
Biografia [modifica]
L'infanzia e gli inizi [modifica]
Renato Carosone nasce a Napoli il 3 gennaio 1920, primo di altri due fratelli, Olga e Ottavio. Inizia prestissimo a studiare musica per volontà del padre, l'11 maggio 1935 suona il pianoforte in un teatrino dell'Opera dei Pupi, lavora presso la casa editrice E. A. Mario come "ripassatore", insegnando cioè le nuove canzoni ai cantanti, e nel 1937 si diploma in pianoforte presso il Conservatorio di San Pietro a Majella. Viene scritturato da una compagnia di arte varia, con cui si imbarca per l'Africa Orientale Italiana; quando la compagnia si scioglie, Carosone rimane tra Massaua e Addis Abeba per nove anni, prestando anche servizio militare per la Seconda guerra mondiale al fronte della Somalia Italiana. Suona in varie formazioni, conosce la futura moglie Lita, che gli darà il figlio Pino, e nel 1946 torna a Napoli. Contro le aspettative del padre Antonio, impresario al Teatro Mercadante, si trasferisce a Roma ottenendo una buona notorietà nell'ambiente musicale.
Il "Complesso Carosone" [modifica]
Fonda il Trio Carosone il 28 ottobre 1949 insieme all'olandese Peter Van Wood - poi autore di Tre numeri al lotto (1949) e Via Montenapoleone (1954) - e al fantasista napoletano Gegè Di Giacomo.
I tre, con Carosone al pianoforte, Di Giacomo alla batteria e Van Wood alla chitarra elettrica, inaugurano lo Shaker Club di Napoli, frequentato dai militari americani e dai nuovi ricchi degli "anni del benessere". Quando nel 1952 l'olandese Van Wood lascia il trio per trasferirsi in America, Carosone e Gegè ricostituiscono il gruppo, che diventa dapprima un quartetto con il chitarrista Franco Cerri e il cantante contrabbassista Claudio Bernardini.
Il quartetto poi si allarga, con alcuni cambi di formazione, fino a diventare un sestetto, composto oltre che da Di Giacomo, dal cantante e contrabbassista Piero Giorgetti, dai sassofonisti Riccardo Rauchi e Gianni Tozzi Rambaldi, dal clarinettista Tonino Grottola e dal chitarrista Alberto Pizzigoni, sostituito poi da Raf Montrasio; ad essi in molte incisioni e nelle serate si aggiunge il percussionista Aldo Pagani.
Il successo [modifica]
La notorietà dell'artista aumenta negli anni Cinquanta, durante le stagioni della Bussola di Focette, in Versilia, diretta da Sergio Bernardini e inaugurata il 4 giugno 1955. Nel frattempo, compaiono sul mercato i primi long playing. Il primo successo commerciale dell'artista napoletano è Maruzzella (1954), musica di Carosone e testo di Enzo Bonagura. Le successive incisioni, soprattutto quelle composte assieme al paroliere napoletano Nisa, pseudonimo di Nicola Salerno - O suspiro (1956), Torero (1957), O sarracino (1958) e Caravan Petrol (1958) - conquistano le classifiche di vendita europee e nordamericane. Della sola Torero, rimasta per due settimane al primo posto della hit parade statunitense, si conoscono più di trenta incisioni americane e dodici tradizioni in altrettante lingue. Quelli di Renato Carosone sono concerti-spettacolo, dove ai testi ironici di Nisa fanno da contrappunto le performance comiche di Gegè Di Giacomo, spesso concluse dal totale coinvolgimento del pubblico, e le melodie di Carosone, mutuate dal jazz e dallo swing mescolate ai ritmi più diversi.
Dopo una lunga serie di concerti in Europa, il gruppo di Renato Carosone sbarca a Cuba, inaugurando una memorabile tournée americana. Dopo Caracas, Rio de Janeiro e San Paolo del Brasile, il 5 gennaio 1957 il suo gruppo approda alla Carnegie Hall di New York.
Il ritiro dalle scene [modifica]
Il 7 settembre 1960, al culmine del successo, Carosone si ritira inspiegabilmente dalle scene. Perfeziona lo studio della musica classica e si dedica alla pittura, iscrivendosi nel 1968 a un corso presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
Il rientro [modifica]
Il suo silenzio musicale si interrompe il 9 agosto 1975 con una serata alla Bussola di Focette, su invito di Sergio Bernardini. Il concerto viene ripreso dalla televisione; tra i brani eseguiti, l'irresistibile Tu vuo' fa l'americano.
Nel 1982 rientra in sala d'incisione grazie alla collaborazione del produttore Sandrino Aquilani, incide l'album Carosone '82 e partecipa poi a show e trasmissioni televisive.
La fine [modifica]
Scompare domenica 20 maggio 2001, nella sua casa di Roma. L'alter ego di Carosone, il batterista Gegè Di Giacomo, muore a 87 anni nella sua casa di Poggioreale, a Napoli, il primo aprile 2005. La figura occhialuta di Di Giacomo, accanto alla maschera di Carosone, divenne popolarissima. Il suo grido di battaglia era "CantaNapoli" e la sigla del sestetto Carosone Pigliate 'na pastiglia, iniziava con "CantaNapoli, Napoli in farmacia!".









































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