

Sergio Bruni
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Sergio Bruni
Nazionalità Italia
Genere Musica leggera
Canzone napoletana
Periodo attività 1944 - 2001
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Etichetta Durium
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Sito ufficiale http://www.sergiobruni.it/
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Sergio Bruni, nome d'arte di Guglielmo Chianese (Villaricca, 15 settembre 1921 – Roma, 22 giugno 2003), è stato un cantautore, chitarrista e compositore italiano.
Biografia [modifica]
Nacque a Villaricca, un piccolo paese a pochi chilometri da Napoli, il 15 settembre 1921, da Gennaro Chianese e Michela Percacciuolo.
A nove anni s'iscrisse a una scuola serale di musica e a undici diventò suonatore di clarinetto, realizzando così la sua prima esperienza da musicista.
Nel 1938, a diciassette anni, si trasferì con la famiglia al limitrofo Chiaiano, cominciò a lavorare un po' come operaio ed entrò nel giro di un gruppo di studenti che furono i primi estimatori delle sue doti canore.
Nel settembre del 1943, mentre si trovava a casa in licenza di convalescenza, proveniente dal novantunesimo reggimento fanteria d'istanza a Torino, ebbe notizia che a Napoli la gente stava insorgendo contro le truppe tedesche e formò con una decina di giovani della sua età un gruppo di volontari. Si procurarono delle armi e il 29 settembre, con l'aiuto di un capitano d'artiglieria, riuscirono a sminare il ponte di Chiaiano, minato dai tedeschi.
Sulla via del ritorno s'imbatterono in una pattuglia tedesca e, in uno scontro a fuoco, rimase gravemente ferito alla gamba destra e segnato per sempre da una menomazione nel camminare.
Trasportato avventurosamente in ospedale su di un carretto, si salvò la vita per miracolo.
Quando fu dimesso dall'ospedale, spinto e aiutato dai suoi amici di Chiaiano, cominciò a frequentare la scuola di canto tenuta dal maestro Gaetano Lama e dal grande cantante Vittorio Parisi, diventandone subito il vanto.
Dopo pochi mesi, il 14 maggio 1944, presentato proprio da Vittorio Parisi, esordì ufficialmente davanti al pubblico del Teatro Reale di Napoli.
Ottenne un grande successo, ma il giorno dopo l'impresario rifiutò di farlo cantare per non disturbare i suoi "artisti scritturati".
Il cantante, che non aveva altri lavori, visse momenti difficili e cominciò a frequentare la Galleria in cerca di qualche piccola scrittura che non arrivò quasi mai.
Ma l'anno dopo entrò nel mondo della canzone dalla porta principale, vincendo un concorso per voci nuove bandito dalla RAI.
La fase finale si svolse il 21 ottobre al Teatro delle Palme di Napoli e Bruni ottenne un vero trionfo, classificandosi primo con 298 voti contro i 43 del secondo classificato.
La vittoria gli fruttò un premio di 3000 lire e un contratto con Radio Napoli.
Cominciò così lunghe prove di dizione e di canto sotto la guida del maestro Gino Campese, che dirigeva allora l'orchestra stabile di Radio Napoli, cantando poi in seguitissime trasmissioni radiofoniche.
Lo stesso maestro Campese gli suggerì il nome d'arte Sergio Bruni per evitare confusione con un altro cantante radiofonico che si chiamava Vittorio Chianese.
Il 1948 fu per Sergio Bruni un anno cruciale per la sua vita e la sua carriera di cantante.
Il 14 febbraio si sposò con Maria Cerulli, che fu la sua dolce e fedele compagna per tutta la vita e con la quale mise al mondo quattro figlie.
Nello stesso anno incise per La voce del padrone, che restò la sua casa discografica per un ventennio, il suo primo disco.
Nel 1949, scritturato dalla Casa Editrice La Canzonetta, partecipò alla sua prima Piedigrotta, ottenendo un clamoroso successo con la canzone Vocca 'e rose e presentandovi in seguito altri numerosi motivi, come Surriento d'e nnammurate (1950), A rossa (1952), O rammariello (1952), A luciana (1953), Chitarrella chitarrè (1953), Vienetenne a Positano (1955) e Piscaturella (1956).
In questi anni Sergio Bruni incominciò ad imporre il suo stile interpretativo sempre più personale e inconfondibile che gli procurò un grande consenso popolare che lo accompagnò per tutta la sua carriera.
Dal 1952 partecipò a quasi tutti i Festival della canzone napoletana, portando al successo canzoni amate e cantate ancora oggi, come Sciummo (1952), O ritratto 'e Nanninella (1955), Suonno a Marechiaro (1958) e Vieneme 'nzuonno (1959).
Sì classificò primo nel 1962 con Marechiaro marechiaro e nel 1966 con Bella e avrebbe vinto anche il festival del 1960 con Serenata a Margellina, ma si ritirò clamorosamente all'ultimo momento, rifiutandosi di partecipare alla serata finale per una diatriba con Claudio Villa e gli organizzatori.
Nel 1960, al culmine della sua carriera, partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con Il mare ed È mezzanotte, entusiasmando tutta l'Italia.
In seguito si ritirò nella sua villa di Napoli e stipendiò per anni il suo pianista di allora, Gianni Aterrano, per concentrarsi quasi esclusivamente sul repertorio classico della canzone napoletana.
Ridusse drasticamente le sue esibizioni e, tra la rabbia di molti suoi fan, abbandonò gradualmente tanti suoi successi.
Tra le tante canzoni antiche che interpretò, si ricordano Fenesta vascia, La serenata di Pulcinella, attribuita a Cimarosa e La rumba degli scugnizzi di Raffaele Viviani.
Ma Sergio Bruni aveva già scritto la musica di canzoni di grande successo, come Palcoscenico (1956) e Na bruna (1971).
Decisiva fu la collaborazione con il poeta Salvatore Palomba: un sodalizio da cui nacque, tra l'altro, l'album Levate a' maschera Pulecinella (1975), divenuto nell'ottobre del 1976 anche uno spettacolo televisivo e teatrale.
Tra il 1980 ed il 1990, Bruni realizzò un'antologia della canzone napoletana contentente le canzoni, da lui più amate, nate dal 1500 in poi, ed alcune di sua composizione. Il lavoro venne pubblicato nel 1984 in un'edizione in cofanetto con 4 dischi a 33 giri, contenenti 40 canzoni, e un libro curato da Robrto De Simone e autoprodotto da Bruni.
Nel 1991 la casa editrice musicale Bideri ripubblicò in formato CD e MC il primo cofanetto e vi aggiunse un secondo cofanetto con oltre 40 canzoni. Nello stesso anno, Bruni realizzò uno spettacolo televisivo basato su questo lavoro discografico.
Nel marzo del 2000, per motivi di salute e opportunità, Bruni lasciò la sua villa di Napoli e si trasferì a Roma.
Il 15 settembre del 2001, in onore del suo 80° compleanno, Villaricca organizzò un "Bruni Day" dedicato al suo cittadino, al quale partecipò anche Nino D'Angelo, il quale nel dicembre 2008 publicherà un cd in suo onore intitolato "DANGELOCANTABRUNI".
Incise l'ultima canzone, cantandola in coppia con il cantautore Lino Blandizzi, dal titolo Ma dov'è, la quale esce nell'album "Blandizzi incontra Sergio Bruni".
Sergio Bruni si spense a Roma il 22 giugno 2003.









































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