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PER CONTINUARE A VIVERE E MOLTO DURA IN QUESTO PAESE NON FUNZIONA QUASI NIENTE LA BUROCRAZIA COLPISCE ANCHE A CHI E INVALIDO LO FANNO ANDARE DA UNA PARTE ALL'ALTRA SENZA PENSARE CHE SE E DISABILE DOVEBBRE AVERE LA VITA PIU ADATTATA AL SUO ANDIKAP SE E CON LA SEDIA A ROTELLI E UN DRAMMA PERCHE VARI UFFICI CHE DOVREBBERO AVERE STRUTTURE ADATTE PER I DISABILI MOLTE VOLTE NON FINZIONANO OGGI O VISTO UN DISABILE CHE AVEVA DIFFICOLTA AD ENTRARE NEL COLLOCAMENTO DISOCCUPATI DISABILI QUESTO E DAVVERO UNA BARZELLETTA UN DISABILE CHE NON PUO ACCEDERE AD UNA STRUTTURA CHE DOVREBBE TUTELARE IL DISABILE....MA QUESTA E LA VITA DISSE TOTò CHI A AVUTO TANTO E CHI NON A AVUTO NIENTE....MA SIMME è NAPULE PAISà ...by dioanf. ..................................................... o dio oggi un altra cosa strana che mi e successo:o dovuto andare all'asl per disdire una visita legale il dipendente che mi a fatto la disdetta non sapeva come si scriveva "disdicere" se con la lettera "c" o con la lettera "g"....e non vi dico come o fatto a trattenermi nel ridere per non essere inopportuno alla situazione che si e presentata...ecco come funzionano gli uffici pubblici in questa citta....."ma oky non ce problema perche se tutto va bene stiamo inguaiati"...AH AH AH AH ...MAMMAMIAAAAAAAA!!!!!""""" ...by dioanf.

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.............................................[BY DIOANF]

martedì 19 maggio 2009

luciano pavarotti


Luciano Pavarotti
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Luciano Pavarotti

Nazionalità Italia
Genere opera lirica
operatic pop
Periodo attività 1961 - 2004
Strumento {{{Strumento}}}
Etichetta
Band attuale {{{Band attuale}}}
Band {{{Band precedenti}}}
Album pubblicati 110[1]
Studio
Live
Raccolte 23
Gruppi e artisti correlati {{{Correlati}}}
Sito ufficiale lucianopavarotti.com

Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica
« Penso che una vita per la musica sia una vita spesa bene ed è a questo che mi sono dedicato.[2] »

(Luciano Pavarotti)

Luciano Pavarotti (Modena, 12 ottobre 1935 – Modena, 6 settembre 2007) è stato un tenore italiano.

È stato tra gli artisti italiani più apprezzati in tutto il mondo, sia per le indubbie qualità vocali quanto per l'impegno profuso in campo sociale. Con il Pavarotti & Friends e le sue numerose collaborazioni (fra le quali è da ricordare in particolare la costituzione del gruppo de Tre Tenori, con Plácido Domingo e José Carreras), ha consolidato una popolarità che, anche al di fuori dell'ambito musicale, lo ha condotto in tutto il mondo.
Indice
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* 1 Vita e carriera
o 1.1 L'affermazione
o 1.2 I loggioni stranieri
o 1.3 La Scala
o 1.4 La conquista dell'America, dai palchi ai parchi
o 1.5 I Tre Tenori
o 1.6 Pavarotti & Friends
o 1.7 Vita privata e ultimi anni
o 1.8 La morte e i funerali
* 2 Celebrazioni
o 2.1 L'eredità
* 3 Repertorio
* 4 Filmografia
* 5 Onorificenze
* 6 Note
* 7 Voci correlate
* 8 Altri progetti
* 9 Video
* 10 Collegamenti esterni

Vita e carriera [modifica]
« Quando Pavarotti nacque, Dio gli baciò le corde vocali »

(Daniel Hicks, New York Times)
Matrimonio con Adua Veroni (1961)

Luciano era figlio di Fernando Pavarotti (1912 - 2002) e Adele Venturi (1915 - 2002) e aveva una sorella minore, Gabriella (n. 1940, nota campionessa di pallavolo dell' Audax Modena). Il padre era fornaio nell'esercito, cantante amatoriale nella «Corale Gioachino Rossini» [3] di Modena e trasmise al figlio la passione per l'opera lirica, trovando nel giovane altrettanto interesse.

Il giovane Pavarotti decise di non intraprendere fin da subito una carriera musicale vera e propria, evitando così il conservatorio di musica. Per un lungo periodo invece dedicò i suoi studi all'insegnamento, per diventare un maestro di educazione fisica ed insegnare in seguito alle scuole elementari per due anni, dopo essersi iscritto nell'istituto magistrale di Modena (la stessa scuola frequentata anche da Francesco Guccini).

Pur proseguendo la sua carriera nell'insegnamento, non aveva abbandonato gli studi di canto con il tenore Arrigo Pola (di cui manterrà canoni e principi nella sua futura carriera) e alla partenza di quello per il Giappone, tre anni dopo, proseguì la sua preparazione con il maestro Ettore Campogalliani, con il quale perfezionò la tecnica del fraseggio e della concentrazione. Per sua stessa ammissione, i due sono restati per sempre i suoi unici e onorati maestri.

Negli anni successivi, entrato a pieno regime nel mondo della lirica e sempre continuando i suoi studi canori, il giovane tenore ottenne un primo successo musicale in una delle sue esibizioni con il padre in Galles, nel corso del festival di Llangollen dove si aggiudicò il primo premio.

L'affermazione [modifica]

Il 29 aprile 1960 ottenne la sua consacrazione artistica salendo sul palcoscenico del teatro dell'opera di Reggio Emilia per interpretare il ruolo di Rodolfo ne La Bohème di Puccini, diretta da Francesco Molinari Pradelli.

Per ammissione dello stesso tenore, l'opera pucciniana è rimasta quella più rappresentativa del suo repertorio, tanto che Rodolfo sarebbe divenuto nel corso della sua carriera una sorta di suo alter-ego sul palco.
Tenace come Calaf, dolce come Nemorino
Artista completo e sapiente comunicatore (nel senso moderno del termine), e soprattutto personaggio comunque unico all'interno del mondo dello spettacolo, ambasciatore nel mondo del belcanto all'italiana, amante della buona tavola come Rossini [4] e impegnato nella solidarietà (che solo in parte ha bilanciato la caduta di immagine dovuta ai suoi problemi con il fisco[5], Pavarotti è stato riconosciuto da molta parte della critica come uno fra i migliori cantanti nel registro di tenore del XX secolo, un secolo che pure ha dato numerosi grandi protagonisti al mondo dell'opera lirica, alcuni dei quali - suoi coetanei o quasi - ancora in attività.

Questo riconoscimento gli è venuto non soltanto per la particolare estensione vocale e padronanza tecnica dello strumento voce, uniti ad una capacità di interpretazione in grado di porlo nella condizione di andare in profondità nella lettura dei personaggi che andava a interpretare sul palcoscenico e nei solchi delle incisioni discografiche, ma anche anche in virtù di quello che il suo collega José Carreras ha definito naturale carisma, di cui Pavarotti era evidentemente dotato.
Tenace come il Calaf che doma la pucciniana principessa Turandot ed esorta le stelle ad un tramonto senza indugio in vista di un'alba che lo vedrà vincitore, e capace al tempo stesso di una tenerezza degna dell'ingenuo ed affabile Nemorino donizettiano de L'elisir d'amore (Una furtiva lacrima è una delle sue arie d'opera più conosciute), Pavarotti - per tutti, il Maestro - è stato al contempo il testimone di un'epoca e di una professione, quella di cantante, per la quale - secondo le sue stesse parole - non è sufficiente il solo talento se esso non è supportato da un'adeguata e talvolta faticosa opera di studio[6].
(Nell'immagine: un busto riproducente Pavarotti)

Sempre al 1961 risalgono anche il primo riconoscimento personale - nel concorso internazionale Achille Peri - e il matrimonio con Adua Veroni (Modena, 21 Febbraio 1936), con la quale era fidanzato da 8 anni e dalla quale ebbe tre figlie: Lorenza (Modena, 26 Ottobre 1962), Cristiana (Modena, 8 Agosto 1964) e Giuliana (Modena, 9 Gennaio 1967).

La messa in scena de La Bohème fu riproposta in diverse città d'Italia ed ebbe addirittura alcune richieste all'estero; Pavarotti interpretava inoltre il ruolo del Duca di Mantova nel Rigoletto, a Carpi, a Brescia e al Teatro Massimo di Palermo, dove, sotto la direzione del maestro Tullio Serafin, ottenne un buon successo e consacrò la sua figura di tenore in tutta Italia.

I loggioni stranieri [modifica]
Pavarotti a fine anni Sessanta

Consolidata ormai la sua fama in patria, il passo successivo fu l'avvicinamento all'estero; nonostante qualche richiesta nei primi anni '60, il tenore fuori d'Italia era ancora poco conosciuto e difficilmente riceveva menzioni da critici.

La svolta arrivò di nuovo con La Bohème, che gli permise di mostrarsi al pubblico Inglese. Pavarotti ebbe molte richieste per delle repliche dell'opera Pucciniana alla Royal Opera House di Covent Garden, a Londra, prima dell'arrivo di Giuseppe Di Stefano, ma a causa di un'improvvisa malattia del tenore siciliano fu costretto a sostituirlo (era il 1963) nella parte di Rodolfo. Lo rimpiazzò in teatro e anche al Sunday Night at the Palladium, un noto spettacolo televisivo inglese seguito da più di 15 milioni di telespettatori, il mezzo perfetto per affermarsi sulla scena mondiale.

Le prime incisioni dell'artista vennero presentate da lì a poco, per la casa discografica Decca Records, poco prima che egli venisse avvicinato dal giovane direttore d'orchestra Richard Bonynge, il quale gli richiese di esibirsi a fianco alla moglie, Joan Sutherland.

Con questo soprano, nel 1965, mise piede per la prima volta negli Stati Uniti, a Miami, dove ricoprì il ruolo di Edgardo nella Lucia di Lammermoor di Donizetti sotto la direzione dello stesso Bonynge. La Sutherland lo accompagnò successivamente ne La sonnambula di Bellini alla Royal Opera House di Covent Garden e ne La traviata di Verdi.

La Scala [modifica]

Sempre del 1965 la sua interpretazione de L'elisir d'amore di Donizetti, e ancora nello stesso anno si ebbe il suo debutto al Teatro alla Scala di Milano, dove il tenore fu espressamente richiesto da Herbert von Karajan per la La Bohème di Puccini; visto il successo, l'anno seguente Pavarotti fu chiamato nuovamente per la Messa da Requiem in memoria di Arturo Toscanini.

Nel periodo 1965-1966 sono da ricordare le interpretazioni de I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini sotto la direzione di Claudio Abbado e del Rigoletto di Verdi, diretto da Gianandrea Gavazzeni.

Dello stesso 1966 è l'esibizione alla Royal Opera House di Pavarotti e la Sutherland ne La Fille du régiment di Donizetti, opera che permetterà al tenore di trasformarsi in leggenda sei anni più tardi.

La conquista dell'America, dai palchi ai parchi [modifica]

L'exploit arriva il 17 febbraio 1972, al Metropolitan Opera di New York, dove in occasione dell'esecuzione dell'opera sopracitata esegue nove Do di petto, difficilissimi da emettere a voce piena, in maniera sciolta e naturale nell'aria "A mes amìs". Riceve una standing ovation senza precedenti che lo chiama al sipario per ben 17 volte, un record finora imbattuto.

Il nome di Pavarotti divenne noto al grande pubblico grazie alle esecuzioni sempre più di frequente riprese dalla televisione, come nel ruolo di Rodolfo ripreso dal vivo al Metropolitan nel marzo 1977, che raccolse le percentuali di audience più alte del tempo per un'opera teletrasmessa. All'artista sono andati diversi Grammy Award e dischi di platino e d'oro.

Negli anni novanta, Pavarotti ha curato molto i concerti all'aperto, che si sono rivelati dei buoni successi. Il concerto in Hyde Park a Londra è stato il primo concerto di musica classica nella storia del parco, ed ha attirato oltre 150.000 spettatori.

Nel giugno 1993, in più di 500.000 si sono radunati per ascoltarlo a Central Park (New York), mentre in milioni seguivano lo spettacolo alla televisione.

A settembre dello stesso anno, all'ombra della Torre Eiffel a Parigi, ha cantato davanti a circa 300.000 persone.

I Tre Tenori [modifica]

Il 7 luglio 1990, in occasione della finale del campionato del mondo di calcio svoltasi a Roma, i «Tre Tenori» Luciano Pavarotti, José Carreras e Placido Domingo tennero un concerto alle Terme di Caracalla, diretti dal maestro indiano Zubin Mehta. L’orchestra di 180 elementi era un ensemble di professori provenienti dalle orchestre del Teatro dell’Opera di Roma e dell'orchestra del «Maggio Fiorentino». Il successo si preannunciava clamoroso: furono richiesti per l'evento più di 200.000 biglietti sebbene le Terme di Caracalla avessero una capienza di circa 6.000 posti. I «Tre Tenori» cantarono in modo magistrale arie liriche tratte da opere famose, ma anche brani provenienti dal repertorio musicale di tutto il mondo (Cielito lindo, Oci Ciornie, La vie en rose, Memory, Amapola, Torna a Surriento, ‘O sole mio, Core 'ngrato). Dopo tale evento i tre grandi artisti hanno cantato ancora insieme in numerose altre occasioni; tra le più importanti si ricordano i concerti del 17 luglio 1994 a Los Angeles (finale del campionato mondiale di calcio USA '94; durante tale esibizione, poiché fra gli spettatori vi erano Frank Sinatra e Gene Kelly, i tre tenori dedicarono loro My Way e Singin' in the rain); nel 1998 si esibirono a Parigi (Francia ’98); nel 2002 a Yokohama (Giappone-Corea '02).

Luciano Pavarotti ha ricevuto i Kennedy Center Honors nel 2001.

Pavarotti & Friends [modifica]
L'ultima esibizione in assoluto del tenore, durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali a Torino, il 10 febbraio 2006
A San Pietroburgo, 31 maggio 2003

Dal 1992 al 2003 ha tenuto a Modena dei concerti a cadenza quasi annuale a scopo benefico. Si chiamavano Pavarotti & Friends e riunivano sul palco i più famosi artisti della scena musicale pop italiana ed internazionale, chiamati a duetti con il tenore: nelle varie edizioni si sono succeduti Anastacia, Sting, Brian May, Zucchero, Lucio Dalla, Mike Oldfield, Bob Geldof, Suzanne Vega, Neville Brothers, Aaron Neville, Patricia Kass, Bryan Adams, Giorgia, Andrea Bocelli, Anita Baker, Nancy Gustafson, Andreas Vollenweider, Bono Vox degli U2, The Edge, Brian Eno, Jovanotti, Dolores O'Riordan, Michael Bolton, Simon Le Bon, Meat Loaf, Chieftains, Gam Gam, Nenad Bach, Elton John, Eric Clapton, Ligabue, Liza Minnelli, Piero Pelù, Sheryl Crow, Edoardo Bennato, Joan Osborne, Kelly Family, Paco de Lucia, Al Di Meola, John McLaughlin, Jon Secada, Eros Ramazzotti, Spice Girls, Céline Dion, The Corrs, Pino Daniele, Jon Bon Jovi, Stevie Wonder, Natalie Cole, Vanessa Williams, Florent Pagny, Trisha Yearwood, B.B. King, Joe Cocker, Ricky Martin, Laura Pausini, Renato Zero, Alex Britti, Gianni Morandi, Lionel Richie, Mariah Carey, Gloria Estefan, Boyzone, George Michael, Eurythmics, Biagio Antonacci, Irene Grandi, Skunk Anansie, Enrique Iglesias, Tracy Chapman, Caetano Veloso, Aqua, Savage Garden, Monica Naranjo, Barry White, Deep Purple, Tom Jones, Fiorella Mannoia, Patty Pravo, Morcheeba, Jarabe de Palo, Celia Cruz, Bond, George Benson, Lou Reed, James Brown, Gino Paoli, Raf, Grace Jones, Augusto Enriquez & su mambo band, Elisa, Queen, Maná. Grazie al Pavarotti & Friends oltre 100 cantanti hanno potuto duettare con il Maestro.

Vita privata e ultimi anni [modifica]

Nel 1993 conosce casualmente, durante la manifestazione ippica Pavarotti International, la giovane studentessa di Scienze Naturali Nicoletta Mantovani, (Bologna 23 Novembre 1969), di 34 anni più giovane di lui, e le offre un lavoro da segretaria, per poi farne una vera e propria organizzatrice di molti eventi a lui collegati, a cominciare dal Pavarotti & Friends. La storia d'amore fra Pavarotti e la Mantovani fa scoppiare un vero e proprio scandalo, che culmina con un divorzio miliardario di Pavarotti dalla prima moglie e madre delle sue figlie, Adua Veroni.

Il 19 giugno 1994 il Comune di Portomaggiore (FE) gli conferì la Cittadinanza Onoraria in occasione della sua visita nella cittadina emiliana per l'inaugurazione di un busto a Mafalda Favero, soprano portuense che il Maestro ebbe modo di conoscere agli inizi della sua carriera.[2].

Nel 2000, Pavarotti provvedeva a regolarizzare la sua posizione con il Fisco, dal momento che in precedenza aveva eletto domicilio a Monaco nel tentativo di sfruttare le esenzioni fiscali. Colpevole di evasione fiscale per una cifra superiore ai 40 miliardi di lire, il 27 luglio 2000 nelle stanze del ministero delle Finanze all'Eur, il tenore decise di saldare il debito con il fisco versando 24 miliardi di lire in rate da 500 milioni. “È come se mi fossi tolto un pugnale dallo stomaco – dichiarò Pavarotti ai giornalisti che lo aspettavano fuori dal dicastero - però io resto dell'idea di averle pagate le tasse. Ma se il governo, sovrano, sostiene che ne ho pagate un po' meno di quanto avrei dovuto, io come Garibaldi obbedisco e pago”. Sulla soluzione del patteggiamento commenterà il Ministro delle Finanze dell'epoca, Ottaviano Del Turco: “Ho chiesto all'amministrazione di avviare il dialogo con Pavarotti per chiudere questa vicenda quando mi sono reso conto che la persona era in buona fede e cercava di uscire fuori da una situazione nella quale lui stesso aveva dichiarato di non sentirsi a suo agio. Pavarotti ora ha sanato questa situazione e io credo che questo mostri anche la duttilità dell'amministrazione fiscale” [7]. Risolto il contenzioso con la magistratura tributaria, restò in piedi il processo penale che cominciò a Modena nel settembre 2001. Il 19 ottobre 2001 il giudice di Modena Carla Ponterio assolse Pavarotti perché il fatto non era più previsto dalla legge come reato. Infine, nel 2004, la seconda sezione della Corte di Appello di Bologna sentenziò che non si doveva procedere nei confronti del tenore perché i reati contestati erano comunque estinti per prescrizione ma i giudici scrivono che la condotta di Pavarotti, "che ha trasferito la sua residenza anagrafica in un paradiso fiscale e che conta i giorni di permanenza negli Stati Uniti per non rischiare di dover ivi pagare le imposte sui redditi mondiali, non pare compatibile con la descrizione dell'artista distante e scevro da interessi materiali. La sua condotta e le sue scelte non paiono per niente affidate al caso, anzi sembrano, almeno in parte, sorrette da strategie mirate e non proprio nobili" [8].

Tra le numerose amicizie di Luciano Pavarotti, la Principessa Diana del Galles, moglie del principe Carlo, erede al Trono d'Inghilterra, con cui condusse una raccolta di fondi per la messa al bando delle mine antiuomo. Invitato a cantare in occasione della cerimonia funebre della principessa, egli declinò l'invito, dal momento che riteneva che non avrebbe avuto la possibilità di cantare appropriatamente «col dolore in gola».

Il 13 Gennaio 2003 la compagna di Pavarotti, Nicoletta Mantovani, dà alla luce Alice Pavarotti, unica sopravvissuta ad un parto gemellare, in cui invece muore il figlio Riccardo. Il 13 dicembre 2003 Pavarotti sposa Nicoletta Mantovani con una sontuosa cerimonia nel teatro Comunale di Modena alla presenza di Bono, Zucchero e molti altri artisti.

Nel 2004, in occasione dell'addio ufficiale alle scene, al Metropolitan dove recitava la «Tosca» ha ricevuto molte ovazioni e all'Associated Press che chiedeva notizie e conferme sul suo ritiro ha risposto lapidariamente «Penso che sia l'ora». Nello stesso anno ha tenuto un concerto all'Arena di Pola in Croazia, dove due anni prima aveva anche cantato con Placido Domingo e José Carreras.

A febbraio del 2006 ha cantato durante la cerimonia di inaugurazione dei Giochi olimpici invernali di Torino e nel luglio dello stesso anno è stato operato d'urgenza in un ospedale di New York per l'asportazione di un tumore maligno al pancreas.

Nel 2007 si era stabilito nella sua villa di Modena, in cui cercava di condurre la sua lotta personale contro il cancro. Alcune affermazioni di quel periodo sembravano essere orientate verso un futuro positivo, ma una delle sue figlie rilasciò un'intervista a un settimanale affermando che il padre si stava ormai preparando all'ineluttabile decorso della malattia, peggiorata nell'agosto 2007, per la quale era stato anche ricoverato in ospedale.

Il 4 settembre aveva ricevuto il Premio per l'Eccellenza nella cultura, alla prima assegnazione e destinato alle massime personalità della cultura italiana.
La tomba del “tenorissimo” al cimitero della frazione di Montale Rangone nel comune di Castelnuovo Rangone, nelle vicinanze di Modena.

La morte e i funerali [modifica]

Pavarotti si spense serenamente il 6 settembre 2007, alle cinque del mattino, all'età di quasi 72 anni (che avrebbe compiuto il mese dopo). Al suo capezzale erano presenti la moglie, le figlie e la sorella. Il cordoglio viene espresso dai giornali quotidiani di tutto il mondo. Ai suoi funerali, celebrati nel Duomo di Modena dall'Arcivescovo Metropolita Mons. Benito Cocchi, erano presenti 50000 persone, fra cui membri di istituzioni nazionali e internazionali. Poco prima dell'inizio della cerimonia religiosa il soprano Raina Kabaivanska ha intonato l'"Ave Maria" di Verdi. Al momento della distribuzione della Comunione, Andrea Bocelli ha cantato l'"Ave Verum Corpus" di Mozart. Viene poi diffuso il canto del "Panis Angelicus" di Cesar Frank, che Luciano Pavarotti con il padre Fernando intonarono la Notte di Natale del 1986 in un Duomo gremito di fedeli, durante la solenne celebrazione della Natività officiata dall'allora Arcivescovo Mons. Bartolomeo Santo Quadri. Prima del rito di commiato, l'on. Romano Prodi, all'epoca Presidente del Consiglio, tiene l'orazione funebre. Il giorno precedente aveva reso omaggio al feretro e colloquiato con i famigliari il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. All'uscita della salma, gli rendono omaggio le Frecce Tricolori dipingendo il Tricolore italiano nel cielo di Modena. Per sua espressa volontà, è stato sepolto nel cimitero di Montale Rangone, accanto ai genitori e al piccolo figlio Riccardo.

Nel suo buen retiro emiliano Pavarotti ha continuato quasi fino all'ultimo a tenere lezioni di canto con alcuni allievi, riceveva amici e parenti, anche se costretto su di una carrozzina, e visibilmente dimagrito.[9]

Il suo sito web riporta la richiesta di «essere ricordato come cantante d'opera, ovvero come rappresentante di una forma d'arte che ha trovato la sua massima espressione nel mio Paese, e spero inoltre che l'amore per l'opera rimanga sempre di importanza centrale nella mia vita».

Celebrazioni [modifica]

Il comune di Modena gli ha intitolato, il 6 dicembre 2007 con una cerimonia pubblica, il Teatro cittadino intitolandolo teatro comunale Luciano Pavarotti.

Il 12 ottobre 2008 (giorno del suo compleanno) si è tenuto Salute petra, un concerto in onore del maestro a Petra (Giordania) e trasmesso in televisone. Hanno partecipato a questo appuntamento molti artisti fra cui i colleghi Placido Domingo e José Carreras (per la prima volta riuniti senza Pavarotti), Jovanotti, Sting, Zucchero, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Angela Gheorghiu, Roberto Alagna, Andrea Griminelli, Cynthia Lawrence, e molti altri. Il concerto si è svolto per iniziativa della principessa Haya Hussein di Giordania e dellla vedova del maestro, Nicoletta Mantovani, entrambi presenti all'evento assieme alla figlioletta del maestro, Alice Pavarotti, al re Abd Allah II di Giordania con la moglie Rania, Regina di Giordania, al presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, al ministro Andrea Ronchi, a Caterina Caselli e a molte altre autorità e amici del tenore.[10]

L'eredità [modifica]

Si è ipotizzato che il patrimonio lasciato da Pavarotti agli eredi si aggiri sui 200 milioni di euro, l'inventario è in corso e servirà a stimare ufficialmente i beni. Il tenore ha redatto diversi testamenti, al vaglio per stabilire l'entità reale dell'eredità ed i beneficiari ma anche causa di vertenze e polemiche: 1) Testamento redatto a New York nell'estate 2006[11]; 2) Testamento olografo del 4 dicembre 2006 [12]; 3) Testamento del 13 giugno 2007 e depositato a Modena[13]; 4) Testamento datato 29 luglio 2007 e redatto a Pesaro [14].

Dopo la morte di Pavarotti scoppiano continui scoop e ipotesi sulla sua eredità; un'amica del tenore accusa la seconda moglie Nicoletta Mantovani di averlo raggirato a fini ereditari, di avergli impedito i contatti con i vecchi amici e con le figlie, di aver ricevuto questa disperata confessione da Pavarotti stesso, che le avrebbe chiesto di parlare solo dopo i suoi funerali. Nicoletta Mantovani risponde pubblicamente solo una volta, il 27 ottobre 2007, nella trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio, in cui confessa anche di essere da 13 anni malata di sclerosi multipla.

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