
LA PRINCIPESSA SENZA NOME
C'era una volta, in un paese lontano lontano, un giovane re, perdutamente innamorato della sua regina, ma tanto tanto innamorato da desiderare per entrambi una bambina che avrebbe allietato le stanze e i corridoi del loro immenso palazzo.
Il giovane re si chiamava Piangomai e la sua sposa era la regina Senzafesta. Il giorno della nascita della piccola principessa fu festa grande; tutti i lavoratori del regno chiusero le loro botteghe per assistere alla presentazione della bambina. Furono chiamati i musicisti più noti, le cantanti dalla voce più melodiosa e fiori su fiori ricaddero a tappeto intorno alla culla reale.
Ma nella camera della regina regnava una grande agitazione. Re Piangomai camminava avanti e indietro con il mento nella mano, mentre la regina Senzafesta, appoggiata sui guanciali, teneva la bambina cullandola tra le sue braccia. "Bisogna dare un nome alla bambina - esordì ad alta voce il sovrano, con il dito reale puntato al soffitto - Non un nome qualsiasi, come ce ne sono altri cento o mille nel regno. Ne voglio uno speciale, tutto per lei. Perché si possa dire, ascoltandolo, questa bambina è figlia di re." La regina aveva già le lacrime agli occhi, perché il suo cuore senza festa le suggeriva solo nomi poco allegri.
Il re crollò a sedere sulla poltrona reale e un po' invidiava la sua sposa perché lui non aveva mai saputo piangere; ci pensò un po' su poi concluse: "Ho deciso. Chiederemo consiglio alla strega Tribolina."
Detto fatto la notte seguente il re preparò la carrozza per sé e per la regina e insieme partirono alla volta della foresta, dove avrebbero trovato la strega Tribolina.
La regina, mentre stavano percorrendo il bosco ad un tratto vide appoggiata su un fiore una meravigliosa farfalla con i colori dell'arcobaleno, e gli occhi blu come il mare.
Ad un tratto disse al cocchiere di fermarsi, scese e si avvicinò alla farfalla e le disse:
"Bella, farfalla, cosa fai tutta sola nella foresta?
E la farfalla:
"mi sono persa, stavo ritornando a casa dal prato fiorito, e cantavo allegramente, ad un certo un punto, mi sono allontanata ed ora non trovo più la casa di ritorno”
La regina:
"Appoggiati sulla mia mano e vieni con me,ti porterò a corte dove potrai vivere per sempre in un bellissimo prato, pieno di fiori e tanti piccoli amici, così anche la mia piccola bambina, potrà giocare con te.”
La farfalla:
" sono felice di venire con voi, ma la sua bambina come si chiama?”
La regina, si fece triste in viso, ripensando che non aveva ancora trovato il nome per la sua bambina e disse:
"non abbiamo ancora deciso il suo nome, stiamo andando dalla strega Tribolina, per chiedere consiglio.
Allora la farfalla disse:
"Posso, aiutarvi, basta che mi portate dalla vostra piccola Bambina, e potrò trovarvi il nome adatto a lei”
Cosi, la regina decise di ritornare indietro,anche se il re non era molto contento, e nello stesso non si fidava della farfalla.
Arrivati al castello: la Regina SenzaFesta, prese nella mano la farfalla, e la condusse nella stanza della sua bambina, quando entrarono, la piccola era in braccio alla balia, che cercava di dare calci, si muoveva in continuazione:
la regina, si avvicinò e poso la farfalla sulle spalle della balia, la quale all'inizio fece un urlo di paura, ma subito dopo la regina spiegò il motivo del suo gesto.
La farfalla, guardava la bambina cercare di ribellarsi alla presa della balia, e disse:
"questa bambina, è la più bella che io abbia mai visto, è molto vivace e non vuole essere comandata, il suo nome è: MARTINA..........,
La regina, Senza festa e il re Piangomai dissero:
"Martina?
La farfalla:
"si proprio così Martina, è una bambina vivace e nella vita farà tante cose straordinarie e poi Martina deriva da Marta, di origine aramaica, significa signora, padrona della casa e per una futura Regina questo è un bellissimo nome.
La regina disse:
"mi piace, è un nome che porta allegria serenità, e prendendo in braccio la piccola disse:
ti chiamerò : Martina,mio piccolo e grande amore......
il re avvicinatosi disse:
"guarda sta sorridendo e si è calmata si la chiameremo proprio cosi:
La principessina Martina.
Grazie mia piccola farfalla, da oggi in poi tu farai parte della nostra famiglia.
E tutti vissero felici e contenti.
Moioli S .& Celasco









































Nessun commento:
Posta un commento