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PER CONTINUARE A VIVERE E MOLTO DURA IN QUESTO PAESE NON FUNZIONA QUASI NIENTE LA BUROCRAZIA COLPISCE ANCHE A CHI E INVALIDO LO FANNO ANDARE DA UNA PARTE ALL'ALTRA SENZA PENSARE CHE SE E DISABILE DOVEBBRE AVERE LA VITA PIU ADATTATA AL SUO ANDIKAP SE E CON LA SEDIA A ROTELLI E UN DRAMMA PERCHE VARI UFFICI CHE DOVREBBERO AVERE STRUTTURE ADATTE PER I DISABILI MOLTE VOLTE NON FINZIONANO OGGI O VISTO UN DISABILE CHE AVEVA DIFFICOLTA AD ENTRARE NEL COLLOCAMENTO DISOCCUPATI DISABILI QUESTO E DAVVERO UNA BARZELLETTA UN DISABILE CHE NON PUO ACCEDERE AD UNA STRUTTURA CHE DOVREBBE TUTELARE IL DISABILE....MA QUESTA E LA VITA DISSE TOTò CHI A AVUTO TANTO E CHI NON A AVUTO NIENTE....MA SIMME è NAPULE PAISà ...by dioanf. ..................................................... o dio oggi un altra cosa strana che mi e successo:o dovuto andare all'asl per disdire una visita legale il dipendente che mi a fatto la disdetta non sapeva come si scriveva "disdicere" se con la lettera "c" o con la lettera "g"....e non vi dico come o fatto a trattenermi nel ridere per non essere inopportuno alla situazione che si e presentata...ecco come funzionano gli uffici pubblici in questa citta....."ma oky non ce problema perche se tutto va bene stiamo inguaiati"...AH AH AH AH ...MAMMAMIAAAAAAAA!!!!!""""" ...by dioanf.

mappa

.............................................[BY DIOANF]

martedì 5 maggio 2009

tibet il palazzo del potere.


La storia del Tibet si può far iniziare intorno al 600 d.C., quando i prìncipi di Yar-Klus unificarono la regione in una compagine statale di tipo feudale. La forza della monarchia ebbe il suo culmine alla fine del sec. VIII, mentre nel Paese si diffondeva il buddhismo. Ma nel giro di pochi decenni, una serie di tensioni interne di carattere religioso e politico causarono il crollo della monarchia (842).

Ne seguì un periodo di disgregamento di cui fece le spese anche il buddhismo, quasi estirpato nel sec. IX per essere reintrodotto solo nel sec. XI. In questo secondo periodo, le varie sette buddhiste raggiunsero una posizione preminente nella vita del Paese, affiancandosi all’aristocrazia secolare.

Nel sec. XIII il Tibet dovette accettare l’alta sovranità degli imperatori mongoli di Cina, ritornando indipendente dopo il 1350, con i gerarchi di P’ag-mo-gru. Il loro potere venne scalzato nel sec. XV dai prìncipi di Rin-spus, a cui successero i principi dello gTsa (1565-1642). Nel frattempo un grande maestro, Tsok-’a-pa (1357-1419), aveva fondato una nuova setta (detta «setta Gialla»), guidata da gerarchi che dopo la metà del sec. XVI furono conosciuti con il titolo di Dalai-lama (termine mongolo che significa «lama Oceano»; «lama» indica i «maestri» posti al vertice della gerarchia dei «monaci» del buddhismo tibetano).

Il quinto Dalai-lama (1617-1682), ottenne l’aiuto dei mongoli Qoshot, che conquistarono il Tibet e gliene fecero dono (1642). Ebbe così inizio la teocrazia tibetana, una singolare costruzione politica, fondata su una rete di centinaia di monasteri, esenti da tassazione e possessori d’importanti risorse economiche. Nel secolo successivo la Cina tentò di instaurare nel Tibet un regime laico, ma un’ultima convulsione interna indusse l’imperatore a restituire il potere al Dalai-lama, sotto la sorveglianza di un rappresentante imperiale (1750-1751).

Il Paese rimase sotto l’alta sovranità nominale della Cina per circa un secolo e mezzo. Il regime del Dalai-lama durerà - sia pure con alcuni sussulti legati alle relazioni tra l’impero cinese e la potenza coloniale britannica - fino al sec. XX. (Nel 1951 verrà integrato nella Repubblica Popolare Cinese, portando a una destabilizzazione del governo dei Dalai-lama, da allora in esilio).

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