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LAVORI IN CORSO BLOG IN ALLESTIMENTO.

PER CONTINUARE A VIVERE E MOLTO DURA IN QUESTO PAESE NON FUNZIONA QUASI NIENTE LA BUROCRAZIA COLPISCE ANCHE A CHI E INVALIDO LO FANNO ANDARE DA UNA PARTE ALL'ALTRA SENZA PENSARE CHE SE E DISABILE DOVEBBRE AVERE LA VITA PIU ADATTATA AL SUO ANDIKAP SE E CON LA SEDIA A ROTELLI E UN DRAMMA PERCHE VARI UFFICI CHE DOVREBBERO AVERE STRUTTURE ADATTE PER I DISABILI MOLTE VOLTE NON FINZIONANO OGGI O VISTO UN DISABILE CHE AVEVA DIFFICOLTA AD ENTRARE NEL COLLOCAMENTO DISOCCUPATI DISABILI QUESTO E DAVVERO UNA BARZELLETTA UN DISABILE CHE NON PUO ACCEDERE AD UNA STRUTTURA CHE DOVREBBE TUTELARE IL DISABILE....MA QUESTA E LA VITA DISSE TOTò CHI A AVUTO TANTO E CHI NON A AVUTO NIENTE....MA SIMME è NAPULE PAISà ...by dioanf. ..................................................... o dio oggi un altra cosa strana che mi e successo:o dovuto andare all'asl per disdire una visita legale il dipendente che mi a fatto la disdetta non sapeva come si scriveva "disdicere" se con la lettera "c" o con la lettera "g"....e non vi dico come o fatto a trattenermi nel ridere per non essere inopportuno alla situazione che si e presentata...ecco come funzionano gli uffici pubblici in questa citta....."ma oky non ce problema perche se tutto va bene stiamo inguaiati"...AH AH AH AH ...MAMMAMIAAAAAAAA!!!!!""""" ...by dioanf.

mappa

.............................................[BY DIOANF]

giovedì 14 maggio 2009

aldo moro martire della politica italiana.


Aldo Moro (Maglie, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978) è stato un politico italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri e presidente del partito della Democrazia Cristiana.

Venne rapito il 16 marzo 1978 ed ucciso il 9 maggio successivo da appartenenti al gruppo terrorista denominato Brigate Rosse.

Moro era considerato un mediatore tenace e particolarmente abile nella gestione e nel coordinamento politico delle numerose "correnti" che agivano e si suddividevano il potere all'interno del suo partito.

Fu un convinto assertore della necessità di un centrosinistra, da raggiungersi in forma di coalizione politica. Per questa sua scelta politica fu osteggiato da più parti.
Il sequestro [modifica]
Per approfondire, vedi le voci Cronaca del sequestro Moro e Caso Moro.
La celebre foto del Presidente Moro sequestrato dalle BR

Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, guidato da Giulio Andreotti, la Fiat 130 che trasportava Moro, dalla sua abitazione nel quartiere Monte Mario alla Camera dei Deputati, fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse all'incrocio tra via Mario Fani e Via Stresa. In pochi secondi, i terroristi uccisero i 5 uomini della scorta (Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Jozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.

Alla notizia del suo rapimento per mano delle Brigate Rosse, il Cardinale Giuseppe Siri a chi gli dava la notizia dirà: "Ha avuto ciò che si meritava" [14], frase che colpisce in un prete, soprattutto se si pensa che Siri fu più volte vicino all'essere eletto Papa.

Morte e sepoltura [modifica]

Dopo una prigionia di 55 giorni nel covo di via Montalcini[15], il cadavere di Aldo Moro fu ritrovato il 9 maggio nel baule posteriore di una Renault 4 rossa a Roma, in via Caetani, emblematicamente vicina sia [16] a Piazza del Gesù (dov'era la sede nazionale della Democrazia Cristiana), sia a via delle Botteghe Oscure (dove era la sede nazionale del Partito Comunista Italiano).

Fu Papa Paolo VI ad officiare il rito funebre ufficiale per la scomparsa di Aldo Moro, amico di sempre e alleato. Non poche critiche vennero mosse al Pontefice per questo gesto che ha pochissimi eguali nella storia della Chiesa, ma Papa Montini non volle sentire ragioni. La cerimonia funebre venne celebrata senza il corpo dello statista per esplicito volere della famiglia, la quale ritenendo che lo stato italiano poco o nulla avesse fatto per salvare la vita di Moro, rifiutò il funerale pubblico ufficiale di stato, scegliendo di svolgere le esequie in forma privata.
« Le nostre labbra, chiuse come da un enorme ostacolo simile alla grossa pietra rotolata all'ingresso del sepolcro di Cristo, vogliono aprirsi ad esprimere il de profundis, il grido, il pianto, dell’ineffabile dolore con cui la tragedia presente soffoca la nostra voce. Signore, ascoltaci, e chi può ascoltare il nostro lamento?... se non ancora tu, o Dio della vita e della morte, tu, non hai esaudito la nostra supplica per la incolumità di Aldo Moro, di questo uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico… Fa o Dio, Padre di misericordia, che non sia interrotta la comunione che pur nelle tenebre della morte ancora intercede tra i defunti da questa esistenza temporale e noi tutt’ora viventi in questa giornata, di un sole che inesorabilmente tramonta, non è vano il programma del nostro essere di redenti; la nostra carne risorgerà! La nostra vita sarò eterna! Noi, Aldo, e tutti i viventi in Cristo, beati nell’infinito Iddio, li rivedremo. Signore ascoltaci. E intanto, o Signore, fa, che placato dalla virtù della tua croce, il nostro cuore sappia perdonare l'oltraggio ingiusto e mortale inflitto a quest’uomo carissimo e a quelli che han subito la medesima sorte crudele. Signore ascoltaci!!! »
Lettere dalla prigionia [modifica]
« Caro Zaccagnini, scrivo a te, intendendo rivolgermi a Piccoli, Bartolomei, Galloni, Gaspari, Fanfani, Andreotti e Cossiga ai quali tutti vorrai leggere la lettera e con i quali tutti vorrai assumere le responsabilità, che sono ad un tempo individuali e collettive. Parlo innanzitutto della D.C. alla quale si rivolgono accuse che riguardano tutti, ma che io sono chiamato a pagare con conseguenze che non è difficile immaginare. Certo nelle decisioni sono in gioco altri partiti; ma un così tremendo problema di coscienza riguarda innanzitutto la D.C., la quale deve muoversi, qualunque cosa dicano, o dicano nell'immediato, gli altri. Parlo innanzitutto del Partito Comunista, il quale, pur nella opportunità di affermare esigenze di fermezza, non può dimenticare che il mio drammatico prelevamento è avvenuto mentre si andava alla Camera per la consacrazione del Governo che m'ero tanto adoperato a costituire. »

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