sessanta e perfino degli anni Cinquanta. Tra gli artisti che hanno influenzato il gruppo ed il suo leader Mark Knopfler (voce e chitarra solista), è da annoverare in primo luogo Bob Dylan per quanto riguarda la tecnica di canto, oltre a J.J. Cale, Hank Marvin, Eric Clapton e Chet Atkins per lo stile chitarristico.

Con i Dire Straits, Knopfler suona la chitarra senza avvalersi dell'ausilio del plettro, adottando una variante personalizzata della tecnica fingerpicking tipica del bluegrass e del country-blues e recuperando un'altra peculiarità della musica blues, che consiste nell'alternanza tra frasi cantate e brevi fraseggi di chitarra (detti anche fill) secondo uno schema "a domande e risposte": questo stile classico ed essenziale è alla base delle sonorità della band. La particolare tecnica di Knopfler, inoltre, genera un suono estremamente pulito che ha reso celebri ed inconfondibili i numerosi assoli di chitarra che costellano i brani della band britannica; non mancano, infine, anche elementi jazz, grazie alla presenza di pianoforte e sassofono. Tutto ciò ha fatto dei Dire Straits il gruppo ideale per il debutto della tecnologia del compact disc, che in virtù della fedeltà del suono era in grado di far risaltare le mille sfumature della loro musica.

Anche se la maggior parte delle loro canzoni sono focalizzate sull'aspetto strumentale (e per questo sono spesso di notevole durata), molti brani dei Dire Straits sono degni di nota anche per i testi (che hanno tutti come unico autore Mark Knopfler, se si escludono un paio di eccezioni[1]). Knopfler, infatti, è considerato anche un ottimo cantautore: i suoi testi migliori sono apprezzati perché molto poetici e mai banali anche quando affrontano argomenti di rilevante portata. I temi trattati sono parecchio variegati: ricorre a volte la denuncia del consumismo e del cinismo della società contemporanea, così come la condanna della guerra e della violenza; non mancano, comunque, l'amore romantico e la semplice descrizione di spaccati di vita quotidiana, in cui Knopfler dimostra la sua abilità nell'immedesimarsi nei personaggi protagonisti dei vari brani. Il leader della band, profondo conoscitore della letteratura inglese (essendo peraltro laureato in materia), porta avanti anche un recupero della tradizione letteraria, ispirandosi in questo ancora a Bob Dylan. Alcune canzoni dei Dire Straits, infatti, ricalcano le caratteristiche delle ballad medievali cantate dai menestrelli, quali la struttura metrica regolare, la rima e la presenza di dialoghi.

In generale, i Dire Straits non hanno mai tradito i loro princìpi, dimostrando una modestia e una pacatezza rare da trovare nel mondo della musica rock, come sottolineato anche dal fatto che nelle locandine dei concerti il nome della band appariva solitamente con le iniziali minuscole, nella forma dIRE sTRAITS oppure dire straits, quasi a non volersi attribuire troppa importanza. Ad ulteriore testimonianza di ciò, Knopfler e compagni hanno sempre rifiutato di farsi ritrarre sulle copertine dei loro album e si sono presentati non come delle rockstar, ma alla stregua di autentici "operai" della musica, privi dell'ambizione di incontrare i gusti di quanto più pubblico possibile e concentrati solo sugli aspetti tecnici della loro attività. Tuttavia, è da evidenziare come tale atteggiamento non abbia impedito alla band di ottenere risultati molto buoni tanto in termini di vendite quanto di gradimento da parte degli appassionati di musica.
In virtù di tutto ciò, i Dire Straits sono considerati sostanzialmente un unicum nella storia del rock, anche perché risulta piuttosto difficile attribuire loro un genere o una corrente musicale precisa.

brice lee l'arte marziale(unico nel suo stile)


Bruce Lee (cinese tradizionale, in pinyin Xiolóng li; San Francisco, 27 novembre 1940 – Hong Kong, 20 luglio[1] 1973) è stato un attore, filosofo e artista marziale statunitense, di origini cinesi.

Nato a San Francisco e cresciuto ad Hong Kong, Lee è l'attore più ricordato per la presentazione delle arti marziali cinesi al mondo non cinese. I suoi film prodotti ad Hong Kong e ad Hollywood, elevarono ad un nuovo livello di popolarità e gradimento le pellicole di arti marziali, facendo aumentare per la prima volta ed improvvisamente anche l'interesse per questo tipo di discipline in Occidente. La direzione ed il tono delle sue opere, influenzarono profondamente i film di arti marziali di Hong Kong, che fino ad allora mostravano più un senso teatrale che realistico delle scene.

Lee divenne un'icona soprattutto per i cinesi, come ritratto dell'orgoglio nazionale e per alcuni tratti nazionalistici presenti nei suoi film. Alcuni videro Lee come un modello per acquisire un corpo forte ed efficiente ed un altissimo livello di benessere fisico, sviluppando allo stesso tempo destrezza nel combattimento corpo a corpo. Nonostante il contenuto violento dei suoi film, Bruce in realtà era una persona pacifica e fermamente contraria all'uso delle arti marziali come metodo di offesa e supremazia.

Nell'occasione di quello che sarebbe stato il suo 65° compleanno (novembre 2005), una statua commemorativa è stata posata sull'Avenue of the Stars a Kowloon, in sua memoria. Nonché memoria, di colui che è stato votato "Star of the Century" dagli addetti ai lavori, del mondo del cinema di Hong Kong. Nel 1993 è stato anche onorato con una stella, sulla Hollywood Walk of Fame a Los Angeles.

La nascita

Bruce Lee nacque nell'ora mattutina del drago, fra le 5.59 - 8.00. E nell'anno del drago; il 27 novembre 1940, al Jackson Street Hospital nella Chinatown di San Francisco, Stati Uniti. Suo padre, Li Hoi-Chuen era cinese, mentre sua madre Grace di origine euroasiatica (per metà tedesca), nonché cattolica. I genitori di Lee tornarono ad Hong Kong con il neonato Bruce, quando aveva appena tre mesi.

Educazione e famiglia

All'età di 12 anni, Lee, entrò al La Salle College (scuola per ragazzi cattolici). Successivamente frequentò il S. Francis Xavier's College, finchè un giorno, da quello che doveva essere esclusivamente un confronto fra tecniche, Bruce, dopo aver ricevuto un pugno si imbestialì, pestando un ragazzo bianco. La madre del tizio denunciò il fatto alle autorità. La pessima piega intrapresa, poi, nonchè la scarsissima voglia di applicarsi nello studio, e non per ultimo il rischio che potesse rovinare la reputazione della famiglia, medio-borghese, furono tutti elementi decisivi affinchè si decidesse di 'allontanarlo'. La famiglia decise così, di mandarlo a vivere da un vecchio amico del padre, negli Stati Uniti. Tutto ciò che il giovane Lee ricevette, prima di imbarcarsi, furono 100 dollari. Fu così che Bruce partì; con un titolo di campione 'interscolastico' di boxe, e uno di campione di cha cha cha di Hong Kong. Ma dopo un breve periodo vissuto a San Francisco, si trasferì a Seattle, dove lavorò come cameriere presso Ruby Chow, altro amico del padre. Nel '62, riuscì a terminare la sua formazione di scuola superiore a Seattle, dove ricevette il diploma alla Edison Technical School. Si iscrisse così all'Università del Washington, alla facoltà di filosofia, ma abbandonò gli studi al terzo anno. Ed è li che conoscerà Linda Emery che sposerà poi, nell'agosto del 1964, in una piccola chiesa protestante. I due ebbero due figli: Brandon e Shannon Lee, nati rispettivamente nel '65 e '69.

Nomi

Inizialmente la madre chiamò il piccolo Li Yuen Kam (; Pinyin Xuànjīn li). Questo nome sarà poi abbandonato, a causa di un contrasto con il nome di suo nonno, e sostituito con Jun Fan ( Pinyin Zhènfán), che significa letteralmente “protettore di San Francisco”. Alla nascita, gli fu inoltre aggiunto un nome inglese, dalla dottoressa Mary Glover. I Li non avevano pensato ad un nome inglese per il bambino, quindi convennero con la dottoressa. Nonostante ciò il nome “Bruce” non fu mai utilizzato all'interno della famiglia, fin quando Bruce non s'iscrisse al 'La Salle' college. Inoltre a Bruce fu donato un nome femminile, Sai Fung (, letteralmente “piccola fenice"), usato soprattutto nella sua infanzia. Un ulteriore nome datogli fu Li Xiao Long (; Pinyin Xiolóng li), letteralmente “piccolo drago”, in quanto nato appunto nell'ora e nell'anno cinese del drago. Questo nomignolo ne sottolineava il carattere esuberante, che durante l'infanzia trascorsa ad Hong Kong, lo porta appunto a scontrarsi con la piccola criminalità giovanile. Fino a quando un giorno, ferito in una rissa, chiese esplicitamente ai genitori di poter imparare a difendersi per bene. La scelta cadde sulla prestigiosa scuola di Wing Chun[1] il cui maestro era Yip Man, con cui studiò per cinque anni. Da allora Bruce non abbandonò più lo studio delle arti marziali.

Arti marziali

Anche se l'introduzione di Bruce Lee, nel campo delle arti marziali, si crede sia dovuta al padre, in realtà Lee non studiò mai Thai Chi seriamente. Era uno stile che non si confaceva assolutamente alle sue caratteristiche peculiari, prima fra le quali, la sua incredibile velocità. Da lui imparò i concetti fondamentali di questa antica arte, che viene generalmente esercitata per mantenere una certa tonicità muscolare. Lee studiò assiduamente Kung Fu nello stile Wing Chun con sifu Yip Man, collaboratore ed amico di Wu ta-Ch'i (maestro di Tai Chi). All'iniziò gli studi di Bruce con Yip Man, furono affidati a William Cheung, studente di Man. Per poi continuare fino ai 18 anni, 1959, anno in cui partì per gli States. Come molte scuole di arti marziali cinesi, di quel tempo, nel corso di sifu Man, si insegnava a studenti di rango elevato. Uno degli studenti di maggior livello fu Wong Shun-Leung. Si ritiene che Wong abbia avuto una grande influenza, sull'allenamento di Lee. Bruce in realtà era attratto da qualsiasi disciplina da combattimento, tanto che si allenò anche nel pugilato occidentale, vincendo nel 1958, il titolo interscolastico di boxe. Battè il tre volte campione, Gary Elms, con un k.o. al terzo round. Ma prima di arrivare in finale contro Elms, Lee, aveva battuto tre boxer al primo round. Imparò rudimenti di scherma occidentale dal fratello minore Peter Li, che all'epoca era campione di scherma. Questo approccio a 360°, distinse via via sempre più Lee, da ogni altro praticante marziale, tanto che più tardi, nel 1966, decise di dare un nome al suo 'stile senza stile'; Jeet Kune Do.

Campionato internazionale di Long Beach del 1964

Su invito di Ed Parker, suo grande amico, Lee si esibì nel primo Campionato internazionale di karate, tenutosi a Long Beach il 2 agosto del 1964. L'esibizione incluse varie dimostrazioni, tra le quali, le celeberrime flessioni su sole due dita di una mano (pollice ed indice). Nello stesso evento, si esibì anche nel suo incredibile “pugno a un pollice”, detto anche 'one inch punch'. Bruce creò scalpore con questa dimostrazione, per l'impressionante potenza che riusciva ad imprimere al colpo, senza apparente sforzo. Molte fonti riportano che uno dei 'segreti' dell'one inch punch, sta nello scatto finale all'insù, del pugno. Si tratta invece di pura e semplice fisica applicata; ovvero il principio della velocità del fulcro maggiore che a parità di velocità di rotazione, induce al fulcro con minor diametro, una maggiore velocità relativa. Come ben specificato dallo stesso Lee nei suoi appunti. L'azione è la seguente: un volontario si offre e posiziona frontalmente, in piedi, reggendo con le mani un piccolo cuscinetto protettivo all'altezza del plesso solare. Onde proteggere (per quanto possibile), il punto dove il pugno andrà ad impattare. Lee si posiziona trasversalmente, con il piede arretrato (il sinistro) nel suo caso, che poggia sui soli metatarsi. L'azione è fulminea, esplosiva, ed è tutto qua la spiegazione della straordianria potenza di Lee. Bruce in una frazione di secondo, imprime spinta e rotazione che si propagano attraverso l'intera linea del corpo: dalla gamba arretrata, ai fianchi, al torso, la spalla, e l'estensione fulminea finale del braccio. Il corpo fa perno unicamente sul piede avanzato, il destro. La potenza che ne scaturisce, dipende unicamente, e ripeto 'unicamente', dall'abilità del praticante. Lee nonostante al tempo pesasse pressappoco 60 kg, sferrava questo pugno con una potenza devastante, scaraventando spesso all'indietro ed a terra il volontario. Uno dei volontari fu Bob Baker (il russo di 'Fist of fury') di Stockton, California. Divenuto poi suo grande amico, disse a Bruce di non fare più questo tipo di dimostrazione, ricorda: «Dopo quella dimostrazione dovetti restare a casa: non andai a lavorare, poiché il dolore nel mio petto era insopportabile». In occasione della dimostrazione di Long Beach, Lee conobbe anche il campione di karate Chuck Norris, che come si evince dal personale diario di training di Lee, prese da Bruce lezioni, a cavallo fra il '68 ed il '69. Norris ebbe a dire più volte: "quando ti allenavi con lui, comprendevi quanto la tua preparazione fosse limitata".

Campionato internazionale di Long Beach del 1967

Bruce Lee fece la sua apparizione anche al Campionato internazionale di Long Beach del 1967 (30 luglio) e si esibì in diverse dimostrazioni, incluso il famoso «pugno inarrestabile» con il campione del mondo di karate USA Vic Moore. Bruce annunciò a Vic Moore che gli avrebbe tirato un pugno dritto in faccia e tutto quello che doveva fare Moore era bloccarlo. Lee fece diversi passi indietro e chiese a Moore se fosse pronto. Quando Moore annuì, Bruce scattò verso di lui finché non fu all'interno del raggio sufficiente per colpire. Poi tirò un pugno direttamente al volto di Moore e si fermò prima dell'impatto. In otto tentativi, Moore non riuscì a bloccare neanche un pugno.

Jeet Kune Do

Nel diario di Lee, pagina dell'8 gennaio 1967: per la prima volta compare il nome Jeet Kune Do. Nel serial televisivo che aprì la stagione del 1971, Longstreet, a cui partecipò, James Franciscus il protagonista in uno degli episodi, chiede a Lee: “Come chiami ciò che stai facendo?”. Bruce spiega a Franciscus che il nome dato, al suo approccio personale alle arti marziali è: Jeet Kune Do.

Abilità e problemi

Efficienza fisica

Bruce Lee si rese conto che diversi artisti marziali dell'epoca non impiegavano abbastanza tempo per lo sviluppo della propria condizione fisica. Al contrario, Lee incluse nel suo allenamento tutti gli elementi di fitness, forza e resistenza muscolare, resistenza cardiovascolare e flessibilità. Utilizzò le tecniche tradizionali del Body building per formare muscoli corposi e massa. Tuttavia, fu sempre attento nel sottolineare quanto la preparazione mentale e spirituale fossero fondamentali per il successo dell'allenamento fisico e nella pratica delle arti marziali. Nel suo libro Tao of Jeet Kune Do scrisse: L'allenamento è una delle fasi più trascurate dagli atleti. Troppo tempo è donato allo sviluppo della pratica e troppo poco allo sviluppo della persona per la partecipazione. Jeet Kune Do, sostanzialmente, non è una materia dalle tecniche banali ma di alto sviluppo mentale e fisico..

Il programma di sollevamento pesi a cui Lee fece riferimento durante il suo soggiorno ad Hong Kong nel 1965, a soli 24 anni, diede molto vigore alle sue braccia. A quel tempo poteva sollevare con le braccia da 30 a 35 Kg per tre serie da otto ripetizioni, insieme ad altri tipi di esercizi, come piegamenti, flessioni ed altri ancora. Le ripetizioni che effettuava a quel tempo erano da sei a dodici per esercizio. Nonostante lo scopo principale di quest'allenamento fosse aumentare la velocità della contrazione e della distensione muscolare. Lee, per massimizzare la propria abilità fisica, praticò diverse tipologie di allenamenti ed esercizi, tra cui lo Skipping che effettivamente servì al suo obiettivo di allenamento e di Body building.

Lee credeva che quello dei muscoli addominali fosse uno dei più importanti gruppi muscolari per i praticanti di arti marziali, poiché quasi ogni movimento richiede un certo grado di lavoro addominale. Per di più, gli addominali sono come un guscio che protegge le costole e gli organi vitali. Si allenava dunque ogni mattina dalle 7.00 alle 9.00, praticando esercizio addominale, di flessibilità, sessioni di corsa, per poi riprendere dalle 11.00 alle 12.00. Lee allenava spesso la propria resistenza andando in bicicletta. Un tipico esercizio era correre per una distanza da due a sei miglia in un tempo dai 15 ai 45 minuti, durante il quale variava la sua velocità e con intervalli da 3-5 minuti. Lee percorreva l'equivalente di 10 miglia in 45 minuti di bicicletta. Qualche volta, dopo essere andato in bicicletta, si esercitava con la corda. Spesso faceva anche esercizi per temprare la pelle delle sue mani, tra cui lo spingerle di forza in secchi colmi di pietre e ghiaia.

Fisico

Con il suo continuo dedicarsi al fitness, Bruce riuscì ad avere un fisico ammirato da alcuni dei nomi più importanti della comunità di body-building. Joe Weider, il fondatore di Mr. Olympia, parlò del fisico di Bruce come «il più definito che io abbia mai visto». Alcuni importanti competitori di body-building hanno indicato Lee per la maggiore influenza sulle loro carriere, inclusi Flex Wheeler, Shawn Ray, Rachel McClish, Lou Ferrigno, Lee Haney, Lenda Murray e il sei volte campione di Mr. Olympia Dorian Yates. Anche Arnold Schwarzenegger fu influenzato da Bruce, e disse del suo corpo: «Bruce Lee aveva… Voglio dire… Un fisico molto definito. Aveva pochissimo grasso corporeo. Voglio dire, probabilmente aveva uno dei più bassi totali di grasso corporeo di ogni atleta. E credo che è per questo che sembrava così credibile». Un dottore che una volta conobbe Lee affermò che era «muscoloso come uno scoiattolo e animoso come un cavallo». È risaputo che Lee, nella sua vita, aveva collezionato più di centoquaranta libri sul body-building, allenamento con i pesi e fisiologia. In modo da allenare specifici gruppi di muscoli, egli creò anche parecchi progetti originali per la sua attrezzatura personale e il suo amico George Lee la costruì con le apposite specificazioni.

Prestazioni fisiche

La sua preparazione fisica fece sì che fosse capace di esibirsi in alcune eccezionali prestazioni. La lista seguente parla delle prestazioni che sono documentate e supportate da fonti affidabili.

* La velocità di estensione, del pugno di Lee, nel colpire da un metro di distanza raggiunse i cinque centesimi di secondo.
* In alcune dimostrazioni, grazie al “pugno a un pollice”, Bruce riuscì a scaraventare all'indietro il volontario, anche per alcuni metri.
* Bruce riusciva a fare flessioni anche usando semplicemente i suoi pollici.
* Bruce poteva mantenere un'elevata posizione a “v” per circa trenta minuti.
* Bruce si esibiva spesso in alcune flessioni su un solo braccio, usando solo il pollice e indice della mano destra .
* In un film che è stato doppiato “Dragon flag”, Bruce alzò le gambe con le sue sole spalle restando sul margine di una panchina e sospendendo le sue gambe e il torso perfettamente in orizzontale a mezz'aria .

Bruce Lee era in grado di reggere un bilanciere con un carico di 35 kg tenendolo perfettamente diritto davanti a se con le braccia tese.

Problemi

Bruce Lee cercò sempre di migliorarsi, sia dal punto di vista mentale che fisico. Si allenava sei giorni su sette, dedicando spesso la domenica a sedute di pugilato. Ogni qualvolta raggiungeva un livello, se ne prefigeva uno ancora più alto. Ma il 13 agosto del 1970, a causa di un errato preriscaldamento dei muscoli, in un allenamento di sollevamento pesi, subì un grave infortunio: gli esami clinici mostrarono un serio stiramento al quarto nervo sacrale, nella parte inferiore della schiena. I medici consigliarono Lee, di restare a letto tutto il giorno, per un periodo di almeno sei mesi. Inoltre annunciarono fermamente, che non avrebbe più potuto praticare arti marziali. Lee osservò scrupolosamente il riposo, ma non riusciva ad impedirsi di pensare. Chiese così a Linda di comprargli dei contenitori e cartoncini. Li riempì con una gran mole di appunti, che costituiscono per la maggiore il materiale contenuto nei libri, scritti da John Little. Che, come sostiene lui stesso, non ha apportato modifiche personali a nessuno degli scritti, ma solo riordinati in modo coerente. Dopo un certo periodo di riposo in cui si spostava solo fra il letto, e la scrivania, Lee decise di iniziare a tastare nuovamente il terreno, progressivamente. Aveva precedentemente acquistato, sopratutto in Canada, una gran mole di libri che trattavano un po di tutto: dalle religioni alla riabilitazione, alla filosofia a qualsiasi arte da combattimento. Non era tipo da lasciarsi abbattere, e se non potè allenare il suo corpo, allenò la mente. In questo lasso di tempo, che rappresenta sicuramente il periodo più buio nella vita di Bruce, progredì moltissimo nella comprensione e nell'approccio alle arti marziali, tanto che quando fu rimesso risultò ancora più in gamba di prima. Restò molto colpito nelle sue letture, dalla filosofia e scritti di Jiddu Krishnamurti. Egli sosteneva che la verità si trova all'interno di ciascun individuo, e che solo con la contemplazione di sé stessi, è possibile trovare un motivo per andare avanti, nonchè la fiducia in sé stessi. Nell'arco dei successivi sei mesi, Lee riuscì a recuperare la sua agilità e velocità, oltre alla sua potenza; nonostante ciò, la zona lesionata continuò a tormentarlo fino alla fine dei suoi giorni.

Attore

Il debutto cinematografico
Statua di Bruce Lee a Hong Kong

Il suo debutto nel mondo del cinema molto prolifico di Hong Kong avviene molto presto: ha addirittura solo tre mesi d'età quando fa la parte del neonato nel film Golden Gate Girl (1941). Fra i 6 ed i 17 anni partecipa a ben 16 pellicole, anche se il primo film di un certo riguardo lo interpreta a 18 anni: si tratta di The Orphan (Ren hai gu hong, 1958, ma distribuito solo due anni più tardi), un film che tratta l'argomento della criminalità giovanile.

Mentre Bruce era negli Stati Uniti abbandonò ogni idea di un film sulle arti marziali. Tuttavia, il produttore di “Batman”, William Dozier, quando il suo parrucchiere gli raccomandò Bruce Lee dopo aver visto la sua dimostrazione nel torneo “Long beach karate” del 1964, lo invitò per un'audizione, durante la quale impressionò il produttore con le sue dimostrazioni veloci sulle arti marziali e si aggiudicò un posto interpretando Kato accanto a Van Williams nella serie TV Il calabrone verde. Lo spettacolo sarebbe durato solo per una stagione (1966-1967). Interpretò Kato anche in tre episodi della serie “Batman” che era prodotta dalla stessa compagnia del Calabrone verde. La serie non ha grande successo in patria e ne viene girata una sola stagione (26 episodi).

Seguirono apparizioni da caratterista, nelle serie televisive: Ironside e Here come the brides. Nel 1969 Lee, fece anche la sua prima apparizione in un film americano: L'investigatore Marlowe. Dove interpreta il ruolo di un killer, assunto per intimidire il detective privato, Philip Marlowe. Nel 1971 apparve in quattro episodi della serie TV Longstreet, nella quale interpretava l'istruttore di arti marziali del personaggio che da il nome alla serie: Mike Longstreet. Bruce ebbe anche l'idea di una sua serie televisiva chiamata Il guerriero. L'idea di Lee fu più tardi nel tempo, rielaborata, e chiamata Kung fu. Il ruolo del monaco nel selvaggio west, ambito da Lee, fu dato a David Carradine poiché il colosso cinematografico americano era convinto che un Cinese, nel ruolo di protagonista, non avrebbe mai potuto catturare l'attenzione del pubblico americano.

Il successo

Lee interpretò il suo primo ruolo da protagonista in (The Big Boss, 1971), (Il furore della Cina colpisce ancora). Ebbe un enorme, incredibile successo ai botteghini di tutta l'Asia, e lo catapultò verso la celebrità. Arrivò come star nel film Dalla Cina con furore (Fist of Fury, 1972), che fu un altro grandissimo successo. Fondò poi una propria casa di produzione: la Concord Production, al 50% col boss della Golden Harvest Raymond Chow. Sotto tale egida co-produsse, scrisse, diresse e interpretò L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente (The Way of the Dragon, 1972). Nell'Urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente, Lee introdusse Chuck Norris come suo rivale, nella scena dello scontro finale nel Colosseo. In realtà Lee e Norris avevano già lavorato assieme qualche anno prima ad Hollywood, sul set del film Missione compiuta... (The wrecking Crew, 1969), il primo come "Karate Advisor" ed il secondo come stuntman. Il loro duello nel Colosseo divenne il combattimento di arti marziali più celebre nella storia del cinema, richiese tre giorni di riprese e venti pagine di minuziose descrizioni in sceneggiatura. Fu filmato in esterni al Colosseo, ma il duello vero e proprio venne realizzato negli studi Golden Harvest in Hong Kong.

Verso la fine del '72, mentre stava già lavorando al progetto di 'The game of death', la Warner gli offrì il ruolo di protagonista in I tre dell'Operazione Drago, (Enter the Dragon, 1973). Era l'occasione che Lee attendeva da sempre, il poter diventare una stella a livello mondiale. Questo sarebbe, e fu il film, che lo consacrò come divo internazionale. Ne fu non solo protagonista, ma coreografo di tutti i combattimenti e coproduttore con la sua Concord Production. Sfortunatamente, il destino pose fine alla giovane vita di Lee appena qualche mese dopo la fine delle riprese, circa un mese prima che il film fosse distribuito nelle sale. Data fissata per la prima U.S.A. l'agosto '73. Sul set de I tre dell'Operazione Drago, Lee, fu sfidato numerose volte da uno stuntman, che cercava di farsi un nome su di lui. Battè facilmente l'avversario e da allora il tipo non infastidì più Bruce.

I tre dell'Operazione Drago divenne uno dei più importanti film dell'anno, fu il secondo maggior incasso della Warner Bros. dopo L'Esorcista, e consolidò l'immagine di Bruce Lee come leggenda delle arti marziali. Costò solo 850.000 dollari nel 1973, un budget ridicolo per gli standard americani: tenendo conto dell'inflazione, circa 3,74 milioni di dollari attuali.[9] Incasso oltre 8 milioni di dollari in prima edizione, e tra riedizioni in tutto il mondo si calcola abbia incassato, ad oggi, circa 100 milioni di dollari. Sancì l'apice della moda delle arti marziali, lanciata pochi mesi prima dal successo di 5 dita di violenza (King Boxer, con la star di Hong Kong Lo Lieh); moda che avrebbe portato nel 1975 al successo della canzone pop Kung Fu Fighting cantata da Carl Douglas. I tre dell'Operazione Drago, partito come semplice "istant-movie" per sfruttare la moda del kung-fu, ha dimostrato una reputazione duratura ed è cresciuto negli anni come massimo esempio del genere anni '70, al punto che il Los Angeles Times (che lo aveva stroncato all'epoca) lo rivalutò definendolo nel 1993 "Il Via col vento del genere kung-fu". Nel 1998 fu brevemente rieditato nei cinema americani in edizione restaurata, e una copia è conservata al Congress Library degli USA.

"Morte accidentale"
Tomba di Bruce Lee a Seattle

Il 10 maggio 1973 si verificò un segno premonitore: Bruce ebbe un collasso negli studi Golden Harvest mentre procedevano con il doppiaggio de I tre dell'Operazione Drago. Fu colto da vomito, febbre altissima, nonché forti convulsioni che interessavano tutto il corpo. Immediatamente trasportato all'ospedale più vicino, il dott. Wu in particolare (neurochirurgo) riscontrò che era in corso un edema cerebrale. Gli fu somministrato prontamente del Manithol, un medicinale atto a ridurre il gonfiore al cervello, e Bruce sopravvisse. Il giorno della morte, stranamente, Bruce non accusò nessun sintomo ricollegabile al precedente collasso avuto a maggio. Doveva cenare in un ristorante con l'attore George Lazenby. Bruce incontrò il produttore alle 14.00 a casa per discutere riguardo al film Game of death. Lavorarono fino alle 16.00 e poi andarono insieme a casa di Betty Ting Pei, attrice taiwanese. I tre controllarono la sceneggiatura e, visto che Lee disse di non sentirsi ancora bene, Chow se ne andò per primo all'appuntamento.

Per alleviare l'emicrania di Lee, Ting Pei gli diede un potente analgesico ora proibito, l'Equagesic, contenente sia aspirina che meprobamato. Alle 19.30 circa, Bruce si coricò in camera di Betty. Chow, non vedendo arrivare i due, telefonò a Betty, che per tutta risposta disse di non riuscire a svegliare Lee. Chow si precipitò nell'appartamento, e dopo vari tentativi di soccorso Betty chiamò il proprio medico personale, che accorso passò dieci minuti nel cercare di rianimarlo, inutilmente. Fu deciso così di trasportarlo immediatamente in ospedale con l'ambulanza, al Queen Elizabeth Hospital. Non c'erano ferite esterne visibili; tuttavia, il suo cervello mostrava gli inconfondibili segni dell'edema acuto che lo uccise nel sonno. Il suo cervello, che mediamente in un adulto pesa attorno ai 1400 grammi, ne pesava 1575 (un aumento del 13%). Bruce aveva solo 32 anni. Le uniche due sostanze trovate durante l'autopsia, nello stomaco e colon, furono i due componenti dell'Equagesic e irrisorie quantità di cannabis. Il 15 ottobre 2005, Chow dichiarò che Lee morì per un'ipersensibilità al rilassante del muscolo contenuto nell'Equagesic (il meprobamato). Il meprobamat è un ingrediente molto comune negli antidolorifici. Quando i dottori annunciarono ufficialmente la morte di Bruce Lee, fu dichiarato dal dott. Langford che era morto per una reazione allergica, ad uno o ad entrambi i componenti dell'Equagesic. Il verdetto finale fu di: “morte accidentale”.

Un'altra teoria, non ufficiale, dice che Bruce morì per una reazione della combinazione Equagesic-cannabis[senza fonte], all'epoca consumata sotto forma di hashish. Il dottor Wu suggerì che, come conclusione del referto ufficiale sulla morte, Lee dovesse essere ipersensibile a quel farmaco o all'hashish e che il ruolo della cannabis non poteva interamente essere escluso. Ad aiutare la teoria di Wu fu il fatto che, durante il primo collasso, nel corpo di Bruce non c'era traccia di Equagesic. Sia noto che in medicina l'uso di cannabis è ammesso come antinfiammatorio, seppur in razioni limitate. Le cause della morte di Lee sono ancora oggi fra gli appassionati e i milioni di suoi fan, in tutto il mondo, oggetto di discussione. Lo stato da icona e la morte inusuale di Lee in giovane età condusse diverse persone a sviluppare le più fantasiose teorie sulla sua improvvisa morte, alcune delle quali sono state citate in un numero speciale (almanacco) di Martin Mystère, uscito nel 1993 e dedicato all'Estremo Oriente.

Dopo la morte di Bruce, Linda tornò nella sua città natale Seattle e seppellì suo marito nel lotto 276 del cimitero di Lakewiew. Suo figlio Brandon Lee oggi gli è sepolto a fianco. Tra i portatori della bara, al secondo funerale (dopo quello di Hong Kong), tenutosi in forma strettamente privata a Seattle, c'erano Steve McQueen, James Coburn, Chuck Norris, Dan Inosanto, Taky Kimura, Peter Chin e il fratello minore di Lee, Robert.

Un' altra ipotesi della morte è una Maledizione, se lui avesse insegnato agli altri le sue Arti Marziali sarebbe morto. Parole del suo insegnante.

L'ultimo combattimento di Chen

Due anni dopo la morte di Bruce Lee, il regista Lin Ping dirige Good Bye Bruce Lee (Yung chun ta hsiung, 1975) utilizzando il più somigliante dei "sosia" del grande attore: l'atletico Ho Chung Tao (nome d'arte: Bruce Li). La storia riprende le idee che Bruce aveva per il suo The Game of Death, rimaneggiandole e privandole dell'aspetto filosofico che più stava a cuore all'attore. È solo uno delle decine di film speculanti su Lee ed interpretati da una pletora di sosia tra Hong-Kong e Taiwan.

Nel 1977 la casa cinematografica che possiede i diritti del materiale girato di The Game of Death decide di sfruttare l'enorme successo e notorietà che la morte di Bruce sta suscitando in giro per il mondo. Affida così al regista Robert Clouse, che ha già diretto I tre dell'Operazione Drago, un progetto particolare: prendere il materiale girato dall'attore prima della morte, rimaneggiarlo e farne un film. Esce così nel 1978 L'ultimo combattimento di Chen (Game of Death).

Le scene di arti marziali aggiunte sono coreografate dall'allora esordiente Sammo Hung, vengono richiamati alcuni attori amici di Bruce Lee, come il maestro Dan Inosanto, e per finire vengono scelti ben tre attori diversi per interpretare le parti mancanti del film. Malgrado l'operazione commerciale sia di dubbio gusto, riscuote molto successo e l'esempio viene seguito da altri.

Nel 2000 però, 22 anni dopo, il regista e scrittore John Little ritrova il materiale originariamente girato da Bruce Lee prima di morire. Detto materiale, giaceva dimenticato negli archivi di una casa cinematografica. Il regista decide così di rimasterizzare il materiale trovato, e di montarlo, seguendo le indicazioni che lo stesso Bruce Lee aveva lasciato. Per completare il lavoro, fa recitare ad alcuni attori le parti mancanti, ed aggiunge alcune interviste a persone che avevano conosciuto l'attore in vita. Il risultato è un film-documentario, Bruce Lee: la leggenda (Bruce Lee: A Warrior's Journey), che tenta di rendere onore dopo tanti anni all'ultimo lavoro di Bruce Lee. Quello che si sarebbe potuto considerare il suo testamento spirituale se ne avesse fatto un film vero; la natura homevideo di "Bruce Lee-La Leggenda", lo colloca invece in un contesto di revival generale, che vede proliferare documentari e libri. Sovente esclusivamente operazioni di puro marketing.

I film-biografia

L'enorme clamore provocato dalla morte improvvisa dell'attore, ha creato numerosissimi film-biografia diversissimi fra di loro: ognuno vorrebbe raccontare come "veramente" sono andati i fatti.

Nel 1976 l'attrice Betty Ting Pei, nella cui casa è deceduto tre anni prima Bruce Lee, appare in un film biografico sul suo rapporto con l'attore. Esce così Io... Bruce Lee (Lei Siu Lung jyu ngo, 1976), nel quale l'attrice dichiara apertamente la sua storia d'amore con Bruce Lee. Inoltre il film è un grido di disperazione dell'attrice contro tutti quelli che l'hanno accusata di aver sfruttato la morte dell'amante per far parlare di sé. La parte di Bruce è interpretata da Danny Lee (Li Siu Hsien, in seguito star del poliziesco made in Hong Kong in numerosi film tra cui The Killer di John Woo).

Nel 1978 esce Bruce Lee Supercampione (Li Hsiao Lung chuan chi) di Ng See Yuen (il più giovane regista del kung-fu anni '70) con Ho Chung Tao nel ruolo di Bruce Lee. Nel film l'attore viene dipinto con un carattere forte ai limiti del "teppismo", prestandosi facilmente alla lotta ed alla violenza: tutto all'opposto della realtà. Un pregio del film è quello di ripercorrere tutti i luoghi dove Bruce Lee ha girato i suoi film, ed in molti casi usando le stesse comparse (nella parte romana appaiono gli stuntmen Cianfriglia e Nicola Di Gioia, all'epoca attivi nel poliziesco e nel western, nonché Roberta Ciappi, stellina vista anche in I padroni della città di Fernando di Leo). Da notare infine come nel film si faccia solo un veloce accenno alla moglie Linda ed ai figli di Bruce.

È del 1993 la trasposizione cinematografica del romanzo di Linda Lee del 1989, Dragon: la storia di Bruce Lee. Linda racconta la storia del marito aggiungendo però molto romanticismo ed un punto di vista soggettivo: al contrario di Bruce Lee Supercampione, il ruolo di Linda nella storia è predominante. Il film vede Jason Scott Lee vestire i panni del campione. L'attore, digiuno di arti marziali, è stato scelto dal regista Rob Cohen perché, a sua detta, è più facile insegnare un minimo di arti marziali ad un attore che insegnare recitazione ad un artista marziale; la persona che ha addestrato Jason Scott Lee nel Jeet Kune Do è Jerry Poteet uno degli allievi originali di Bruce Lee. Da notare come nel film appaia, nella piccola parte di una cantante in una festa, Shannon Lee, la figlia di Bruce e Linda.

A partire dagli anni Ottanta e poi nei Novanta, una fioritura in tutto il mondo di libri su Bruce Lee ha contribuito a rinverdirne il mito. Negli Stati Uniti, indefesso divulgatore dell'opera di Bruce Lee è John Little, film-maker e scrittore. In Italia è stato lo sceneggiatore, scrittore e saggista Lorenzo De Luca autore dei primi libri in lingua italiana non solo su Lee ma sul fenomeno del cinema di Arti Marziali, che hanno contribuito divulgare non solo il Piccolo Drago, ma anche gli allora misconosciuti Jackie Chan, Sammo Hung e Lau Kar Leung, presso una nuova generazione di fans italiani. De Luca è stato anche regista di Dragonland (2008), il primo documentario made-in-Italy sul cinema di Arti Marziali, nel quale appaiono numerosi personaggi che conobbero Lee (Lau Kar Leung, Sergio Martino, Gordon Liu, Malisa Longo e numerosi altri), ed è anche il solo filmmaker italiano a godere di un certo riconoscimento presso le star del Kung-Fu, Gordon Liu e Jackie Chan in primis.

"La leggenda di Bruce Lee" è una serie televisiva proveniente dalla Cina. Consta di 30 episodi da 47 minuti l'uno e va in onda sul canale Rai 4 a partire dal 4 aprile 2009. Si tratta della biografia televisiva dell’indimenticabile artista marziale cino-americano Bruce Lee,trasmessa dalla televisione di Stato cinese CCTV in occasione delle Olimpiadi del 2008. Danny Chan Kwok-kwan, già interprete di film come Shaolin Soccer e Kung Fusion, veste nel telefilm i panni di Bruce Lee in un’ottima prova interpretativa sostenuta da un’eccezionale preparazione atletica. Il racconto della serie prende avvio dalla seconda metà degli anni Cinquanta, quando a Hong Kong il giovane Bruce Lee inizia ad accostarsi all’arte del kung fu.